Il Nokia Italy Innovation Day 2026 si è svolto il 6 ottobre nel comune brianzolo di Vimercate, trasformando la sede dei laboratori in un palcoscenico per la discussione sul futuro delle telecomunicazioni europee. Con il claim “Guidare il cambiamento in tempi di incertezza”, l’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali, industriali e accademici per analizzare le sfide legate al 6G all’intelligenza artificiale e alla sovranità digitale dell’Unione.
Oltre alle tavole rotonde, i partecipanti hanno potuto accedere ai laboratori di Vimercate, dove le soluzioni di rete vengono messe alla prova in ambienti che simulano interferenze elettromagnetiche, climi estremi e condizioni operative severe. Queste prove, fondamentali per garantire la compatibilità dei prodotti su mercati globali, hanno offerto un quadro concreto su cui basare le future politiche di innovazione.
Le istituzioni delineano la rotta europea
Il dibattito è stato introdotto da Antonio Capone del Politecnico di Milano, ma è stato Enrico Letta, presidente dell’Istituto Jacques Delors e ex premier, a tracciare la linea di fondo. Letta ha sottolineato che, “un’attività continuativa per assicurare la supply chain e far evolvere l’agenda dell’innovazione” è imprescindibile in un contesto segnalato da “guerre continue”. Ha inoltre evidenziato la necessità di un’“agenda omnicomprensiva” per un piccolo Paese che vuole restare competitivo e innovativo facendo leva sull’integrazione e sulla sovranità digitale europea. Raffaele Oriani, dean della LUISS Business School, ha ribadito che l’Europa soffre di “problema di scaling”, con poche scale-up e unicorni rispetto agli USA, richiedendo mercati più integrati. Stefano Venturi di Assolombarda ha poi aggiunto che l’AI journey rappresenta la prossima frontiera per rendere le imprese più resilienti.
Le proposte di Nokia e della Commissione europea
Nel proseguimento, Bernard Pailleux, COO Network Infrastructure di Nokia, ha rimarcato che “La flessibilità ha più importanza nei periodi di crisi”. Il dirigente ha evidenziato come la difficoltà di mantenere catene di fornitura stabili e le tensioni tecnologiche tra Stati Uniti ed Europa richiedano che “l’Unione europea sia un ecosistema creativo”. Thibaut Kleiner, Director for Future Networks presso DG Connect, ha poi illustrato le priorità della Commissione: accelerare l’adozione dell’AI industriale valorizzare dati di qualità e preparare dimostratori di 6G. Ha inoltre richiesto lo sviluppo di un’offerta europea di cloud e AI basata su open source e su criteri di affidabilità, riducendo le barriere normative per creare un mercato unico delle reti.
Operatori e infrastrutture: il contributo al modello europeo
Il secondo panel, intitolato “Change the Pace: The Future Telco Playbook”, ha riunito Benedetto Levi di Iliad, Benoit Hanssen di WindTre, Max Gasparroni di Fastweb-Vodafone e Roberto Mazzilli di TIM. I leader hanno discusso strategie per integrare servizi 5G standalone e preparare le architetture necessarie al 6G. Il successivo dibattito “Build Ahead of Demand: Europe’s Connectivity and AI Infrastructure Bet” ha visto protagonisti Stefano Paggi di FiberCop, Nicola Grassi di Open Fiber, Fabio Cerone di AWS e Jorge Alvarez di Retelit. Paggi ha sottolineato che “la vera sfida oggi non è solo estendere la fibra, ma trasformarla in valore concreto per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni”. Grassi ha aggiunto che le reti non sono più solo “un abilitatore tecnologico”, ma diventano fattore di sviluppo economicoinnovazione e sovranità digitale.
Il terzo panel, “From Connectivity to Competitiveness: Proving the Impact”, ha offerto casi pratici: Giovanni Curione di Cellnex Italia, Claudio Cisilino di Fincantieri, Guido Garrone di Eolo e Antonino Ruggiero di Boldyn Networks hanno mostrato come la connettività avanzata influisca direttamente sulla produttività e sulla competitività delle imprese industriali, supportando la visione di un’Europa più digitale e resiliente.
Dentro i laboratori di Vimercate: test su condizioni estreme
Il tour dei laboratori ha permesso di osservare il laboratorio di compatibilità elettromagnetica (EMC) dove le apparecchiature vengono verificate per resistere a interferenze esterne e per non superare i limiti di emissione. Successivamente, i ricercatori hanno mostrato le camere ambientali che simulano scenari marini, desertici e artici: una stazione radio base deve, ad esempio, sopportare la salinità senza corrosione, temperature elevate con polvere o freddo estremo. Come hanno spiegato i manager di Nokia, la costruzione del prodotto è solo l’inizio; garantirne il funzionamento continuo nei contesti di destinazione è fondamentale per alimentare la supply chain globale.
Le pareti del centro di Vimercate raccontano anche la storia di Nokia, dalla cartiera finlandese del 1865 alla leadership nella produzione di telefoni cellulari negli anni ’90 e al primato nel 5G. Oggi, gli stessi spazi ospitano le ricerche sul 6G e sulle reti ottimizzate per l’intelligenza artificiale segnando il passaggio da un’impresa di carta a un pilastro delle infrastrutture digitali europee.
Con la partecipazione di istituzioni, operatori e ricercatori, il Nokia Italy Innovation Day 2026 ha fornito una visione concreta di come l’Europa possa trasformare la ricerca in competitività rafforzare la sovranità digitale e creare un ecosistema di flessibilità capace di superare le crisi future.



