Il mobile money ha trasformato i trasferimenti familiari in gran parte dell’Africa, ma il suo impatto sui pagamenti delle utenze resta marginale. Ogni mese milioni di famiglie si trovano a scegliere tra l’invio di denaro digitale a parenti e il pagamento in contante di luce o acqua. Questa contraddizione evidenzia una lacuna cruciale: la capacità del denaro digitale di sostituire il contante nei pagamenti ricorrenti non è ancora realizzata.
Le statistiche più recenti mostrano una crescita robusta dei pagamenti ai commercianti – +42% nel 2025, per un totale di 155 miliardi di dollari – mentre le transazioni legate alle bollette sono cresciute solo dell’8%, arrivando a quasi 99 miliardi. Nella regione subsahariana, dove si concentra oltre due terzi dei pagamenti di bollette, la crescita è appena del 6%. Il dato più preoccupante è la riduzione della quota delle bollette sul valore totale mensile del mobile money, passata dal 5% nel 2020 al 4% nel 2025.
Crescita limitata del mobile money nei pagamenti delle bollette
Il World Bank Global Findex 2025 indica che solo il 40% degli adulti nei paesi a reddito medio-basso che hanno pagato una bolletta l’anno scorso l’hanno fatto in modo digitale. In altre parole, sei persone su dieci ancora utilizzano il contante per questo tipo di spesa. Questo scenario è particolarmente rilevante perché le bollette rappresentano uno dei pochi casi in cui il mobile money può eliminare totalmente il flusso di denaro fisico, toccando ogni nucleo familiare almeno una volta al mese.
Dati sul valore delle transazioni e quota delle bollette
Un’analisi condotta da Samora Kariuki di Frontier Fintech, basata su cinque anni di dati GSMA, evidenzia una diminuzione progressiva della porzione destinata alle utenze. Parallelamente, un sondaggio KAIST condotto in 14 Paesi africani su 270 utenti di mobile money ha rivelato che, nonostante un alto livello di alfabetizzazione digitale (più del 90% con laurea), gli intervistati evitano ancora di utilizzare il servizio per pagamenti di importo elevato. La ragione principale? Troppi passaggi necessari per ottenere una conferma reale del pagamento.
Perché la protezione e l’alfabetizzazione non bastano
Le autorità di settore, tra cui la GSMA, hanno puntato su protezione del consumatore e su programmi di alfabetizzazione finanziaria digitale come leve per aumentare l’adozione. Tuttavia, i risultati mostrano che la fiducia nelle procedure di rimborso e nell’assistenza clienti riduce solo lievemente la paura di perdere denaro, ma non elimina l’incertezza su se il pagamento sia stato effettivamente registrato dal fornitore.
Il paradosso dell’assicurazione
Gli studiosi definiscono questo fenomeno “paradosso dell’assicurazione”: un cliente può confidare che l’operatore di telecomunicazioni rimborsi una transazione fallita, ma resta ignaro se la compagnia elettrica abbia o meno accreditato il pagamento. Questa discrepanza tra protezione dell’operatore e prova della ricezione da parte del fornitore è il fattore più debole nella decisione di ricorrere al contante.
Due fattori chiave: prova di pagamento e costi ridotti
Gli utenti richiedono una conferma inequivocabile che il pagamento sia stato attribuito al proprio conto di utenza. Quando pagano in contante, ricevono una ricevuta timbrata dal fornitore; con il mobile money ottengono solo un SMS dall’operatore, senza garanzia sul credito al contatore. Un’esperienza negativa – ad esempio una transazione errata – amplifica la propensione a scegliere il contante, con una probabilità tre volte maggiore rispetto a chi non ha avuto incidenti.
Un esempio virtuoso proviene dalla Tanzania, dove dal 2017 tutti i flussi di denaro pubblico transitano attraverso il Government Electronic Payment Gateway (GePG). Il pagamento della bolletta è associato a un numero di controllo attribuito dal fornitore; l’importo, versato tramite mobile money o banca, viene registrato direttamente sul registro dell’ente, che poi conferma la ricezione. Sebbene non siano disponibili dati pubblici sull’impatto, il modello garantisce la tracciabilità e la verifica del pagamento da parte del fornitore.
Il secondo elemento è il costo della transazione. In Brasile, il sistema gratuito Pix registra il 94% di utilizzo mensile, mentre l’India, con UPI a costo zero, raggiunge il 70%. Al contrario, il mobile money in Africa ha una penetrazione di solo il 26%. Le tasse governative sui pagamenti digitali e le commissioni imposte dagli operatori aumentano il prezzo finale per l’utente, spingendolo verso il contante. Anche se il prezzo fosse ridotto, senza una prova credibile il rischio percepito rimarrebbe alto.
Solo così il digitale potrà raggiungere il suo vero potenziale nei pagamenti ricorrenti.



