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18 Settembre 2026

Budget 2027: cosa cambierà per imprese e famiglie

La manovra 2027 si prepara a chiudere il PNRR, con un deficit del 2,9% del PIL e 35‑36 miliardi di risorse per innovazione, digitalizzazione e energia.

Budget 2027: cosa cambierà per imprese e famiglie

Il prossimo bilancio nazionale rappresenta il primo ciclo strutturato senza il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), chiuso formalmente il 31 agosto 2026. Dopo cinque anni di investimenti straordinari, il governo deve ora conciliare la gestione ordinaria delle opere realizzate con la prudenza richiesta dalle regole europee. Il risultato è una bozza di legge che si muove tra la necessità di sostenere la crescita e i limiti imposti dal patto di stabilità.

Nuovo contesto contabile: deficit al 2,9% e debito al 138,6% del PIL

Il Documento di finanza pubblica approvato ad aprile indica un deficit previsto per il 2026 allo 0,6% del PIL ma la stima più recente per la manovra 2027 vede un deficit al 2,9% del PIL. Questo livello, secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, consentirebbe l’uscita dalla procedura europea per disavanzo eccessivo nel 2027, a patto che i dati di consuntivo del 2026 rispettino le soglie stabilite. Parallelamente, il rapporto debito/PIL è atteso al 138,6% entro la fine dell’anno, un dato che resterà un vincolo strutturale sulla crescita della spesa netta.

Il cronoprogramma della legge di bilancio 2027

Al 18 settembre 2026 non esiste ancora un testo definitivo; il percorso legislativo prevede quattro tappe fondamentali. Il 22 settembre l’ISTAT pubblicherà l’aggiornamento annuale dei conti economici, confermando il dato di indebitamento netto del 2025 pari al 3,1% del PIL. A inizio ottobre arriverà il Documento programmatico di finanza pubblica che fissa gli obiettivi di PIL, deficit e debito per il triennio successivo. Entro il 15 ottobre tale documento dovrà essere trasmesso alla Commissione europea e all’Eurogruppo; il 20 ottobre il disegno di legge sarà presentato in Parlamento, aprendo poi la fase emendativa fino a fine dicembre, tradizionalmente il momento in cui si inseriscono o si modificano le misure innovazione e digitali.

Fisco e lavoro: novità su IRPEF, tredicesima e pensioni

La legge di bilancio 2026 ha innalzato al 33% l’aliquota del secondo scaglione IRPEF per redditi fino a 50 000 €, e ha introdotto una tassazione agevolata del 15% per le maggiorazioni salariali legate a lavoro notturno, festivo e a turni. Per il 2027 si dibatte una tassazione sostitutiva sulla tredicesima con ipotesi di aliquota al 10-15% o la concentrazione del beneficio sulle retribuzioni più basse. Altre proposte includono la conferma della tassazione al 5% sugli aumenti derivanti da rinnovi contrattuali e la proroga del regime al 15% per le componenti retributive legate a turni e lavoro notturno. Sul fronte pensionistico, la discussione resta aperta su un’uscita anticipata a 64 anni e su una possibile estensione della “Quota 41”, mentre la “Quota 103” non è stata prorogata e rimane valida solo per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025.

Imprese e innovazione: iperammortamento, Investo Digitale e AI venture capital

L’iperammortamento introdotto nella legge 2026, sostituisce i crediti d’imposta 4.0 e 5.0, consentendo una maggiorazione del costo di acquisto dei beni strumentali per il calcolo delle quote di ammortamento. In origine previsto per il 2026, lo strumento è stato esteso agli investimenti effettuati fino al 30 settembre 2028, con una copertura fino a 9,8 miliardi di euro (8,4 miliardi dalla legge più 1,4 miliardi da fonti non europee). Fino al 13 agosto 2026 sono state registrate quasi 15 000 comunicazioni, per un valore di circa 4,75 miliardi di investimenti, di cui il 98% riguarda beni materiali.

Parallelamente, il consorzio di associazioni imprenditoriali ha presentato la proposta Investo Digitale un contributo a fondo perduto di 3,623 miliardi di euro in tre anni, destinato a imprese da 2 a 99 dipendenti, studi professionali ed enti del terzo settore. Il programma prevede il finanziamento di software, cloud, intelligenza artificiale, cybersecurity, nonché attività di formazione e consulenza, con un effetto leva stimato di 1,79 euro per ogni euro pubblico speso. La misura si ispira al modello spagnolo “Kit Digital” e sarà valutata per l’inclusione nella legge di bilancio.

Nel settore dell’intelligenza artificiale, la legge 132/2025 ha destinato fino a un miliardo di euro del Fondo di sostegno al venture capital allo sviluppo dell’ecosistema AI, di cui più di 300 milioni già assegnati. Gli articoli 16 e 24 delegano il governo a definire entro il 10 ottobre 2026 i decreti su utilizzo dei dati, algoritmi, adeguamento all’AI Act e responsabilità civili e penali, compiti affidati ad AgID e ACN.

Energia, transizione e flessibilità europea: 35-36 miliardi a disposizione

Il capitolo energia della manovra 2027 assume una dimensione centrale. Il governo ha dichiarato l’intenzione di impiegare integralmente la flessibilità europea sull’energia pari allo 0,6% del PIL, oltre a una quota sulla difesa dello 0,9% cumulata fino al 2028, con un margine complessivo stimato tra 35 e 36 miliardi di euro. La sfida sarà capire se tali risorse finanzieranno nuovi progetti di riduzione della dipendenza da combustibili fossili oppure se verranno riclassificate da spese già programmate. In entrambi i casi, la dotazione rappresenta un importante volano per la transizione energetica del Paese.

Infine, la sezione dedicata alla pubblica amministrazione evidenzia che, a seguito della chiusura del PNRR, le risorse per la digitalizzazione passeranno alla coesione europea e ai fondi nazionali. Il PNRR aveva destinato 48,1 miliardi alla digitalizzazione, di cui 13,38 miliardi alla PA. Il nuovo bilancio dovrà quindi coprire spese correnti come canoni cloud, manutenzione evolutiva e formazione del personale, al fine di preservare i risultati già conseguiti (SPID, PagoPA, App IO, ANPR).

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.