Le imprese delle province di Novara e Vercelli si trovano ad affrontare un contesto economico complesso, caratterizzato da segnali contrastanti. Mentre le esportazioni mostrano segni di ripresa, la produzione industriale continua a registrare un calo. Questo scenario emerge dalle previsioni congiunturali elaborate da Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) per il terzo trimestre del 2026.
La situazione è particolarmente evidente se si analizzano i dati relativi alle aspettative degli imprenditori. Il saldo tra ottimisti e pessimisti riguardo alla produzione è passato da 0,9 a -0,9 punti nel Novarese e da -4,2 a -9,5 punti nel Vercellese. La media regionale, invece, è scesa da 3 a 2,3 punti. Un quadro diverso emerge per quanto riguarda gli ordini totali, con un miglioramento da -2,6 a 4,3 punti nel Novarese, ma un decremento da -2,8 a -14,9 punti nel Vercellese.
La ripresa delle esportazioni: un segnale positivo
Un segnale incoraggiante arriva dalle esportazioni, che mostrano un’inversione di tendenza. Nel territorio novarese, il saldo tra ottimisti e pessimisti è passato da -2,9 a 14,2 punti, mentre in provincia di Vercelli è migliorato da -17,5 a -9,8 punti. La media regionale è passata da -5,5 a -3,8 punti. Questo trend positivo è stato commentato da Carlo Robiglio, presidente di Cnvv, che ha sottolineato l’importanza di sostenere la competitività, gli investimenti e l’innovazione per favorire la crescita delle imprese.
Occupazione e investimenti: dati contrastanti
Per quanto riguarda l’occupazione, il saldo tra ottimisti e pessimisti relativi alla volontà di fare nuove assunzioni è rimasto pressoché stabile, passando da 5,3 a 4,3 punti nel Novarese e da -1,4 a zero in provincia di Vercelli. La media regionale è invece cresciuta da 5 a 6,2 punti. Anche la percentuale delle imprese che intendono fare ricorso alla cassa integrazione è rimasta sostanzialmente stabile, con un calo dal 5,3% al 5,2% nel Novarese e dal 17,1% al 15,3% in provincia di Vercelli. La media regionale è passata dall’8,8% al 7,9%.
La dinamica degli investimenti registra un andamento contrastante sui due territori. Nel Novarese, la percentuale di imprese che ha in programma investimenti significativi è salita dal 31,3% al 34,2%, mentre quella relativa agli investimenti sostitutivi si è ridotta dal 48,2% al 45,6%. In provincia di Vercelli, invece, la percentuale di imprese che prevede investimenti significativi è calata dal 27,5% al 23,3%, mentre quella relativa agli investimenti sostitutivi è aumentata dal 43,5% al 47,9%. La media regionale ha registrato un incremento dal 23,9% al 25,1% per gli investimenti significativi e una riduzione dal 50,7% al 48,5% per quelli sostitutivi.
Ritardi negli incassi e settori in difficoltà
La percentuale di aziende che segnalano ritardi negli incassi rispetto ai tempi di pagamento pattuiti è tornata su valori bassi in provincia di Vercelli, passando dal 23,9% al 14,5%. Nel Novarese, invece, si è ridotta dal 21,3% al 20,4%. La media del Piemonte è scesa dal 24,3% al 22,7%. I dati relativi ai principali settori, elaborati in forma aggregata e con media ponderata sulle due province, registrano un peggioramento nelle previsioni di produzione e di ordini nei comparti metalmeccanico, rubinetteria-valvolame, chimico e tessile-abbigliamento. In controtendenza l’alimentare, dove si prevedono lievi incrementi per produzione ed esportazioni.
Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte, ha commentato che la prudenza nelle risposte raccolte in questa indagine è una logica conseguenza di settimane che hanno visto susseguirsi scenari di ogni tipo in rapida successione a livello geopolitico. Nonostante il calo del prezzo del petrolio, gli aumenti generati a inizio anno non sono stati compensati. Tuttavia, la volontà di investire delle aziende piemontesi non si è mai fermata.



