L’Italia sta registrando una crescita economica moderata, sostenuta in parte dagli investimenti continui del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Tuttavia, il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha evidenziato la necessità di accelerare il consolidamento fiscale per affrontare il debito pubblico elevato che attualmente si attesta intorno al 137% del Pil.
Le stime del Fmi, elaborate nell’ambito dell’Articolo IV, confermano una crescita del Pil dello 0,5% per il 2026 e il 2027, come riportato nel World Economic Outlook. Questo scenario si inserisce in un contesto complesso, segnato dalla guerra in Medio Oriente e dalle tensioni sui prezzi dell’energia.
Il Fmi ha apprezzato i progressi compiuti dall’Italia nel consolidamento delle finanze pubbliche e nella riduzione del deficit, che è sceso al 3,1% del Pil nel 2026, con previsioni di ulteriori miglioramenti al 2,9% nel 2026 e al 2,8% nel 2027. Tuttavia, la capo missione del Fmi, Lone Christiansen, ha sottolineato che il debito pubblico rimane elevato e ha raccomandato un avvio deciso del percorso di riduzione.
Per evitare effetti negativi sulla crescita, il Fmi suggerisce di attuare misure aggiuntive dell’1% del Pil, oltre al mezzo punto già previsto per il 2026 e il 2027. Queste misure potrebbero essere realizzate attraverso guadagni di efficienza sia sul versante della spesa che delle entrate. Ad esempio, si potrebbero adottare interventi più incisivi nel settore dell’istruzione e sfruttare la digitalizzazione per migliorare l’efficienza.
Inflazione e mercato del lavoro
L’inflazione interna è salita a causa dell’aumento dei prezzi globali dell’energia, riflettendo la dipendenza dell’Italia dai combustibili fossili importati. È stimata al 2,9% nel 2026 e dovrebbe rimanere sopra il 2% anche nel 2027. Inoltre, gli spread sui titoli sovrani hanno registrato una nuova volatilità a seguito della crisi in Medio Oriente.
I livelli occupazionali sono vicini ai massimi storici, con un tasso di disoccupazione previsto al 5,6% nel 2026 e al 5,9% nel 2027. Tuttavia, il tasso di partecipazione lavorativa rimane inferiore a quello dei Paesi comparabili, soprattutto tra donne e giovani. Nel medio periodo, il rapido invecchiamento della popolazione e la debole produttività potrebbero continuare a frenare lo sviluppo economico.
Stabilità del sistema finanziario
Il sistema finanziario italiano è stato descritto come sostanzialmente solido grazie a un’efficace vigilanza e alla resilienza dimostrata dalle banche anche in scenari avversi estremi. Tuttavia, il Fmi ha raccomandato di rafforzare ulteriormente l’agilità della vigilanza, ampliare l’uso di strumenti macroprudenziali, affrontare le esposizioni sovrane concentrate e potenziare i quadri di gestione delle crisi e di contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.



