Il settore delle costruzioni in Italia è in una fase di transizione cruciale. Dopo gli stimoli del Superbonus e del Pnrrl’industria deve ora concentrarsi sulla produttivitàsull’efficienza dei dati e sulla sostenibilità energetica. La sfida è rendere più industriale una filiera ancora frammentata, dove il 95% degli operatori ha meno di 20 addetti.
Il lancio del ConTech Hub da parte di TEHA Group e The European House Ambrosettiinsieme al quarto Rapporto Strategico della Community Smart Buildingsegna un passo importante in questa direzione. L’obiettivo è connettere progettazione, cantiere, materiali, supply chain e manutenzione in un processo più misurabile e governabile.
Il ruolo cruciale del ConTech nel settore delle costruzioni
Il ConTech (Construction Technology) non riguarda solo edifici intelligenti, sensori o piattaforme di gestione. Si tratta di un approccio integrato che collega tutte le fasi del ciclo di vita di un’opera, dalla progettazione alla manutenzione. Questo approccio è essenziale per affrontare le cinque sfide principali del settore: produttivitàgestione dei datiBIM e appalti, riqualificazione energetica e cantiere industrializzato.
Secondo il Statistical Report 2026 della Fiecle costruzioni rappresentano il 10,6% del PIL dell’Unione Europea e il 47,5% degli investimenti fissi lordi, impiegando oltre 12 milioni di lavoratori. Tuttavia, la filiera è composta principalmente da piccole imprese, il che rende più difficile l’adozione di tecnologie e standard comuni.
La sfida della produttività
La produttività nel settore delle costruzioni è un problema globale. Secondo un’analisi di McKinsey del 2026, tra il 2000 e il 2026 la produttività delle costruzioni è cresciuta solo del 10%, contro il 50% dell’economia complessiva e il 90% del manifatturiero. In Italia, tra il 2016 e il 2026, il PIL settoriale è aumentato del 51,5%, mentre la produttività si è fermata al 20,9%, con una flessione nel 2026.
La gestione dei dati e il BIM
La gestione dei dati è un altro punto critico. Sensori, modelli digitali e sistemi di monitoraggio producono valore solo se le informazioni sono raccolte, ordinate e rese utilizzabili lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. Attualmente, i dati restano spesso dispersi tra progettisti, imprese, fornitori e gestori degli immobili, generando rilavorazioni, ritardi e errori decisionali.
Il BIM (Building Information Modeling) è il punto più visibile della digitalizzazione delle costruzioni in Italia. Dal 1° gennaio 2026, l’articolo 43 del Codice dei contratti pubblici prevede l’adozione di metodi e strumenti di gestione informativa digitale per opere sopra determinate soglie. Questo ha portato il tema dentro la domanda pubblica, imponendo un salto organizzativo a stazioni appaltanti e operatori economici.
Secondo i dati Oicenel 2026 le gare BIM sono state 638, in aumento dell’80,7% rispetto al 2026, per un valore di 1,496 miliardi di euro, in crescita del 151,1%. Il BIM pesa ormai per il 27% dei bandi di servizi di ingegneria e architettura e per il 56,5% del valore complessivo. Tuttavia, la crescita quantitativa non coincide ancora con piena maturità, poiché i capitolati informativi BIM sono presenti solo nel 34,3% delle gare.
La riqualificazione energetica e il futuro del settore
La riqualificazione energetica è un altro aspetto cruciale. Secondo la ricerca 2026 dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milanoil mercato italiano dell’IoT ha raggiunto nel 2026 10,9 miliardi di euro, con una crescita del 12% sul 2026. Lo Smart Building vale 1,4 miliardi di euro, ma cresce solo del 2%, frenato dalla rimodulazione degli incentivi fiscali.
Il VI Rapporto annuale sulla certificazione energetica degli edifici di ENEA e Comitato Termotecnico Italiano mostra un miglioramento del patrimonio immobiliare italiano. Nel residenziale, gli edifici in classi A4-B raggiungono il 20%, mentre quelli in classi F-G scendono al 45,3%. Nel non residenziale, gli immobili nelle classi peggiori calano al 30,9%, dieci punti percentuali in meno rispetto all’anno precedente.
La pressione europea rafforza questa traiettoria. La Commissione europea, con la Renovation Wavepunta a rinnovare 35 milioni di edifici entro il 2030 e a raddoppiare il tasso annuo di riqualificazione energetica. La direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, rivista nel 2026, fissa inoltre l’obiettivo di un parco immobiliare a zero emissioni entro il 2050.
Il ConTech Hub di TEHA si colloca in questo scenario come piattaforma di analisi e confronto per una filiera chiamata a decidere dove concentrare investimenti, competenze e standard. La questione centrale è costruire un’agenda industriale: quali dati raccogliere, come condividerli, quali competenze formare, quali processi standardizzare, quali investimenti pubblici e privati orientare.



