Nel corso di una sessione tenutasi il 21 settembre presso la Rockefeller Foundation a New York, la GSMA – l’associazione globale degli operatori mobili – ha lanciato, in collaborazione con la Partnership for Digital Access in Africa (PDAA) una roadmap ambiziosa volta a colmare il divario tra la presenza delle reti mobili e il loro reale utilizzo. L’evento, inserito nell’ambito dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha fissato l’obiettivo di arrivare a un miliardo di africani connessi entro il 2030 un traguardo che, sebbene abbia una portata planetaria, è radicato in dati concreti.
Il divario tra copertura e utilizzo reale in Africa
Secondo le ultime analisi di GSMA Intelligence circa 906 milioni di persone, quasi il 60 % della popolazione africana, vivono in aree dove la banda larga mobile è disponibile ma non viene sfruttata per accedere a Internet. Solo 122 milioni – l’8 % – si trovano completamente al di fuori della copertura. Questo rapporto di sette a uno tra chi è coperto e chi realmente usa la rete indica che la sfida principale non è più l’estensione del segnale, ma la capacità di trasformare la presenza della rete in un utilizzo significativo.
Le tre priorità della roadmap GSMA-PDAA
1. Migrazione da 2G/3G a 4G/5G
La strategia individua più di 600 milioni di connessioni legacy su reti 2G e 3G, ancora attive ma incapaci di fornire un’esperienza Internet adeguata. La priorità è convertire questi collegamenti in smartphone su reti 4G/5G, garantendo device di qualità a prezzi accessibili. La transizione è vista come il primo passo per trasformare la semplice connessione telefonica in un vero ponte verso l’economia digitale.
2. Energia e affidabilità
La roadmap sottolinea che l’elettricità stabile è indispensabile per la sostenibilità delle BTS e per la capacità degli utenti di ricaricare i propri dispositivi. In molte regioni rurali, le torri operano solo con energia solare intermittente, interrompendo il servizio durante la notte. Integrare gli investimenti in elettrificazione con quelli di connettività è quindi un requisito fondamentale per far funzionare le reti in modo continuo.
3. Infrastrutture condivise e finanziamenti legati ai risultati
L’ultima priorità riguarda la riduzione dei costi per le comunità isolate tramite infrastrutture condivise e modelli di finanziamento basati su risultati concreti. Scuole, ospedali e altre istituzioni pubbliche fungono da ancore di domanda, garantendo una base di utilizzo che renda economicamente sostenibili le installazioni in zone a bassa densità commerciale.
Obiettivi numerici e scenari di impatto
Il documento evidenzia che, concentrandosi su undici mercati – Congo, Egitto, Etiopia, Ghana, Kenya, Niger, Nigeria, Ruanda, Senegal, Sudafrica e Uganda – la riduzione a metà del divario di utilizzo genererebbe circa 245 milioni di nuovi utenti online. Sommando questi risultati alle migrazioni verso reti più avanzate e alle iniziative di energia, la GSMA ritiene realistico raggiungere il traguardo del miliardo entro 2030.
Le dichiarazioni dei principali protagonisti rinforzano la visione: «L’obiettivo è ambizioso, ma raggiungibile», ha affermato Ellen Johnson Sirleaf, co-presidente della PDAA. John Giusti, Chief Regulatory Officer della GSMA, ha precisato: «L’Africa ha già costruito gran parte delle fondamenta di rete per il suo futuro digitale. Il compito urgente ora è chiudere il divario di utilizzo». Ibrahima Guimba-Saïdou, amministratore delegato della PDAA, ha aggiunto: «Una rete può raggiungere una comunità, ma la partecipazione significativa dipende da energia affidabile, dispositivi accessibili, competenze digitali e servizi utili».
Un elemento chiave della proposta è il cambiamento di metrica: i governi, gli operatori e i partner di sviluppo dovranno misurare i progressi in base alla partecipazione digitale (accesso a servizi pubblici, istruzione, sanità, inclusione finanziaria) piuttosto che al semplice numero di antenne installate. Questo approccio sposta l’attenzione dalla quantità alla qualità dell’uso, con implicazioni profonde per le future licenze e gli incentivi di settore.



