All’evento R2I – Research to Innovate Italy 2026 il ministro Adolfo Urso ha tracciato la visione italiana per rafforzare la sovranità tecnologica dell’EU. In un mondo segnato da tensioni geopolitiche e competizione strategica, l’obiettivo dichiarato è mettere in sicurezza le filiere critiche, con particolare attenzione a semiconduttori, Intelligenza artificiale, cloud, telecomunicazioni e tecnologie quantistiche. Il discorso ha sottolineato sia le leve normative sia quelle industriali necessarie per consolidare la posizione europea nella competizione globale.
La strategia italiana punta su investimenti diretti, proposte operative a livello comunitario e strumenti di sostegno all’ecosistema dell’innovazione. Urso ha voluto inoltre evidenziare che l’Italia non è spettatrice: ha predisposto misure nazionali e candidature per progetti europei, proponendo anche iniziative di coordinamento per favorire le startup e le PMI innovative all’interno dei programmi comunitari.
Investimenti e infrastrutture digitali
Tra le azioni concrete citate c’è la Strategia per l’attrazione degli investimenti esteri nei data center, che ha già generato oltre 7 miliardi di euro di impegni per il periodo 2026-2026 e annunci per ulteriori 25 miliardi nel triennio 2026-2028. Questi numeri riflettono la scelta di puntare su capacità di calcolo e storage sul territorio nazionale per ridurre la dipendenza estera. Sul fronte dell’elaborazione ad alte prestazioni, l’Italia vanta infrastrutture di rilievo come il supercomputer Leonardo del Cineca a Bologna, il Davinci-1 a Genova e l’HPC6 di Eni a Pavia, elementi che rafforzano la candidatura nazionale a ospitare una delle tre gigafactory europee per l’AI.
Hub per la vigilanza delle infrastrutture critiche
Un’altra proposta strategica è l’idea di un hub mediterraneo per il monitoraggio delle infrastrutture critiche e dei cavi sottomarini, attraverso cui transita gran parte del traffico internet globale. L’ipotesi italiana mira a creare un centro di sorveglianza e controllo che migliori la resilienza delle reti e consenta interventi tempestivi in caso di anomalie o attacchi, contribuendo così alla sicurezza dell’ecosistema digitale europeo.
Materie prime critiche e catene del valore
L’Italia ha assunto un ruolo proattivo anche nella gestione delle materie prime critiche. È stato adottato un provvedimento organico in vista del Critical Raw Materials Act, che ha permesso di presentare sette candidature italiane alla seconda call europea per i Progetti Strategici. Tra gli obiettivi c’è la possibilità di ospitare uno dei siti pilota europei per lo stoccaggio strategico di materie prime critiche: un’iniziativa che dovrebbe favorire investimenti in riciclo e trasformazione, creando nuovi segmenti produttivi e rafforzando la posizione dell’Italia nelle catene del valore.
Impatto sulla filiera industriale
L’attenzione alle materie prime non è solo strategica ma anche industriale: progetti di stoccaggio, impianti di riciclo e poli di trasformazione possono generare un indotto significativo e ridurre la vulnerabilità delle filiere europee. La combinazione di ricerca, finanziamenti e politiche industriali è vista come la base per costruire una capacità produttiva autonoma, resiliente e competitiva.
Sostegno a startup, scaleup e innovazione pubblica
Nell’incontro bilaterale con la commissaria per le Startup e la Ricerca, Ekaterina Zaharieva, sono emersi temi chiave per la crescita delle imprese innovative. Tra questi la riforma del regime societario europeo nota come EU Inc., pensata per ridurre la frammentazione normativa e facilitare la nascita e l’espansione di imprese transfrontaliere. Il ministro Urso ha espresso l’auspicio che il negoziato proceda rapidamente per garantire alle imprese un accesso più semplice e digitale al mercato unico.
Ampio spazio è stato dedicato al ruolo del Scaleup Europe Fund, concepito per colmare il gap di capitale nelle fasi avanzate delle imprese tecnologiche. L’Italia ha sollecitato una distribuzione equilibrata degli investimenti del Fondo per evitare concentrazioni nei mercati più maturi e sostenere gli ecosistemi emergenti. A corollario di queste misure, il ministero ha avviato strumenti di accompagnamento per le startup italiane, puntando sul European Innovation Council Accelerator e su un Testo Unico dedicato a startup, PMI innovative, spin-off, incubatori e acceleratori.
Infine, è stato ribadito il valore del Public Procurement of Innovation come leva per modernizzare la Pubblica Amministrazione e creare domanda per soluzioni innovative. Superare le barriere amministrative e facilitare l’accesso agli appalti per startup e PMI è fondamentale per trasformare la domanda pubblica in motore di crescita tecnologica.

