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12 Settembre 2026

Deep tech italiano in crescita: PhotonPath entra in Ciena

PhotonPath, spin-off del Politecnico di Milano, è stata acquisita da Ciena, multinazionale americana specializzata in reti di telecomunicazione. Un successo per il deep tech italiano.

Deep tech italiano in crescita: PhotonPath entra in Ciena

PhotonPath, la startup italiana specializzata in fotonica integrata è stata acquisita da Ciena multinazionale americana quotata al New York Stock Exchange. Questo accordo rappresenta un traguardo significativo per il deep tech italiano dimostrando la capacità delle eccellenze tecnologiche nazionali di affermarsi a livello globale.

Fondata nel 2019 come spin-off del Politecnico di Milano PhotonPath ha sviluppato tecnologie innovative nel campo della fotonica integrata, attirando l’attenzione di investitori internazionali. L’acquisizione da parte di Ciena, leader nel settore delle infrastrutture di rete, sottolinea il valore strategico delle tecnologie sviluppate dalla startup italiana.

Un percorso di crescita sostenuto da investitori italiani

PhotonPath ha beneficiato del supporto di un consorzio di investitori italiani ed europei, tra cui 360 CapitalJoin CapitalDeep Ocean CapitalLevante CapitalBrembo e CDP Venture Capital. Questi investitori hanno accompagnato la startup attraverso quattro round di finanziamento tra il 2019 e il 2025 per un totale di 8,3 milioni di euro.

L’acquisizione da parte di Ciena rappresenta un risultato importante per l’ecosistema del venture capital italiano dove le exit sono ancora troppo rare. Come ha sottolineato Francesco Lorenzini General Partner di Levante Capital, “Per i nostri investitori significa capitale restituito”. Tuttavia, l’operazione solleva anche una domanda cruciale: l’Italia è in grado di far crescere le proprie startup di deep tech fino a trasformarle in grandi imprese tecnologiche italiane o europee?

La qualità della ricerca italiana e il differenziale di scala

PhotonPath è un esempio emblematico della qualità della ricerca italiana. La startup è nata dalla ricerca pubblica e ha sviluppato tecnologie che hanno attirato l’attenzione di uno dei principali operatori americani delle infrastrutture di rete. Claudia Pingue, Senior Partner di CDP Venture Capital, ha commentato: “PhotonPath rappresenta una dimostrazione della capacità italiana di produrre eccellenze tecnologiche capaci di affermarsi nei settori più avanzati dell’innovazione globale.”

Secondo i dati del Venture Capital Monitor, dal 2023 sono stati investiti quasi 1,2 miliardi di euro in 374 operazioni di technology transfer con un effetto leva superiore ai 700 milioni di capitali terzi. Solo nei primi sei mesi del 2026 sono stati raccolti 109 milioni in 33 operazioni. Questi numeri dimostrano che l’Italia sta costruendo una filiera solida per trasformare ricerca e brevetti in imprese.

Tuttavia, rimane una sfida significativa: fornire abbastanza capitale, mercato e capacità industriale perché queste imprese possano diventare grandi senza dover necessariamente entrare nell’orbita di un gruppo americano.

La tecnologia di PhotonPath e il suo impatto sul mercato

PhotonPath sviluppa circuiti fotonici integrati proprietari moduli ottici e sistemi di sensoristica destinati alle telecomunicazioni di nuova generazione, ai data center e ad applicazioni industriali. La tecnologia della startup utilizza la luce, invece dei soli segnali elettrici, per trasmettere, elaborare o rilevare informazioni, offrendo vantaggi significativi in termini di efficienza energetica e capacità di trasmissione dati.

Ciena, che opera nel mercato delle infrastrutture di rete, ha visto in PhotonPath un partner strategico per rafforzare la propria posizione nella nuova generazione di infrastrutture ottiche necessarie per collegare data center e sistemi di intelligenza artificiale. L’acquisizione di PhotonPath si inserisce in una strategia industriale precisa: aumentare la capacità di Ciena nella fotonica per i data center AI.

L’exit di PhotonPath non è solo un evento finanziario, ma l’acquisizione di una tecnologia abilitante dentro una delle catene del valore più strategiche del momento. Come ha dichiarato Emilia Garito, presidente e co-founder di Deep Ocean Capital, “Investire nel deep tech significa saper guardare oltre l’orizzonte visibile”.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.