Come rafforzare il trasferimento tecnologico in Italia senza sprecare l’occasione

InnovUp e Netval chiedono regole chiare, partecipazione ai tavoli tecnici e l'inclusione dei Parchi Scientifici per valorizzare la ricerca pubblica e portarla sul mercato

L’ecosistema italiano conta università, centri di ricerca e IRCCS con capacità scientifiche riconosciute, ma la trasformazione di conoscenza in valore economico resta irrisolta. La recente consultazione sul Atto di Indirizzo Strategico 2026-2028 promossa dal MIMIT ha messo in luce questa criticità, e associazioni come InnovUp e Netval hanno risposto proponendo una visione condivisa per superare la frammentazione.

Il documento contiene numerosi punti di interesse: dalla Cabina di regia interministeriale MIMIT-MUR alle roadmap tecnologiche nazionali, fino al Fondo da 250 milioni di euro gestito da Enea Tech e Biomedical (L. 190/2026). Tuttavia, la sfida è far diventare queste intenzioni operazioni concrete sul territorio, evitando duplicazioni e massimizzando l’impatto economico e industriale.

Governance e coordinamento: dalle intenzioni ai fatti

La frammentazione è il primo ostacolo: soggetti nazionali, regionali e locali spesso agiscono in parallelo con logiche a silos. Per questo l’Atto propone una governance multilivello e la creazione di tavoli tecnici in cui le responsabilità e le metriche siano chiaramente definite. Non basta nominare una cabina: è necessario stabilire chi fa cosa, con quali risorse e quali criteri di valutazione. Solo così si può costruire un sistema che dialoghi effettivamente tra i diversi livelli decisionale e operativo.

Ruoli, risorse e indicatori

Una governance efficace richiede strumenti di monitoraggio e indicatori orientati all’impatto: misurare il numero di brevetti non è sufficiente se non si valuta anche l’impatto economico e occupazionale. InnovUp e Netval sottolineano la necessità di metriche che premiano il risultato concreto, non soltanto l’attività burocratica, e chiedono di essere incluse come soggetti istituzionali nei tavoli tecnologici per offrire competenze e reti consolidate.

La filiera: continuità tra ricerca, sviluppo e mercato

Rafforzare il trasferimento tecnologico significa presidiare l’intera catena del valore, con particolare attenzione ai punti di rottura dove le tecnologie rischiano di rimanere bloccate nella cosiddetta valle della morte. Occorrono strumenti che accompagnino i progetti dalla fase di laboratorio fino all’applicazione industriale, integrando finanziamenti, supporto manageriale e accesso ai mercati nazionali ed europei.

Parchi scientifici e accesso al fondo

Un tema pratico e strategico riguarda il Fondo da 250 milioni di Enea Tech e Biomedical: per garantire efficacia è fondamentale che siano riconosciuti e inclusi nel perimetro anche i Parchi Scientifici e Tecnologici, attori che già operano sul territorio nel trasferimento di tecnologie. Escluderli dall’Elenco Nazionale equivarrebbe a perdere competenze e capacità operative già consolidate.

Capitale, competenze e burocrazia: elementi critici per il decollo

La transizione dalla ricerca al mercato richiede non solo idee valide ma anche capitale di rischio disposto a scommettere su startup e spin-off deep-tech. In Italia il collegamento tra ricerca pubblica, sistema produttivo e investitori resta debole: serve aumentare la disponibilità di risorse finanziarie e creare incentivi perché il capitale guardi alle tecnologie ad alto rischio ma alto potenziale.

Accanto ai fondi, la qualità delle professionalità è decisiva: il sistema ha bisogno di figure specializzate nel trasferimento tecnologico, in grado di mediare tra mondo accademico e impresa. Tali ruoli richiedono percorsi di formazione strutturati e riconoscimento contrattuale, altrimenti rimarranno sottodimensionati rispetto al ruolo strategico che svolgono.

Oneri amministrativi e accesso ai programmi europei

Per valorizzare i progetti ad alto potenziale è indispensabile snellire gli oneri amministrativi e facilitare l’accesso ai programmi europei. InnovUp e Netval indicano la necessità di dare priorità a proposte già valutate positivamente a livello Ue, e di adottare procedure che riducano tempi e costi. Anche la Pubblica Amministrazione può agire come market shaper, offrendo spazi di testing e concrete opportunità di adozione delle tecnologie.

La consultazione pubblica si è chiusa e il testo passerà alla fase attuativa: è lì che si misurerà la capacità del Paese di non sprecare l’occasione. Se regole, risorse e governance riconosceranno quello che già esiste sul territorio, l’Italia avrà concrete possibilità di trasformare la propria eccellenza scientifica in innovazione, crescita e occupazione. InnovUp e Netval sono pronte a contribuire attivamente con competenze e reti per rendere operativo questo cambiamento.

Scritto da Matteo Galli

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