Salta al contenuto
18 Settembre 2026

Regolamento 2 GHz: il futuro dei servizi satellite in Europa

L’UE sta per ridefinire l’uso della banda 2 GHz per i satelliti, ma l’ASI ricorda che nessun operatore europeo è ancora pronto a sfruttarla.

Regolamento 2 GHz: il futuro dei servizi satellite in Europa

Il banda 2 GHz è considerata la risorsa più promettente per i servizi direct-to-device (D2D), in grado di collegare direttamente smartphone e dispositivi IoT a costellazioni satellitari. Negli ultimi mesi, la questione è stata portata all’attenzione della Commissione Politiche dell’Unione Europea, dove l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha evidenziato un vuoto critico: attualmente nessun operatore europeo possiede licenze per sfruttare questa frequenza, mentre i grandi gruppi statunitensi ne detengono la quasi totalità.

La mancanza di attori locali è legata a una combinazione di fattori, tra cui l’alto investimento richiesto per acquisire diritti su scala continentale e la frammentazione normativa esistente in 27 regimi nazionali. L’ASI ha proposto di suddividere la banda in lotti più piccoli rendendo più accessibile l’ingresso a operatori di dimensioni intermedie e a operatori nazionali con capacità di investimento più contenute.

Assenza di operatori europei nella banda 2 GHz: allarme dell’ASI

Durante l’audizione davanti al Parlamento europeo, i rappresentanti dell’ASI hanno dichiarato che la Mobile Satellite Service (MSS) è la più adatta per i servizi D2D nel range FR1, ma al momento non esistono realtà europee in grado di operare in questo spettro. Hanno inoltre sottolineato che la barriera finanziaria impedisce a potenziali concorrenti di partecipare alla gara per l’intera banda, suggerendo una soluzione basata su blocchi di 5 MHz per favorire la diversificazione degli attori.

Proposte per abbassare le barriere all’ingresso

L’idea dell’ASI consiste nel concedere l’autorizzazione su lotti di banda ridotti limitati a 10 MHz per candidato, in modo da permettere a operatori più piccoli di entrare nel mercato senza dover sostenere l’intero onere economico di una concessione continentale. Questo approccio mirerebbe a creare una base di concorrenti europei più ampia, stimolando investimenti locali e riducendo la dipendenza da fornitori esterni.

Il nuovo modello di autorizzazione proposto dalla Commissione

Il 27 maggio la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento per riformare il quadro dei Mobile Satellite Services nella banda armonizzata dei 2 GHz. L’obiettivo è superare la frammentazione attuale, introdurre un procedimento unico di selezione a livello UE e garantire licenze a lungo termine valide nei 27 Stati membri, favorendo investimenti, competitività e una riduzione dei costi amministrativi.

Divisione della banda e criteri di assegnazione

Secondo la bozza, la banda sarebbe suddivisa in sei blocchi accoppiati da 5 MHz ciascuno. I primi due blocchi (10 MHz) sarebbero riservati a sistemi MSS o ibridi destinati a comunicazioni governative e critiche, integrati con il programma europeo IRIS². I restanti quattro blocchi commerciali verrebbero assegnati tramite due procedure distinte: una dedicata ai nuovi operatori europei e una aperta anche a candidati di paesi terzi, con un tetto massimo di 10 MHz per candidato per prevenire concentrazioni eccessive.

Ruolo di Connect Europe e garanzia di concorrenza

L’associazione Connect Europe ha accolto la proposta, ma ha chiesto l’inserimento di garanzie in materia di concorrenza, gestione delle interferenze, sicurezza e interoperabilità. L’organizzazione propone l’applicazione del principio “stesso servizio, stesse regole”, affinché i servizi satellitari comparabili a quelli terrestri rispettino gli stessi obblighi di protezione dei consumatori, accesso a Internet aperto, intercettazioni legali e localizzazione dei dati.

Pressioni internazionali e sfide per la sovranità digitale

Nel frattempo, i principali operatori non europei, come StarlinkAmazon Leo e le costellazioni cinesi Guowang e Qianfan stanno rapidamente amplificando la loro presenza nello spazio. La scadenza delle licenze assegnate nel 2009, prevista per il 2027, apre la porta a una potenziale riconquista del mercato da parte degli Stati Uniti, che hanno già costruito una quasi totale presenza nella banda 2 GHz. Il presidente della FCC, Brendan Carr, ha avvertito che, in caso di esclusione dei provider statunitensi, gli USA potrebbero applicare misure di reciprocità.

Queste dinamiche evidenziano l’importanza strategica delle frequenze radio nella new-space economy e la loro connessione alla sovranità tecnologica e politica dell’Europa. Il nuovo quadro regolatorio dell’UE rappresenta un passo fondamentale per ridurre la dipendenza da fornitori extra-europei, ma la concreta definizione di “operatore europeo” rimane un nodo critico, soprattutto per le società multinazionali con sede in paesi terzi.

Il successo della proposta dipenderà dalla capacità di integrare le esigenze di investimento, sicurezza, concorrenza e interoperabilità, creando al contempo un ambiente favorevole allo sviluppo di servizi direct-to-device a beneficio di consumatori e imprese europee.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.