Salta al contenuto
7 Ottobre 2026

Come Pitigliano ha creato un borgo digitale replicabile in tutta Italia

Scopri come Pitigliano sta diventando il laboratorio nazionale per i borghi digitali, grazie a 15 innovazioni su fibra ottica.

Come Pitigliano ha creato un borgo digitale replicabile in tutta Italia

Nel cuore della Toscana, il Comune di Pitigliano è stato scelto come banco di prova per un ambizioso esperimento di borghi digitali. L’iniziativa, promossa da Open Fiber ed ENEA ha l’obiettivo di definire una roadmap replicabile in tutti i piccoli centri italiani, che costituiscono circa il 70% delle amministrazioni comunali.

L’evento di presentazione, tenutosi a Roma presso l’Associazione Civita, ha riunito responsabili istituzionali, ricercatori e rappresentanti locali per illustrare i risultati di un percorso sperimentale sviluppato dal 2023 al 2026. Il Laboratorio a cielo aperto per lo sviluppo dei borghi digitali sostenibili ha messo in luce l’importanza di una governance multilivello, basata su dati, infrastrutture e cooperazione tra pubblico e privato.

Il laboratorio di Pitigliano: dati, infrastrutture e collaborazione

Il punto di partenza è stato un assessment territoriale eseguito con l’ Urban Check-Up Model metodologia validata da ENEA. Questo strumento ha fornito una fotografia dettagliata delle esigenze del comune, consentendo di individuare 15 casi d’uso prioritari. La selezione è stata frutto di un processo di ascolto e co-progettazione con i cittadini, le imprese locali e le amministrazioni.

Urban Check-Up Model e i 15 casi d’uso

Tra le aree di intervento spiccano la valorizzazione del patrimonio culturale attraverso la realtà aumentata il monitoraggio dei rischi naturali, l’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica e la creazione di un digital twin del territorio. Il modello prevede, inoltre, l’installazione di rete FTTH per garantire connettività ultralarga a tutte le utenze comunali.

Le tecnologie sperimentate: dalla realtà aumentata al monitoraggio sismico

Uno degli esperimenti più avanzati riguarda l’uso del Distributed Acoustic Sensing (DAS) sulla fibra ottica di Open Fiber. Grazie a questo sensore distribuito, la rete di telecomunicazione è diventata anche una rete di monitoraggio sismico, capace di rilevare vibrazioni in tempo reale. Il personale dell’INGV ha evidenziato come il DAS possa affiancare le tradizionali stazioni sismiche, fornendo dati continui e diffusi su scala urbana.

Parallelamente, il progetto ha testato il Public Energy Living Lab (PELL) di ENEA per la mappatura e l’ottimizzazione dell’illuminazione stradale. L’installazione di lampioni adattativi ha prodotto un risparmio energetico del 52%, pari a circa 2 MWh annui per ogni decina di luci monitorate, con una riduzione di costo di circa 50 € per lampada.

Altre soluzioni includono la copertura FTTR (Fiber To The Room) per edifici pubblici, un totem informativo per i cittadini, la piattaforma V-ERA di Open Fiber per la raccolta e l’analisi dei dati urbani, e lo studio preliminare per una comunità energetica rinnovabile sul territorio.

Verso una replicabilità nazionale: governance multilivello e cluster di comuni

Per trasferire il modello oltre Pitigliano, Open Fiber, ENEA e il Centro di ricerca SMARTER dell’Università dell’Insubria hanno definito un sistema di clusterizzazione dei piccoli comuni italiani. I gruppi sono formati tenendo conto di dimensioni, caratteristiche geografiche e appartenenza a Unioni di Comuni o Comunità montane, favorendo la gestione condivisa di servizi e infrastrutture.

Il ministro Tommaso Foti, nel suo videomessaggio, ha sottolineato che la connettività è una delle leve della rinascita delle aree interne e che il modello di Pitigliano è “un concreto strumento di sviluppo, coesione e innovazione”. Il PNRR, con oltre 4 miliardi di euro destinati a iniziative “Attrattività dei Borghi”, garantisce le risorse necessarie per sostenere la continuità degli investimenti anche dopo la fine del piano.

Le amministrazioni interessate possono così adattare il percorso metodologico alla propria realtà, combinando infrastrutture digitaliservizi basati sui dati e capacità amministrativa. L’obiettivo è creare una rete di borghi digitali interconnessi, capaci di offrire alle imprese e ai cittadini le stesse opportunità delle grandi città, favorendo al contempo la valorizzazione del patrimonio culturale e la sicurezza territoriale.

Con più di 170 000 km di fibra ottica, 17,5 milioni di unità immobiliari servite in FTTH e un investimento complessivo previsto di circa 16 miliardi di euro, la rete di Open Fiber costituisce la spina dorsale su cui si fonda l’intera iniziativa. La sfida ora è scalare il modello pitiglianese, trasformandolo in una blueprint nazionale per tutti i piccoli Comuni che vogliono abbracciare la trasformazione digitale.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.