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14 Ottobre 2026

Come la tecnologia agricola può migliorare i guadagni: il ruolo di un nuovo compratore

Le tecnologie agricole promettono redditi più alti, ma senza un nuovo acquirente rimangono inefficaci.

Come la tecnologia agricola può migliorare i guadagni: il ruolo di un nuovo compratore

Negli ultimi anni l’agritech è stata presentata come la risposta definitiva alle difficoltà economiche degli agricoltori. Sensori, piattaforme di dati, intelligenza artificiale: tutti strumenti capaci, secondo gli esperti, di ridurre gli sprechi, aumentare la produttività e, Tuttavia, dietro le promesse c’è una realtà più complessa, dove il semplice accesso alla tecnologia non è sufficiente a modificare le regole del gioco di mercato.

Lo scorso dicembre ho avuto modo di confrontarmi con Belal Jahjooh, autore del documento politico intitolato Born Poor, Die Poor. Durante il nostro scambio, Jahjooh ha ribadito con decisione che le soluzioni digitali non riescono a compensare mercati iniqui. La sua frase chiave, “digital solutions cannot compensate for unfair markets”, è diventata il fulcro della discussione su come l’innovazione debba essere accompagnata da cambiamenti strutturali.

Il ragionamento di Belal Jahjooh nel suo documento “Born Poor, Die Poor”

Nel suo lavoro, Jahjooh sottolinea che l’agricoltura digitale, per quanto avanzata, resta intrappolata in un contesto di potere di mercato sbilanciato. Gli agricoltori, anche se dotati di tecnologie all’avanguardia, continuano a vendere i prodotti a pochi grandi acquirenti che dettano prezzi bassi. Il documento afferma esplicitamente che “digital solutions cannot compensate for unfair markets” evidenziando che l’innovazione da sola non può invertire la dinamica di dipendenza da un unico canale di vendita.

Perché la tecnologia digitale non riesce da sola ad aumentare i redditi

L’digital agriculture migliora l’efficienza nella coltivazione, nella gestione delle risorse idriche e nella previsione dei raccolti, ma non interviene sulle condizioni contrattuali tra produttore e acquirente. Quando il prezzo di vendita è fissato da pochi grossisti, l’aumento della produttività si traduce spesso in un surplus che, invece di generare maggiori profitti, finisce per deprimere ulteriormente il valore di mercato. In sostanza, la tecnologia riduce i costi ma non eleva il valore di scambio dei prodotti agricoli.

Il ruolo di un secondo acquirente

Un approccio pratico suggerito da Jahjooh è l’introduzione di un secondo acquirente nel panorama commerciale. Questo nuovo attore, che può essere una cooperativa, un ente pubblico o una piattaforma di e-commerce, crea una concorrenza reale per i prodotti agricoli. La presenza di più compratori costringe i grandi distributori a offrire condizioni più vantaggiose, aumentando così i margini dei produttori. Inoltre, un secondo canale di vendita consente agli agricoltori di diversificare i rischi e di negoziare contratti più equi.

Verso un modello più equo: possibili strade operative

Affinché le promesse dell’AgriTech si traducano in guadagni concreti, è necessario combinare innovazione e riforma di mercato. Le politiche pubbliche dovrebbero incentivare la creazione di strutture di acquisto alternative, sostenere la formazione di cooperative agricole e favorire la trasparenza nei prezzi. Solo con un quadro normativo che promuova la concorrenza, le tecnologie digitali potranno diventare veri motori di crescita per gli agricoltori, trasformando la semplice efficienza in un reale aumento dei redditi contadini.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.