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2 Luglio 2026

Nuovo indice e ETF per le PMI: come funziona il progetto PMI2Change

Banca Generali e Intermonte presentano PMI2Change: un indice con 100 società e un ETF PIR compliant progettati per aumentare la visibilità e i flussi di capitale verso le PMI italiane quotate.

Nuovo indice e ETF per le PMI: come funziona il progetto PMI2Change

In un mercato che tende sempre più verso la concentrazione su grandi capitalizzazioni, un nuovo progetto intende mettere al centro le piccole e medie imprese quotate italiane. PMI2Change nasce con l’obiettivo di creare un canale stabile tra risparmio e imprese, combinando un indice selettivo e uno strumento finanziario rivolto agli investitori retail e istituzionali.

Il progetto è stato presentato ufficialmente all’interno della sede della Borsa italiana e punta a valorizzare aziende con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro, segmento che rappresenta una porzione significativa del numero di società quotate ma una frazione ridotta del controvalore totale del mercato.

Indice «Intermonte Valore Italia»: criteri e composizione delle 100 società

Al centro dell’iniziativa c’è l’indice Intermonte Valore Italia pensato per includere cento società italiane quotate con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro e non appartenenti al FTSE MIB. La selezione si basa su una serie di criteri tecnici e finanziari mirati a garantire investibilità e trasparenza livello minimo di flottante, standard di governance, copertura da parte di analisti, sostenibilità finanziaria e rapporto di indebitamento contenuto.

Questi criteri servono a contrastare la scarsa liquidità che spesso penalizza le valutazioni delle PMI quotate e a creare una base più solida per gli investitori, riducendo il rischio di eccessiva volatilità dovuta a movimenti di pochi operatori. L’intento dichiarato è favorire una rappresentatività più ampia del tessuto produttivo nazionale nel listino azionario.

Impatto atteso sull’incontro tra capitali e imprese

L’indice funge da punto di riferimento per prodotti d’investimento dedicati: dovrebbe facilitare l’incontro tra risparmiatori e aziende offrendo un paniere omogeneo e riconoscibile. In termini pratici, una maggiore visibilità e una migliore liquidità possono tradursi in valutazioni più coerenti con i fondamentali delle aziende, riducendo il cosiddetto sconto di segmento dovuto alla scarsa negoziabilità delle azioni.

Nuovo ETF attivo PIR compliant e impegni di raccolta

Partendo dall’indice, è stato lanciato un ETF a gestione attiva conforme ai criteri PIR, pensato per canalizzare risparmio verso l’universo delle società selezionate. Lo strumento è stato strutturato per rispondere alle esigenze di investitori che cercano esposizione alle PMI italiane con un veicolo regolamentato e fiscalmente efficiente, compatibile con le normative vigenti per i Piani Individuali di Risparmio.

La banca promotrice ha annunciato un impegno iniziale a sostenere la raccolta dell’ETF con una sottoscrizione iniziale di 100 milioni di euro nei primi mesi e una progressiva crescita dell’esposizione fino a 500 milioni di euro nel medio termine. Questo impegno mira a generare flussi di investimento quotidiani stimati nell’ordine di 1-2 milioni di euro al giorno, valore che potrebbe rappresentare oltre il 5% del flottante dell’indice e contribuire a un miglioramento concreto della liquidità.

Ruolo di Intermonte e prospettive per la quotazione

Intermonte, realtà con trent’anni di esperienza nel rapporto tra investitori e imprese, è incaricata di selezionare le società che comporranno l’indice, applicando i criteri sopra descritti. Il coinvolgimento di un operatore specializzato vuole rendere l’iniziativa credibile sul piano tecnico e operativo, e al tempo stesso incoraggiare gli imprenditori a considerare la quotazione come una strada concreta per finanziare la crescita mantenendo la governance familiare o direzionale.

Nel corso della presentazione, i vertici delle due realtà hanno sottolineato come la mancanza di visibilità e l’accesso al capitale siano spesso ostacoli alla piena espressività del potenziale delle PMI italiane. Con PMI2Change si cerca di trasformare questi ostacoli in opportunità, creando strumenti e riferimento di mercato per attrarre nuovi investimenti verso società solide ma finora poco valorizzate.

Questo progetto si inserisce in un contesto più ampio in cui il mercato azionario italiano mostra tendenze di polarizzazione: poche grandi capitalizzazioni assorbono la maggior parte del controvalore. Aumentare la quota di mercato e la negoziabilità delle PMI potrebbe, oltre a migliorare le valutazioni, ampliare la base di investitori interessati a partecipare alla crescita del tessuto produttivo nazionale.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.