Argomenti trattati
Il mercato delle operazioni corporate nel food&beverage continua a mostrare dinamiche articolate: dalla produzione ai canali di distribuzione, passando per segmenti funzionali e salutistici. In questo articolo offriamo una sintesi dei numeri e degli scenari che emergono dai deal chiusi, mettendo in luce le aree più ricercate dagli investitori e le mosse strategiche più significative delle aziende coinvolte.
Tenendo insieme i dati quantitativi e gli esempi concreti, si delinea un interesse crescente verso prodotti con valore aggiunto in termini di salute e sostenibilità, affiancato da operazioni in segmenti tradizionali come snack e spirits. Alcune transazioni fungono da indicatore per la direzione del capitale istituzionale, che sembra privilegiare mercati frammentati con potenziale di consolidamento.
Numeri chiave e distribuzione merceologica
Analizzando il perimetro dei deal cosiddetti «puri» Food&Beverage (esclusi ingredienti, prodotti agricoli, distribuzione e grocery), si contano circa sessantina di operazioni. Le categorie più attive sono wine & spirits e bakery con dieci accordi ciascuna, mentre meat & protein e bevande registrano otto operazioni per settore. Seguono snack e confectionery con sette, pasta & staples con cinque e i cluster healthy & fresh e frozen con quattro accordi ciascuno. Sul versante B2B, il segmento ingredienti conta 11 deal, segnale di attenzione verso la filiera produttiva e le sue opportunità di innovazione industriale.
Interpretare i numeri
Queste cifre non solo mostrano dove confluiscono le operazioni, ma suggeriscono anche una preferenza per prodotti a contenuto funzionale e salutistico, sebbene spesso realizzati tramite operazioni di piccola taglia. Il dato complessivo prende maggiore significato se si considera che ai cento deal del 2026 si sommano ulteriori operazioni annunciate, portando il totale a 122: valori che rendono evidente un mercato vivace e ancora parzialmente frammentato.
I quattro filoni emergenti dalle operazioni a valore dichiarato
Analizzando le prime 18 operazioni con valore comunicato si individuano quattro direttrici strategiche. Il filone più coerente in prospettiva riguarda i prodotti salutistici, i segmenti funzionali e il mondo free from. Tra i casi più emblematici, Valsoia ha acquisito il 70% della slovena Kele & Kele, produttrice del kefir a marchio Krepko, leader in Slovenia con una quota del 30% a valore: un’operazione valutata intorno ai 3 milioni di euro su un enterprise value di 5,4 milioni, finanziata con risorse proprie. Questo tipo di investimenti evidenzia come i gruppi quotati su Euronext Milan spingano su diversificazione e prodotti percepiti come a valore aggiunto.
Salute, nutrizione clinica e piattaforme digitali
Nel medesimo cluster rientrano acquisizioni e ingressi in marchi e linee dedicate a bisogni nutrizionali specifici: l’approdo di NewPrinces nel segmento della nutrizione clinica con brand come BiAglut e Aproten (esplicitamente free from, destinati a celiaci e fenilchetonurici) è esemplare. A completare il quadro, l’investimento in Alimentiamoci Srl Società Benefit (nota come PlanEat) punta su una piattaforma digitale per la pianificazione dei pasti e la riduzione degli sprechi, attiva in mense aziendali, scuole e ospedali: segnali chiari che salute e tecnologia si intrecciano nelle strategie di crescita.
Snack, dolciario e spirits: consolidamento e specialisti
Un secondo filone riguarda snack e dolciario. Il gruppo maltese Foster Clark Products ha acquisito il 100% di Preziosi Food, azienda lucana produttrice di patatine e snack salati con una linea certificata senza glutine: la prima operazione italiana del gruppo in Europa. In parallelo, realtà come Casa del Dolce si sono mosse nel confectionery tradizionale con l’acquisizione di Italgum Caramelle, confermando il valore delle marche storiche e delle filiere locali.
Il capitolo spirits e le terre del vino
Il terzo cluster è dominato dalle operazioni nel comparto spirits, con alcune dismissioni significative da parte di Campari. Tra queste, Illva Saronno (già proprietaria di Disaronno) ha ampliato il proprio portafoglio di amari con le acquisizioni di Averna e Zedda Piras, mentre la distilleria calabrese Caffo 1915 ha rafforzato il proprio posizionamento associando il marchio Cinzano. A margine, Havefun Sarl, veicolo di Compagnia dei Caraibi, ha comprato circa otto ettari a Montelupo Albese nelle Langhe per entrare direttamente nella produzione vinicola, dimostrando l’interesse verso l’integrazione verticale e la qualità territoriale.
Segnali dagli investitori istituzionali
Infine, merita attenzione l’ingresso di Ipo Club 2 — fondo gestito da Azimut Investments con Electa Ventures — nel capitale di Più Medical, piattaforma di consolidamento nel settore farmacie quotata su Euronext Growth Milan. L’operazione è stata finanziata con 5 milioni attraverso il veicolo Ipoc 9. Pur essendo al di fuori del perimetro food, questa mossa rappresenta un chiaro segnale della direzione del capitale istituzionale verso asset legati a salute e benessere in mercati frammentati, dove il potenziale di crescita e aggregazione è elevato.
Nel complesso, il panorama delle operazioni mette in rilievo tre elementi: la crescita dell’interesse per prodotti salutistici e soluzioni digitali per la filiera, il consolidamento di segmenti tradizionali come snack e spirits e la partecipazione crescente di capitali istituzionali in asset legati alla salute. Questi movimenti definiscono una traiettoria che merita di essere monitorata nei prossimi sviluppi del mercato.

