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11 Giugno 2026

Intelligenza artificiale: l’Italia approva decreti attuativi per una governance nazionale

L'Italia si posiziona all'avanguardia con una normativa organica sull'intelligenza artificiale, introducendo responsabilità civile, controlli rigorosi e un approccio antropocentrico.

Intelligenza artificiale: l'Italia approva decreti attuativi per una governance nazionale

L’Italia compie un passo significativo nel campo dell’intelligenza artificialeapprovando i decreti attuativi della legge 132 del 2026. Questo provvedimento definisce una disciplina nazionale per l’applicazione delle nuove norme e una governance pubblica dell’ecosistema digitale.

Il modello scelto pone al centro il coordinamento tra l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza e l’Agenzia per l’Italia digitalecon l’obiettivo di garantire sicurezza, regole operative e raccordo istituzionale. Il provvedimento passerà ora all’esame delle commissioni parlamentari, della Conferenza delle Regioni e delle Authority competenti.

Una governance solida per l’IA

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovanoha sottolineato che “l’Italia è la prima nazione che si dota di una normativa nazionale organica in materia”. Tra le novità introdotte, spicca la responsabilità civile per i danni derivanti dall’uso dell’intelligenza artificialeun tassello fondamentale per imprese, pubbliche amministrazioni e fornitori di tecnologie.

Il sottosegretario con delega all’Innovazione, Alessio Buttiha rivendicato la scelta di una regia istituzionale forte. “Questi due decreti segnano un salto di qualità della politica del governo che ha deciso un anno e mezzo fa di disciplinare l’Intelligenza artificiale e non lasciare l’innovazione al caso”, ha dichiarato Butti. La governance, ha spiegato, è “un’architettura istituzionale solida con incarichi importanti ad Acn e Agid in capo alla Presidenza del Consiglio, due agenzie tecnologiche molto sofisticate, e all’altezza della situazione”.

Il ruolo delle autorità competenti

Sotto la regia dell’Agenzia per l’Italia digitale saranno coinvolte anche Banca d’ItaliaConsobIvass e Garante Privacycon funzioni di controllo, poteri ispettivi e cooperazione istituzionale. L’obiettivo è costruire un modello nazionale capace di coniugare tutela dei diritti, sovranità tecnologica e sicurezza pubblica.

L’IA nella sicurezza e nella giustizia

Uno dei capitoli più sensibili riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale nella sicurezza. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosiha chiarito che “non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa o di ‘Grande fratello’ generalizzato ed è vietato l’utilizzo di grandi banche dati biometriche”.

Il decreto prevede però casi circoscritti di utilizzo ex ante, prima della commissione di reati, in presenza di pericoli legati al terrorismo o per la ricerca di persone scomparse. In queste situazioni, serviranno una “richiesta del questore e autorizzazione dell’autorità giudiziaria”. È previsto anche un uso ex post rispetto ai reati, ma con garanzie procedurali.

Sul fronte giustizia, il ministro Carlo Nordio ha precisato che “tutte le attività di rilievo biometrico possono avvenire solo con il controllo della magistratura e su richiesta del pubblico ministero al gip. Solo in caso di urgenza possono essere adottate dal pm, con successiva convalida da parte del gip”. Nordio ha inoltre annunciato l’introduzione “di una nuova fattispecie di reato, ossia la punizione di chi progetta, realizza o omette le necessarie misure di sicurezza dei sistemi di IA quando da tale condotta derivi un concreto pericolo per la sicurezza delle persone o dello Stato”.

L’impatto dell’IA sul lavoro e sull’istruzione

Il pacchetto di decreti interviene anche sul lavoro, introducendo un divieto di utilizzo dei sistemi automatizzati per decisioni che incidono direttamente sul rapporto professionale. La ministra Marina Calderone ha citato, tra gli ambiti vietati, “l’assunzione, la modifica delle condizioni contrattuali, il licenziamento, le sanzioni disciplinari”.

Il ministero del Lavoro sarà coinvolto nel coordinamento dell’aggiornamento professionale e della formazione legati alla transizione digitale. Quando l’intelligenza artificiale modifica l’organizzazione o le modalità operative, il tema dovrà entrare anche nella valutazione dei rischi per salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La dimensione formativa è un altro pilastro del provvedimento. Per il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara“l’IA entra nel curriculum formativo in modo esplicito nei licei, con la rivoluzione della matematica e una forte modifica dei percorsi formativi”. Il ministero ha stanziato complessivamente 300 milioni di euro per la formazione dei docenti e per promuovere l’intelligenza artificiale nella didattica.

Per il sistema digitale italiano si apre ora la fase più complessa: trasformare la cornice normativa in regole operative, controlli efficaci e competenze diffuse, evitando che la disciplina resti sulla carta.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.