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6 Luglio 2026

Governance e innovazione: le tendenze delle assemblee aziendali italiane nel 2026

Le assemblee delle società quotate italiane nel 2026 mettono al centro la governance, con un crescente consenso sulle politiche di remunerazione e un ruolo sempre più rilevante degli investitori istituzionali

Governance e innovazione: le tendenze delle assemblee aziendali italiane nel 2026

Nel panorama aziendale italiano del 2026, la governance è diventata un elemento centrale per le società quotate. Le assemblee del Ftse Mib hanno mostrato un dialogo più solido tra imprese e azionisti, con un quorum medio del 73,17% e un crescente consenso sulle politiche di remunerazione. Questo trend riflette una maggiore attenzione alla trasparenza e alla qualità delle informazioni, oltre che alle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale.

L’evento “Stagione assembleare”, organizzato dallo studio legale Chiomenti, ha presentato un’analisi dettagliata dei dati raccolti da Georgeson. Questo evento ha anche offerto l’occasione per discutere la riforma organica del Testo Unico della Finanza (Tuf) introdotta dal decreto legislativo 47/2026 e entrata in vigore ad aprile 2026. Paolo Valensise, partner di Chiomenti e ordinario di Diritto commerciale all’università Roma Tre, ha sottolineato che la riforma del Tuf rappresenta una tappa di un percorso più ampio di modernizzazione del mercato dei capitali e della governance delle società quotate.

La riforma del Tuf e le sue implicazioni

La riforma del Tuf ha ampliato gli spazi di autonomia statutaria e di flessibilità, in particolare per le neoquotate e le PMI. Questo cambiamento consente di costruire assetti di governance più adattabili alle caratteristiche delle singole società, alla composizione del loro azionariato e alle diverse esigenze del mercato. Lorenzo Casale, head of market Italy di Georgeson, ha osservato che l’iniziativa di riforma è stata ben accolta poiché si riteneva adeguato aggiornare il quadro normativo di un mercato in continua evoluzione.

Tuttavia, l’applicazione della riforma dovrà tenere conto di un giusto bilanciamento tra efficienza del processo e titolarità dei diritti, soprattutto in riferimento alle dinamiche assembleari. Valensise ha aggiunto che a valle delle concrete esperienze applicative e dei relativi esiti sarà possibile comprenderne la maggiore o minore efficienza e l’effettivo grado di apprezzamento del mercato, valutando anche eventuali affinamenti e miglioramenti.

Delisting e capitali privati: una sfida per Piazza Affari

La tavola rotonda organizzata durante l’evento ha offerto l’occasione per fotografare il mercato azionario italiano all’interno di un confronto più ampio internazionale. Alessandra Balbo, direttrice generale Cabina di Regia Mercato Dei Capitali del ministero dell’Economia e delle Finanze, Andrea Beltratti, presidente di Revo Insurance, e Massimo Tononi, presidente di Banco Bpm, hanno discusso le sfide attuali del mercato.

Tononi ha ricordato come a Piazza Affari siano stati persi negli ultimi dieci anni, secondo i dati Assonime, 130 miliardi di valore, di cui 80 miliardi nel rapporto delisting/Ipo e 50 miliardi per il trasferimento, soprattutto in Olanda, di grandi gruppi italiani. In questo contesto, è necessario non guardare alla singola norma, ma a un sistema complessivo che si inserisca nell’ottica di una maggiore integrazione con i mercati europei, nell’ottica di un’Unione del mercato dei capitali.

“Dobbiamo iniziare a parlare europeo, dobbiamo ragionare a livello continentale e non solo a livello di governance. I mercati americani contano per il 60%, l’Europa per il 10% e l’Italia per l’1%. Se vogliamo avere una chance dobbiamo lavorare in un’ottica europea”, ha affermato Tononi.

Le strategie di acquisizione clienti per le PMI nel 2026

Nel 2026, le PMI italiane hanno a disposizione strumenti digitali sempre più potenti e accessibili. La customer acquisition è una keyword strategica per le aziende che vogliono crescere. Le imprese che investono in questo ambito registrano miglioramenti misurabili nelle performance con impatto diretto sul fatturato.

La lead generation è il processo di attrarre e convertire prospect in persone interessate ai tuoi prodotti o servizi. Non è solo tecnologia, ma un cambio culturale che coinvolge tutta l’organizzazione, dalla direzione agli operatori di front line. La centralizzazione delle informazioni elimina le discrepanze tra reparti e garantisce un’unica versione dei fatti. La chiave del successo è combinare tecnologia, processi e persone in un ecosistema orientato al cliente e ai risultati.

Le strategie di acquisizione si dividono in inbound (contenuti SEO, social media) e outbound (ads, email, cold calling). L’approccio migliore per le PMI combina entrambi con focus sull’inbound per un ROI sostenibile. La mobilità dei dati permette decisioni rapide basate su informazioni sempre aggiornate e accessibili.

La CRO (Conversion Rate Optimization) è il processo sistematico di migliorare la percentuale di visitatori che compiono l’azione desiderata. Ogni elemento della landing page influenza la decisione: titolo, immagini, CTA e form. La personalizzazione delle strategie in base al settore e al modello di business distingue le implementazioni di successo da quelle fallimentari.

Le PMI che investono nella formazione e nella qualità ottengono ritorni superiori con crescita misurata e sostenibile. La corretta implementazione richiede la collaborazione di tutto il team aziendale, dalla direzione agli operatori, per il successo del progetto. I report trasformano dati operativi in insight strategici per la direzione aziendale.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.