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22 Settembre 2026

Test di rete ibrida in Lombardia: velocità fino a 515 Mbps

Scopri i dati della sperimentazione lombarda che ha unito fibra, wireless e satellite, raggiungendo velocità record e proponendo un nuovo modello per le aree rurali.

Test di rete ibrida in Lombardia: velocità fino a 515 Mbps

Il digital divide che separa le aree urbane dalle zone più isolate è stato al centro di una sperimentazione presentata a Milano. L’iniziativa, frutto della collaborazione tra il Dipartimento per la trasformazione digitale, Regione Lombardia e ARIA, ha messo in campo una combinazione di fibra ottica, connessioni wireless e satellite per verificare la fattibilità di un modello ibrido capace di superare le difficoltà di posa delle reti terrestri.

Architettura ibrida e collaboratori del progetto

Il cuore della prova è una soluzione satellitare multi-orbita progettata da Fastweb in partnership con Telespazio (gruppo Leonardo) e perfezionata con il supporto scientifico dell’Università di Pavia. La configurazione prevede che il satellite agisca esclusivamente da nodo di trasporto raccogliendo il traffico generato in punti territoriali e inviandolo verso il nodo di aggregazione di Milano Caldera, dove viene poi instradato verso Internet dagli operatori tradizionali. Le utenze finali – abitazioni, imprese e edifici pubblici – rimangono collegate tramite le infrastrutture terrestri esistenti (fibra, rame o wireless).

Finanziamento e partner

L’intervento ha un valore complessivo di 6,5 milioni di euro il Dipartimento ha destinato 5 milioni e la Regione Lombardia ha aggiunto 1,5 milioni. Il raggruppamento Fastweb-Telespazio ha realizzato una piattaforma di backhauling in grado di aggregare più collegamenti satellitari, offrendo una risposta tecnica “pronta all’uso” per le aree dove la fibra risulta antieconomica.

Performance misurate nei borghi virtuali

Il banco di prova ha coinvolto 10 punti di raccolta e ha simulato 39 configurazioni di “borgo virtuale” riproducendo il profilo d’uso di comunità connesse. Per sessanta giorni sono stati gestiti fino a 100 utenti simultanei impegnati in navigazione web, streaming, videoconferenze, servizi cloud e telefonia via Internet. I risultati preliminari mostrano velocità di download comprese tra 216,4 e 515,8 Mbps e di upload tra 33,7 e 91,9 Mbps. Le prove condotte a Brescia, Moglia, Eupilio, Montalto Pavese e Corte de’ Frati hanno registrato le performance migliori sia per lo streaming che per il gaming, la telefonia VoIP e le attività di smart working.

Un aspetto critico emerso riguarda la necessità di dimensionare adeguatamente la capacità condivisa del segmento satellitare, soprattutto per garantire upload stabili in scenari di traffico intenso.

Impatto strategico e dichiarazioni istituzionali

Al momento della presentazione, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti ha ribadito che “la fibra resta la spina dorsale delle infrastrutture digitali, ma il satellite può completarla laddove le distanze, la morfologia del territorio e i costi rendono difficile la posa di nuovi cavi”. Il sottosegretario regionale Ruggero Invernizzi ha sottolineato che la tecnologia può “azzerare i tempi e i costi di attivazione nelle aree ancora scoperte”, consentendo a famiglie e imprese di non dover attendere anni per una connessione adeguata.

L’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente ha definito il progetto “un modello vincente” per ridurre il divario tra centri nevralgici e periferie, auspicando una sua replica in altre regioni italiane. Infine, il presidente di ARIA Marco Ambrosini ha evidenziato che la sperimentazione ha fornito non solo una soluzione tecnologica, ma anche un “metodo” per raccogliere dati e guidare decisioni istituzionali basate su evidenze concrete.

Il prossimo passo prevede un confronto approfondito con gli operatori di telecomunicazione per trasformare il modello sperimentale in una soluzione economicamente sostenibile, in grado di coprire aree montane, piccoli comuni e territori isolati. Se il bilanciamento tra fibra e satellite riuscirà a mantenere i requisiti di qualità e sicurezza, la Lombardia potrebbe diventare un punto di riferimento nazionale per la modernizzazione digitale equa.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.