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1 Ottobre 2026

Eni e Generative Bionics avviano la robotica umanoide industriale

Eni e Generative Bionics uniscono capitale e robotica per rivoluzionare le operazioni industriali.

Eni e Generative Bionics avviano la robotica umanoide industriale

Il 30 settembre 2026 Eni e Generative Bionics hanno formalizzato un memorandum of understanding che apre la strada a una serie di sperimentazioni in ambito industriale. L’accordo, di natura esplorativa, mira a confrontare le potenzialità della Physical AI con le esigenze operative dei siti di Eni, senza ancora prevedere una diffusione su larga scala dei robot negli impianti.

Obiettivi e ambiti di prova del MOU

Il documento di intenti individua quattro settori chiave: ispezioni regolari, teleoperazione di macchinari critici, assistenza remota in ambienti a rischio e supporto in contesti complessi dove la presenza umana è limitata. L’idea è valutare in che misura un robot umanoide come il GENE.01 possa migliorare la sicurezza e l’efficienza, riducendo le ore di esposizione dei dipendenti a condizioni pericolose e accelerando le attività di controllo.

Robot GENE.01 e la tecnologia Physical AI

GENE.01, frutto di oltre vent’anni di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia, integra sensori avanzati, moduli di decisione in tempo reale e attuatori capaci di muoversi con fluidità mimetica. La Physical AI collega percezione, analisi e azione, consentendo al robot di riconoscere ostacoli, valutare situazioni e tradurre le informazioni in movimenti accurati. In fase di teleoperazione, l’umano mantiene il comando strategico, mentre il robot esegue compiti di precisione, offrendo così un nuovo livello di controllo condiviso.

Il percorso di investimento e le risorse messe a disposizione da Eni

La collaborazione si basa su un investimento pregresso: nel dicembre 2025 Eni Next, braccio di venture capital del gruppo, ha partecipato al round da 70 milioni di euro chiuso il 9 dicembre 2025. Il finanziamento è stato guidato dal Fondo Artificial Intelligence di CDP Venture Capital e ha visto l’ingresso di AMD Ventures, Duferco, RoboIT e Tether. L’importo non è esclusivo di Eni, ma costituisce il capitale necessario per accelerare lo sviluppo del prodotto, l’addestramento dei modelli di Physical AI e la costruzione del primo stabilimento produttivo.

Materiali, produzione e high-performance computing

Grazie alla collaborazione con Versalis, Eni intende co-sviluppare componenti avanzati per il robot, focalizzandosi in particolare sul sistema piede/scarpa di GENE.01. Versalis e la sua controllata Finproject forniranno expertise su materiali ultraleggeri, migliorando assorbimento degli impatti, aderenza e facilità di assemblaggio. Parallelamente, Eni valuterà la possibilità di ospitare le attività di assemblaggio, collaudo e smaltimento delle batterie nei propri impianti, sfruttando anche le proprie capacità di High Performance Computing per addestrare e validare i modelli di intelligenza artificiale.

Il valore di questo modello di corporate venture capital combinato a open innovation risiederà nei risultati delle sperimentazioni: diminuzione dei tempi di ispezione, miglioramento della qualità dei dati raccolti e, soprattutto, una riduzione misurabile delle ore di esposizione a rischi per il personale. Solo attraverso questi indicatori concreti potrà emergere se l’investimento di 70 milioni di euro si tradurrà in vantaggi operativi sostenibili per Eni e in una transizione di Generative Bionics dal prototipo al mercato industriale.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.