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21 Giugno 2026

Agentic Automation in azienda: cosa è emerso al workshop di Officine Credem

Il 10 giugno a Officine Credem, al Parco Innovazione di Reggio Emilia, esperti e aziende hanno discusso di AI Agent e Agentic Automation, presentando una mappatura di 918 startup in 61 Paesi e analisi sui livelli di adozione nelle imprese italiane.

Agentic Automation in azienda: cosa è emerso al workshop di Officine Credem

Il 10 giugno, presso Officine Credem al Parco Innovazione di Reggio Emiliasi è svolto il workshop “The Evolution of AI Agents”, organizzato dall’Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano in collaborazione con l’Osservatorio Intelligent Business Process Automation (IBPA). L’evento ha riunito oltre 70 partecipanti tra rappresentanti aziendali, ricercatori e responsabili dell’innovazione per discutere le implicazioni pratiche degli AI Agent nei processi aziendali.

L’incontro ha combinato presentazioni istituzionali, risultati di ricerca e dimostrazioni di startup impegnate nell’Agentic Automationoffrendo una fotografia del mercato e delle principali problematiche operative che le imprese devono affrontare quando valutano l’adozione di agenti intelligenti.

Definizioni operative e differenze tra assistenti e agenti

Uno dei punti di partenza del workshop è stata la distinzione tra AI AssistantAI Agent e Agentic Automation. I AI Assistant rispondono a input espliciti e supportano compiti specifici, spesso sotto forma di chatbot o assistenti virtuali con integrazioni di retrieval e memoria. I AI Agentinvece, evolvono questo concetto: non si limitano a rispondere, ma possono decidere autonomamente quali strumenti usare, orchestrare workflow e agire per raggiungere obiettivi complessi. L’Agentic Automation rappresenta l’infrastruttura che rende possibile l’integrazione di questi agenti in processi aziendali scalabili, governabili e misurabili.

Implicazioni per l’adozione in azienda

Dal confronto è emerso che non tutte le attività beneficiano di agenti autonomi: per compiti ripetitivi e ben delimitati un AI Assistant può essere sufficiente, mentre scenari con molteplici sistemi coinvolti e decisioni intermedie richiedono l’uso di AI Agent. È stato sottolineato come l’incremento di autonomia imponga regole chiare su governance, supervisione umana e misurazione delle performance.

Risultati della ricerca IBPA: adozione, ecosistema startup e finanziamenti

I risultati presentati da Irene Di Deocon gli analisti Andrea Scimonelli e Maddalena Bruscaginhanno descritto un mercato in forte movimento ma ancora alle prime fasi di adozione. Tra le grandi e grandissime imprese italiane l’8% ha avviato sperimentazioni o introdotto soluzioni di Agentic Automationmentre il 25% è in fase di analisi preliminare. Un ulteriore 5% pensa di aver adottato agenti ma in realtà utilizza sistemi assimilabili a AI Assistant. Rimane un 62% che non ha avviato sperimentazioni o non conosce il tema.

Nel segmento delle PMI la consapevolezza è in crescita: il 62% delle piccole imprese e il 71% delle medie dichiara di conoscere l’argomento. Tra le piccole imprese il 21% valuta possibili applicazioni e l’1% ha già implementato soluzioni; tra le medie le quote sono il 27% e il 5%.

Dimensione internazionale delle startup

La ricerca ha censito 918 startup fondate dal 2026 e finanziate fino al 2026 incluse, attive su AI Agents e Agentic Automationdistribuite in 61 Paesi. Il funding complessivo raggiunge 11,86 miliardi di dollaricon un finanziamento medio di 15,9 milioni di dollari e un finanziamento mediano di 1,8 milioni di dollari. Le prime 10 startup raccolgono il 44% dei capitali, illustrando una forte concentrazione degli investimenti.

Dal punto di vista geografico il Nord America domina la scena con il 66,2% delle startup e il 68,6% dei finanziamenti. L’Europa rappresenta il 17,4% delle startup e il 16,4% dei funding, mentre l’Asia presenta il funding medio più elevato, influenzato da un outlier con sede a Singapore.

Esperienze aziendali e soluzioni delle startup presenti

Durante la giornata aziende e startup hanno illustrato casi concreti: Cato ha mostrato una piattaforma per la gestione delle gare d’appalto; Klaaryo ha presentato un agente conversazionale per l’ambito HR; Kortix ha proposto strumenti per orchestrare agenti e workflow aziendali; Kyma ha illustrato approcci di Agentic Transformation; Linkup ha mostrato infrastrutture di web search per agenti; Lookinglass ha portato casi di sviluppo su misura; TellmewAI ha presentato strumenti di compliance per AI; Vertalis ha descritto una piattaforma di Strategy Intelligence per il manifatturiero; e Wonderful ha focalizzato l’attenzione sull’impiego di AI in produzione per customer service e back-office.

Riunendo i contributi delle startup e i dati della ricerca, il workshop ha rilevato che il valore potenziale degli AI Agent dipenderà dalla capacità delle aziende di integrare questi sistemi in architetture di Agentic Automation che garantiscano dati affidabili, ruoli di responsabilità chiari e metriche di controllo.

Autore

Martina Marchesi

Martina Marchesi ha guidato la squadra che ha coperto il piano urbanistico di Firenze, sostenendo una linea editoriale basata sull'analisi documentale. Vicedirettrice, porta un dettaglio personale riconoscibile: una mappa manoscritta dei rioni fiorentini nella sua agenda.