Dedagroup ha formalizzato una proposta per rendere l’intelligenza artificiale uno strumento operativo e controllato per imprese e istituzioni in Italia. Con il nuovo ESS-AI Framework (European Secure&Sovereign AI) il gruppo trentino vuole gestire l’intera filiera dell’AI, dall’accesso ai dati fino alle applicazioni agentiche, integrando infrastrutture sicure modelli linguistici e competenze specialistiche.
La visione alla base dell’iniziativa sposta il focus: non più solo la conservazione dei dati, ma la loro circolazione governata. Questa impostazione è sintetizzata nello slogan centrale del progetto: “Dalla sovranità del dato alla sovranità del rischio“. In questo modello, il valore nasce quando le informazioni sono disponibili e interoperabili, ma la loro condivisione è modulata in funzione del rischio e della responsabilità umana.
Struttura a cinque pilastri del framework ESS-AI
Il framework si articola su cinque pilastri integrati concepiti per coprire l’intero ciclo di produzione e uso dell’AI: gestione dei dati e conoscenza, soluzioni di AI di precisione, infrastruttura sovrana per carichi critici, piattaforme verticali e percorsi di adoption e formazione delle competenze. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’AI da tecnologia sperimentale in una leva stabile di produttività e controllo.
Gestione dei dati, modelli linguistici e conoscenza locale
Al centro della strategia c’è il patrimonio informativo di Istella indicato come il più grande knowledge graph italiano: oltre 6 miliardi di pagine web indicizzate, di cui circa la metà in lingua italiana, oltre a miliardi di interazioni sociali e contenuti multimediali. Questo corpus viene organizzato come una mappa della conoscenza che alimenta LLM e Corporate SLM addestrati su dati locali e adattabili ai domini specifici dei clienti, con l’intento di offrire un contesto più preciso rispetto ai modelli generalisti.
AI di precisione e piattaforme verticali
Il secondo e il quarto pilastro puntano su modelli specialistici e piattaforme verticali integrate con competenze di dominio. Le soluzioni vanno dalla previsione e ottimizzazione alla gestione del rischio in settori regolamentati, con esempi applicativi in ambiti come il banking e l’energy, dove la conformità e la specificità terminologica richiedono modelli più aderenti al contesto operativo.
Infrastruttura, supercalcolo e localizzazione in Trentino
Per garantire capacità computazionale e controllo fisico sui dati, Dedagroup include nell’ecosistema il data center ipogeo Intacture sviluppato in Trentino all’interno di una miniera attiva, in cui il gruppo figura tra i soci fondatori privati. L’infrastruttura viene presentata come elemento distintivo per workload critici, con un focus su sicurezza fisica, capacità di supercalcolo e federabilità con reti nazionali ed europee.
La disponibilità di risorse di calcolo locali è centrale quando i modelli devono essere addestrati o adattati su dati sensibili: avere infrastrutture controllate e integrabili con ecosistemi europei è inteso come una condizione per usare l’AI in settori ad alta sensibilità informativa senza perdere la governance dei dati.
AI agentica, applicazioni operative e responsabilità
L’AI Innovation Center di Dedagroup coordina lo sviluppo di algoritmi proprietari e di AI agentica cioè sistemi che non si limitano a suggerire ma possono agire nei processi operativi in modo tracciabile. Questo passo comporta nuovi requisiti di audit, controllo e governance, perché quando l’AI prende decisioni o esegue azioni diventano fondamentali i confini di responsabilità e la verifica dell’affidabilità.
Il gruppo cita soluzioni già presenti nel proprio portafoglio che dimostrano l’approccio verticale: piattaforme per il banking e per l’energy, oltre a prodotti software come soluzioni documentali e sistemi ERP composable per il fashion, che integrano modelli su misura con regole di compliance e tracciabilità.
Competenze e ruolo delle persone nel modello di adozione
Un altro pilastro chiave è l’investimento nelle competenze: Dedagroup propone percorsi strutturati di education, reskilling e upskilling in collaborazione con poli accademici e centri di ricerca. L’idea è che la tecnologia produca valore solo se le persone sanno interpretare i dati, valutare il rischio e decidere i livelli di apertura della propria informazione.
Marco Podini, Ceo e Presidente esecutivo di Dedagroup, sintetizza la prospettiva strategica sottolineando che “la partita più importante di questa nuova era digitale si giochi proprio nella capacità per ciascuna organizzazione di definire la propria sovranità del rischio, modulata in base alla sensibilità delle informazioni, al contesto d’uso e al livello di fiducia tra i soggetti coinvolti”. In questa lettura, l’automazione resta quindi subordinata a scelte umane, criteri di fiducia e contesti d’uso.
Per sostenere l’offerta Dedagroup segnala una massa critica di competenze: oltre 200 professionisti nel centro di competenza AI del gruppo, collegati a piattaforme, modelli e infrastrutture proprietarie per garantire un presidio integrato della filiera.



