Nel corso del 2026 il mondo del influencer marketing ha mostrato segni di maturazione inaspettata. Dopo la prima metà dell’anno, le aziende hanno iniziato a percepire l’intelligenza artificiale non più come semplice gadget, ma come vero e proprio supervisore della qualità dei contenuti e delle decisioni di acquisto.
L’intelligenza artificiale diventa guardiano dei contenuti
Le piattaforme hanno rapidamente rilevato una diminuzione dell’apprezzamento verso i contenuti generati in maniera automatica e poco curata: quasi la metà dei consumatori ritiene che la qualità sia peggiorata, mentre l’interesse per i video prodotti da algoritmi è sceso dal 60% al 25% rispetto al 2023. Questo fenomeno, soprannominato “AI slop”, ha spinto i grandi brand a reinserire il giudizio umano nei processi creativi, mantenendo l’AI solo per l’accelerazione operativa.
Strategie di generative engine optimisation (GEO)
Parallelamente, l’AI si è trasformata in un assistente di acquisto. Un quarto degli utenti utilizza già assistenti di shopping basati su AI e la maggior parte ricerca attivamente raccomandazioni generate da modelli linguistici. Ciò ha dato vita a una nuova disciplina, affiancata alla SEO tradizionale, chiamata GEO o LLM SEO che mira a rendere i brand facilmente leggibili e consigliabili dalle macchine.
Crescita record degli investimenti e automazione
Secondo gli ultimi dati, l’89% dei brand prevede di aumentare la spesa in influencer marketing nei prossimi dodici mesi, con l’84% che ha già introdotto soluzioni di AI o automazione. Tuttavia, solo il 10% considera la strategia pienamente integrata nel mix di marketing, evidenziando un divario tra la rapidità dell’espansione e la capacità operativa delle organizzazioni.
Dal “chi” al “come”
Le aziende stanno passando dal semplice acquisto di “influence” a una riflessione più profonda su come trasformare quella influenza in valore concreto. La sfida è ora misurare l’efficacia reale dei creator: solo il 25% dei contenuti influencer è strettamente correlato al risultato di business, spingendo verso partnership più lunghe e basate su metriche di engagement reale.
Insight dalla conferenza di Bucarest del 22 settembre 2026
Il raduno tenutosi al Terra Events Hall ha spostato la discussione dalla mera selezione dei creator verso la costruzione di relazioni di fiducia e la definizione di meccanismi di influenza strategica. Sono stati presentati i risultati dello studio InfluenceMe, che ha analizzato come le audience reagiscano ai messaggi e quali fattori generino azioni concrete. I relatori hanno sottolineato l’importanza di passare da metriche di vanità a KPI legati a vendite, lead e brand sentiment.
Un altro tema centrale è stato il nuovo scenario normativo: alcune piattaforme stanno sperimentando la rimozione dei conteggi di follower per privilegiare l’autenticità della community. Questo cambiamento sta costringendo i brand a valutare i creator più per la qualità del loro pubblico che per la mera dimensione.



