Salta al contenuto
9 Settembre 2026

Nuovo regolamento Smart&Start Italia: cosa cambia per le startup

Il nuovo regolamento Smart&Start Italia del 2026 introduce importanti cambiamenti per le startup innovative, con nuove opportunità e vincoli.

Nuovo regolamento Smart&Start Italia: cosa cambia per le startup

Il panorama delle startup innovative in Italia è in evoluzione grazie al nuovo regolamento di Smart&Start Italia l’iniziativa di Invitalia che offre finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto. Con l’entrata in vigore del decreto ministeriale del 13 luglio 2026, pubblicato dal Mimit il 2 settembre, le startup innovative possono contare su nuove opportunità ma anche su alcuni vincoli aggiuntivi.

Il nuovo regolamento, che aggiorna la disciplina nata nel 2014, si allinea alla nuova definizione di startup innovativa introdotta dalla legge 193 del 2024. L’obiettivo è creare un ecosistema più favorevole per le startup che cercano capitale privato, partnership industriali o un iter meno gravoso per investimenti contenuti.

Nuove opportunità per le startup innovative

Tra le novità più rilevanti, il nuovo regolamento estende il tutoraggio alle imprese fino a tre anni di vita, rende più chiari i passaggi per convertire una quota del finanziamento in contributo a fondo perduto e introduce criteri semplificati per i piani più piccoli. Inoltre, riconosce nuovi profili di investitori, come i partner tecnologici qualificati e gli investitori residenti fuori dall’Unione europea titolari di un valido Investor Visa for Italy.

Il finanziamento resta a tasso zero, fino all’80% delle spese ammissibili, con la possibilità di raggiungere il 90% per le startup composte interamente da donne e/o giovani fino a 35 anni, oppure in presenza di un ricercatore rientrato dall’estero con i requisiti previsti. Per le startup con sede nel Centro-Sud, il rimborso resta limitato al 70% del finanziamento concesso sulle spese del piano, con il restante 30% che costituisce contributo.

Vincoli e requisiti aggiuntivi

Tuttavia, il nuovo regolamento introduce anche alcuni vincoli. Ad esempio, l’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali entra esplicitamente tra i requisiti della misura. Inoltre, il nuovo tutoraggio riduce il valore massimo del servizio per le startup meridionali costituite da meno di dodici mesi.

Le startup che non rispettano le condizioni previste dall’articolo 22 del regolamento europeo di esenzione potranno comunque accedere agli aiuti entro i limiti dei regolamenti de minimis applicabili. La futura circolare attuativa dovrà chiarire almeno tre passaggi: i requisiti del partner tecnologico qualificato, le modalità di valutazione semplificata e gli eventuali modelli di rendicontazione alleggerita.

L’impatto del nuovo regolamento

Il contesto rende questa revisione tutt’altro che marginale. Nella Relazione annuale 2025, pubblicata dal Mimit nel febbraio 2026, le startup innovative iscritte al Registro delle imprese erano 12.133 alla fine del 2024, il 9,4% in meno rispetto all’anno precedente. In un ecosistema che deve rafforzare capitalizzazione e capacità di esecuzione, Smart&Start resta una leva significativa.

Il decreto ne migliora l’impianto, ma la qualità effettiva della riforma dipenderà dalle istruzioni con cui il Ministero renderà finalmente operativi i nuovi strumenti. Le startup dovranno prestare attenzione alla tempistica, poiché anticipare una domanda può voler dire usare l’impianto attuale, mentre attendere la circolare può risultare più conveniente per un piano fino a 250mila euro.

Autore

Martina Marchesi

Martina Marchesi ha guidato la squadra che ha coperto il piano urbanistico di Firenze, sostenendo una linea editoriale basata sull'analisi documentale. Vicedirettrice, porta un dettaglio personale riconoscibile: una mappa manoscritta dei rioni fiorentini nella sua agenda.