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16 Luglio 2026

Come le Marche possono rafforzare il loro sistema produttivo attraverso l’innovazione

Le Marche devono rafforzare il loro sistema di innovazione per creare occupazione qualificata e sostenere la competitività del sistema produttivo.

Come le Marche possono rafforzare il loro sistema produttivo attraverso l'innovazione

Le Marche si trovano a un bivio cruciale. Per garantire un futuro prospero, la regione deve affrontare una sfida fondamentale: rafforzare il proprio sistema di innovazione. Questo obiettivo è essenziale per creare occupazione qualificata e sostenere la competitività del sistema produttivo regionale. Due recenti interventi hanno evidenziato l’importanza di costruire un ecosistema dell’innovazione e consolidare le reti tra università, centri di ricerca e imprese.

Le valutazioni dell’Unione Europea sull’innovazione regionale collocano le Marche in una fascia intermedia-bassa del panorama europeo. Questa posizione è principalmente dovuta alla limitata capacità del sistema produttivo regionale di investire in ricerca e sviluppo (R&S). Gli investimenti in R&S sono la misura più efficace per valutare la capacità innovativa di un territorio. Dove la spesa in R&S è elevata, crescono gli occupati qualificati, aumentano le collaborazioni con le università e si sviluppano prodotti ad alto valore aggiunto.

Il modello di innovazione delle Marche

Il modello prevalente di innovazione delle imprese marchigiane è storicamente fondato sull’innovazione incrementale.

Questo approccio ha permesso di ottenere risultati importanti grazie alla capacità di migliorare costantemente prodotti e processi attraverso l’esperienza accumulata in produzione o le interazioni con clienti e fornitori. Tuttavia, il contesto competitivo è profondamente cambiato e richiede capacità innovative più avanzate. I miglioramenti incrementali continuano a essere importanti, ma non sono sufficienti per ottenere innovazioni radicali nei prodotti, nelle tecnologie e nei modelli di business.

Per raggiungere questi obiettivi, è necessario investire in R&S. Nelle Marche sono presenti quattro università che producono ricerca di qualità e formano laureati altamente qualificati. Tuttavia, l’innovazione non nasce automaticamente dalla presenza delle università. Le innovazioni sono introdotte dalle imprese, che devono essere in grado di riconoscere le opportunità tecnologiche, formulare domande di ricerca, collaborare con i ricercatori e tradurre la conoscenza scientifica in applicazioni industriali.

La sfida del trasferimento tecnologico

Spesso il dibattito pubblico si concentra sul trasferimento tecnologico cioè sui meccanismi che permettono ai risultati della ricerca universitaria di arrivare alle imprese. È certamente un tema importante, ma affronta solo una parte del problema. Affinché il trasferimento tecnologico funzioni, occorrono imprese capaci di assorbire quella conoscenza.

Un’impresa che non svolge attività di R&S, che non dispone di personale qualificato dedicato all’innovazione e che non investe nella ricerca difficilmente riuscirà a collaborare efficacemente con un’università. In altre parole, la criticità non risiede tanto nell’offerta di conoscenza quanto nella domanda di innovazione proveniente dalle imprese.

Rafforzare il sistema regionale dell’innovazione significa quindi, prima di tutto, aumentare il numero di imprese che investono in R&S, assumono ricercatori e sviluppano competenze di ricerca al proprio interno. Non si tratta di un obiettivo semplice. Il basso livello della spesa in R&S dipende dalle caratteristiche strutturali dell’economia regionale: prevalenza di piccole e medie imprese e specializzazioni produttive che non richiedono attività di ricerca formalizzata.

Strategie per il futuro

Modificare questo assetto richiede tempo, risorse e una strategia coerente di politica industriale. Occorre concentrare gli interventi sulle leve che producono i maggiori risultati: incentivi agli investimenti in R&S, sostegno all’assunzione di personale qualificato, rafforzamento delle collaborazioni tra imprese e università, sviluppo di laboratori condivisi.

È la strada che si sta perseguendo e su cui occorre insistere con decisione, essendo consapevoli che i risultati non si otterranno a breve termine. Le Marche hanno il potenziale per diventare un polo di innovazione, ma è necessario un impegno concreto e continuativo da parte di tutte le parti coinvolte.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.