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26 Giugno 2026

Comunità energetica B.O.S.CO. e teleraffrescamento: innovazioni energetiche in Brianza

In Brianza si formalizza la Configurazione territoriale B.O.S.CO. con sei Comuni e decine di soci, mentre a Monza si propone di trasformare la rete di teleriscaldamento in un servizio di teleraffrescamento e un piano di data center promette occupazione senza consumo di suolo.

Comunità energetica B.O.S.CO. e teleraffrescamento: innovazioni energetiche in Brianza

Sul territorio brianzolo si succedono iniziative che intrecciano transizione energetica innovazione infrastrutturale e sviluppo economico. Da un lato è stata istituita la Configurazione territoriale denominata B.O.S.CO. (Brianza Orientale Sostenibile Condivisa), nata per aggregare risorse pubbliche e private nella gestione delle energie rinnovabili; dall’altro, emergono proposte concrete per adattare reti esistenti come quella di teleriscaldamento al problema delle ondate di calore. Parallelamente, un progetto industriale di largo respiro punta a riconvertire strutture esistenti in un nuovo data center che promette posti di lavoro e impatti limitati sul consumo di suolo.

Costituzione del Comitato di Configurazione B.O.S.CO. e composizione territoriale

La nuova Comunità energetica ha formalizzato la creazione di un Comitato di Configurazione territoriale con sede a Bernareggio, pensato per bilanciare le istanze pubbliche e private nella gestione condivisa dell’energia. La Configurazione riunisce sei Comuni — Bellusco, Bernareggio, Carnate, Lomagna, Sulbiate e Usmate Velate — e conta trentacinque soci già iscritti, tra privati e imprese locali. Dei soci attuali, trentadue sono consumatori e tre risultano già attivi come prosumer ossia produttori-consumatori, con impianti che sommano 10,37 kW di potenza installata.

Il Comitato eletto durante l’assemblea del 9 giugno è composto da cinque membri rappresentativi: vi figurano due delegati della componente privata, tra cui Marco Pirovano per i prosumer e Alberto Parolini per i consumer, e tre esponenti della pubblica amministrazione, con Michela Bonfanti (Comune di Carnate), Lino Lalli (Comune di Lomagna) e Lorenzo Stucchi (Comune di Sulbiate), quest’ultimo nominato coordinatore. La struttura operativa fungerà da organismo di indirizzo e supporto strategico, esprimendo pareri e assumendo decisioni vincolanti su regolamenti interni e destinazione di fondi derivanti da tariffe premio finalizzate ad attività sociali.

Numeri attuali e potenziale di crescita

La Comunità è già in trattativa con altri undici potenziali prosumer che, se entrassero, porterebbero la potenza complessiva a quasi 330,4 kW. Questa espansione evidenzia come l’iniziativa punti a combinare il coinvolgimento diffuso dei cittadini con una gestione collettiva delle risorse sfruttando incentivi economici da ridistribuire sul territorio senza modificare i contratti di fornitura individuali.

Teleraffrescamento a Monza: trasformare il calore in freddo per affrontare le ondate di calore

In risposta a estati sempre più calde, è stata avanzata la proposta di trasformare la rete di teleriscaldamento urbana in un sistema capace di fornire anche teleraffrescamento. L’idea si basa sull’utilizzo di refrigeratori ad assorbimento dispositivi che impiegano il calore prodotto dalla centrale per generare acqua fredda utile alla climatizzazione degli edifici collegati alla rete.

La proposta suggerisce di avviare un progetto pilota in un quartiere o su edifici pubblici della città, con l’installazione dei gruppi frigoriferi nella centrale termica esistente o in nodi strategici della rete. I vantaggi attesi comprendono la riduzione dei consumi elettrici legati ai condizionatori tradizionali, la diminuzione delle emissioni di CO2, l’eliminazione dell’uso di gas fluorurati e un minore contributo all’effetto isola di calore urbano, poiché i condizionatori privati non scaricherebbero più aria calda all’esterno.

Esperienze e benefici economici

Esempi preesistenti in Lombardia dimostrano la fattibilità tecnica: alcune reti già offrono servizi analoghi, e l’utilizzo estivo delle centrali termiche per produrre freddo permette di valorizzare impianti che altrimenti lavorano a regime ridotto. Sul fronte economico, il modello può abbattere i costi per gli utenti finali evitando l’acquisto e la manutenzione delle unità esterne dei condizionatori e riducendo i rumori associati a queste apparecchiature.

Progetto di conversione di un sito industriale in data center: occupazione e tutela del suolo

Un piano industriale promosso da una multinazionale mira a trasformare un’ex area produttiva della Brianza in un data center struttura destinata a ospitare grandi quantità di dati per servizi digitali globali. Il progetto è annunciato con la promessa di creare circa 700 posti di lavoro e con l’obiettivo di evitare il consumo aggiuntivo di suolo, riconvertendo infrastrutture già presenti nell’area.

La funzione di un data center è quella di conservare, gestire e rendere disponibili dati e servizi digitali che alimentano attività quotidiane come pagamenti elettronici, cloud e comunicazioni. La scelta di riqualificare siti esistenti risponde a criteri di sostenibilità territoriale e a una domanda crescente di capacità informatica, pur ponendo sfide legate a consumi energetici e integrazione con reti locali di fornitura elettrica.

Nel complesso, le iniziative in corso ed ipotizzate in Brianza — dalla nascita di una Comunità energetica strutturata come B.O.S.CO. alla proposta di teleraffrescamento fino alla conversione di aree industriali in data center — delineano un approccio articolato per rendere il territorio più resiliente, efficiente e capace di valorizzare risorse esistenti senza espandere l’impronta di consumo del suolo.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.