L’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, pubblicata il 15 maggio 2026, affronta l’intelligenza artificiale non soltanto come tema teologico ma come questione sociale e giuridica. Il testo si riallaccia alla tradizione della Dottrina Sociale della Chiesa inaugurata dalla Rerum Novarum di Leone XIII e declina i suoi contenuti alla luce delle trasformazioni introdotte dai sistemi di IA, dai modelli generativi e dalle infrastrutture digitali ad alta capacità computazionale.
Questo articolo rielabora il nucleo argomentativo dell’Enciclica e lo confronta con il quadro normativo contemporaneo: il Regolamento (UE) 2026/1689 (AI Act), la Legge italiana n. 132/2026 e le principali disposizioni della Repubblica Popolare Cinese, nonché con il documento del 2026 Nova et Antiqua. L’obiettivo è ricostruire i punti di contatto tra la visione antropologica della Chiesa e le esigenze della governance tecnologica.
Un nuovo paradigma per la questione sociale
L’Enciclica definisce l’intelligenza artificiale come la nuova «questione sociale» del XXI secolo, richiamando lo stesso spirito con cui la Rerum Novarum affrontò le trasformazioni della rivoluzione industriale. Secondo Leone XIV, l’automazione interessa oggi non solo il lavoro manuale ma anche funzioni cognitive: elaborazione linguistica, diagnosi medica, decisioni amministrative e processi creativi. Da qui nasce la necessità di un quadro normativo che ponga la dignità della persona come criterio supremo delle scelte tecnologiche.
Ambiti di impatto
L’Enciclica individua sei ambiti principali in cui l’IA incide sulla vita sociale: (i) ambito politico e democrazia, (ii) economia, (iii) istruzione, (iv) sanità, (v) sicurezza, (vi) lavoro. La diagnosi pone l’accento sulla concentrazione di potere nelle mani di grandi piattaforme e sulla capacità di tali attori di orientare comportamenti e preferenze, tema che la normativa europea affronta con misure volte a limitare gli effetti sistemici.
Convergenze e differenze tra normativa e dottrina
Il Regolamento (UE) 2026/1689 (AI Act) adotta un modello basato sul rischio che separa sistemi vietati, ad alto rischio, a rischio limitato e a rischio minimo. I principi espressi dal testo — tra cui Human Oversight, Accountability, Trasparenza, Sicurezza, Non discriminazione, Tracciabilità e Protezione dei dati — trovano riscontri diretti nella prospettiva antropocentrica proposta dall’Enciclica.
La legge italiana e il riferimento costituzionale
La Legge italiana n. 132/2026 recepisce i principi europei introducendo però specifiche tutele nazionali: protezione del lavoro, attenzione alla sicurezza nazionale, tutela dei minori e obblighi di trasparenza per gli algoritmi della pubblica amministrazione. La legge richiama esplicitamente gli articoli 2, 3, 4, 35 e 41 della Costituzione, integrando la logica del Human Oversight con una prospettiva orientata al valore sociale del lavoro e alla responsabilità civile.
Modelli di governance: Babele, Gerusalemme e discernimento
Nell’Enciclica emergono due immagini simboliche: Babele come paradigma della centralizzazione e dell’opacità, e Gerusalemme come paradigma della responsabilità condivisa e della trasparenza. Questi due modelli servono a interpretare le differenti scelte regolatorie: l’approccio europeo punta verso il modello «Gerusalemme», mentre il modello cinese enfatizza stabilità sociale e controllo, privilegiando strutture più centralizzate.
Il principio del discernimento come metodo
Un contributo originale della Magnifica Humanitas è l’enfasi sul discernimento come procedimento decisionale. Nell’ambito della regolazione, questo si traduce nella valutazione caso per caso delle tecnologie: non tutte le applicazioni di IA sono uguali e la loro valutazione deve tener conto di finalità, contesto e impatti concreti, una logica che l’AI Act declina tramite la classificazione per livelli di rischio.
Dialogo multidisciplinare e dinamiche future
L’Enciclica promuove un dialogo tra fede, scienza e tecnica, sostenendo che la complessità dell’IA richiede competenze integrate: giuristi, ingegneri, filosofi, economisti e altri sono chiamati a contribuire alle scelte pubbliche. Questa impostazione riflette la dimensione multidisciplinare richiesta dall’AI Act per attività quali auditing algoritmico e analisi d’impatto sui diritti fondamentali.
Infine, la Magnifica Humanitas sottolinea che la Dottrina Sociale è dinamica: i principi rimangono stabili mentre gli strumenti regolatori devono adattarsi alle rapide evoluzioni tecnologiche. Anche l’AI Act e la Legge 132/2026 contemplano meccanismi di aggiornamento, coerenti con l’idea che la normativa debba essere flessibile nelle applicazioni ma ferma nei valori di fondo.
In sintesi, l’intervento di Leone XIV offre una cornice interpretativa che integra valori antropologici e strumenti giuridici, proponendo una teoria della governance multilivello dell’IA che dialoga con i principali ordinamenti nazionali e sovranazionali e con le sfide poste dalla trasformazione digitale globale.