Il lancio del satellite MTG-I2 dal Centro spaziale europeo di Kourou nella Guyana francese il 27 agosto, ha segnato un passo fondamentale per il monitoraggio meteorologico in Europa e Africa. Questo nuovo satellite, costruito da Thales Alenia Space promette di migliorare significativamente la precisione e la tempestività delle previsioni meteorologiche.
Una nuova era per le previsioni meteorologiche
MTG-I2 è il secondo satellite per l’acquisizione di immagini del programma Meteosat di terza generazione e si affianca a Meteosat-12 lanciato nel. Insieme a MTG-S1 lanciato nel luglio 2026, questi satelliti formano la prima costellazione completa del sistema MTG un’iniziativa congiunta dell’Agenzia spaziale europea e Eumetsat.
Il satellite opererà in tandem con Meteosat-12 producendo immagini aggiornate ogni 2,5 minuti sull’Europa e sull’Africa settentrionale. Questa frequenza doppia rispetto alla generazione precedente permetterà ai meteorologi di seguire con maggiore continuità l’evoluzione dei sistemi atmosferici, individuando più rapidamente le condizioni potenzialmente pericolose e supportando l’emissione tempestiva di avvisi per forti temporali, grandine, venti distruttivi e alluvioni improvvise.
Strumenti avanzati per osservazioni dettagliate
Il cuore di MTG-I2 è il Flexible Combined Imager uno strumento di nuova generazione che acquisisce le osservazioni in 16 bande spettrali. Questo sistema è in grado di realizzare un’immagine completa della Terra in dieci minuti rispetto ai quindici richiesti dalla generazione precedente, e dispone di quattro canali ad alta risoluzione capaci di mostrare dettagli fino a 500 metri.
L’aumento della frequenza e della definizione permetterà di migliorare soprattutto il nowcasting cioè la previsione delle condizioni atmosferiche nell’immediato, su un arco temporale che va da pochi minuti ad alcune ore. Le informazioni raccolte da MTG-I2 e Meteosat-12 saranno integrate con i dati sul profilo atmosferico prodotti da MTG-S1, offrendo un quadro più completo dell’evoluzione dei fenomeni.
Il ruolo cruciale di Eumetsat, Esa e dell’industria europea
Il programma MTG nasce dalla collaborazione tra Esa ed Eumetsat con responsabilità complementari. L’Agenzia spaziale europea ha curato lo sviluppo dei satelliti insieme all’industria, mentre Eumetsat gestirà il sistema durante l’intero ciclo di vita e distribuirà dati e servizi agli Stati membri e agli utenti internazionali.
“Il sistema Meteosat di terza generazione è il sistema meteorologico geostazionario più sofisticato e innovativo al mondo e rappresenta un importante risultato europeo. Sta già offrendo enormi benefici ai meteorologi e agli utenti”, ha affermato Phil Evans direttore generale di Eumetsat.
I satelliti MTG sono stati realizzati da Thales Alenia Space in qualità di prime contractor, in collaborazione con OHB e hanno una durata operativa nominale di 8,5 anni. Al termine della loro attività saranno sostituiti da una seconda costellazione composta da due satelliti per immagini e uno per il sondaggio atmosferico, con lanci previsti non prima del 2033.
La filiera italiana nel programma
Thales Alenia Space partecipa anche allo sviluppo del segmento di terra per Eumetsat, progettando e costruendo il componente di primo livello destinato al trattamento delle immagini. Thales realizza invece l’elaborazione di secondo livello per gli strumenti di imaging e sondaggio atmosferico, dalla quale derivano i dati distribuiti agli enti meteorologici nazionali.
Nel programma è coinvolta anche Telespazio joint venture tra Leonardo al 67% e Thales al 33%, che fornisce a Eumetsat i servizi di lancio e della fase iniziale in orbita per MTG-I2, dopo aver svolto lo stesso ruolo per MTG-I1 e MTG-S1. La società contribuisce inoltre al segmento di terra, sia per l’acquisizione dei dati sia per le attività di telemetria, tracciamento e comando del satellite.
Il lancio di MTG-I2 si inserisce in una storia industriale iniziata quasi mezzo secolo fa. I satelliti Meteosat rappresentano infatti una delle principali fonti di informazioni meteorologiche per l’Europa e l’Africa dal 1977. L’intervallo tra le immagini, pari a trenta minuti con la prima generazione e a quindici con la seconda, scende ora a dieci minuti per il disco completo e a 2,5 minuti nel servizio rapido regionale.



