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23 Agosto 2026

La strategia di Donald Trump per 1.000 lanci spaziali annuali

Gli Stati Uniti mirano a rivoluzionare il trasporto spaziale con l'obiettivo di raggiungere 1.000 lanci annuali entro il 2030. Scopri come questa ambiziosa iniziativa potrebbe cambiare il futuro dello spazio.

La strategia di Donald Trump per 1.000 lanci spaziali annuali

Gli Stati Uniti stanno pianificando una trasformazione senza precedenti nel settore del trasporto spaziale. Il presidente Donald Trump ha firmato il National Security Presidential Memorandum 17 (NSPM-17), che stabilisce l’obiettivo di raggiungere una capacità di 1.000 lanci e rientri spaziali annuali entro il 2030. Questa nuova strategia sostituisce la Presidential Policy Directive 26 del 2013 e mira a rafforzare la leadership americana nello spazio, ampliare la capacità di lancio e rientro, e costruire un ecosistema industriale capace di sostenere missioni commerciali, scientifiche e militari su una scala senza precedenti.

La nuova politica nazionale per il trasporto spaziale rappresenta un passo fondamentale per gli Stati Uniti. Non si tratta solo di aumentare il numero di razzi lanciati, ma di trasformare il trasporto spaziale in una vera e propria infrastruttura strategica nazionale, paragonabile per importanza alle reti aeree, marittime e logistiche terrestri.

Nuove infrastrutture e partenariati pubblico-privati

Uno degli elementi fondamentali della strategia riguarda l’espansione delle infrastrutture. Le agenzie federali sono invitate a individuare opportunità per migliorare i siti di lancio e rientro e a incoraggiare investimenti commerciali e partenariati pubblico-privati nelle strutture situate su proprietà federali. La NASA e il Dipartimento della Guerra dovranno coordinare gli investimenti nelle strutture federali per aumentarne capacità, flessibilità, resilienza ed economie di scala.

Entro 180 giorni il Segretario dei Trasporti, insieme al Dipartimento della Guerra e alla NASA, dovrà individuare possibili località per nuove strutture o per il potenziamento mirato di quelle esistenti. Parallelamente, dovrà essere elaborato un piano per integrare lanci e rientri nella modernizzazione del sistema di gestione dello spazio aereo americano.

Corridoi aerei prioritari per i razzi

Il memorandum introduce il concetto di spazio aereo prioritario per i corridoi critici di lancio spaziale. Questo passaggio è cruciale perché ogni lancio o rientro può comportare restrizioni temporanee allo spazio aereo utilizzato dall’aviazione commerciale. Con una frequenza molto più elevata, l’attuale sistema potrebbe diventare un collo di bottiglia. L’amministrazione vuole quindi integrare strutturalmente le operazioni spaziali nel futuro sistema americano di controllo del traffico aereo.

Capacità di lancio pronta entro 48 ore

Forse uno degli aspetti più interessanti dal punto di vista della sicurezza nazionale è il concetto di responsive space cioè la capacità di effettuare operazioni spaziali con tempi estremamente ridotti. Il Dipartimento della Guerra dovrà valutare gli ostacoli normativi, tecnologici e operativi alla capacità di rispondere alle necessità prioritarie di lancio entro appena 48 ore dalla richiesta.

La rilevanza militare è evidente. In uno scenario di crisi o conflitto, satelliti di comunicazione, ricognizione, navigazione o allerta potrebbero essere danneggiati o distrutti. La possibilità di mettere rapidamente in orbita sistemi sostitutivi renderebbe l’architettura spaziale statunitense molto più resiliente.

Una strategia industriale nazionale dello spazio

L’NSPM-17 non si limita alle infrastrutture. Entro 180 giorni dovrà essere sviluppata una vera Space Transportation Industrial Base Strategy. L’obiettivo è mantenere un’industria americana del trasporto spaziale dinamica, competitiva e resiliente, capace di soddisfare contemporaneamente domanda governativa e privata.

Un elemento essenziale sarà la forza lavoro. La strategia dovrà sostenere programmi di formazione e mantenimento del personale, percorsi professionali per chi lascia il servizio militare, scambi tra industria e governo e altri strumenti destinati a garantire agli Stati Uniti una forza lavoro specializzata di livello mondiale.

Il governo dovrà favorire i servizi spaziali commerciali. NASA e Dipartimento della Guerra vengono incaricati di sostenere la base industriale americana, stabilizzare le catene di approvvigionamento e favorire l’utilizzo di servizi commerciali di trasporto spaziale per soddisfare le necessità governative.

Il memorandum contiene inoltre una forte componente industriale nazionale. Come regola generale, i carichi utili del governo statunitense dovranno essere lanciati o trasportati nello spazio attraverso veicoli fabbricati negli Stati Uniti.

Esportare standard spaziali americani

La competizione non sarà soltanto interna. Entro 120 giorni e successivamente ogni due anni, i Dipartimenti di Stato e del Commercio dovranno aggiornare politiche e programmi destinati a promuovere all’estero capacità e standard americani nel trasporto spaziale.

Il documento cita esplicitamente vendite internazionali, investimenti congiunti, co-sviluppo, accesso ai mercati, allineamento normativo e protezione della proprietà intellettuale. Prevede inoltre una revisione dei controlli sulle esportazioni per sfruttare opportunità commerciali con alleati e partner.

Dalla Terra alla Luna: una nuova rete logistica commerciale

Il memorandum guarda molto oltre l’orbita terrestre. Alla NASA viene affidato il compito di sviluppare un’architettura logistica lunare capace di facilitare il trasporto commerciale verso e dalla superficie della Luna.

La formulazione è importante perché suggerisce una visione nella quale la Luna non rappresenta semplicemente una destinazione per singole missioni scientifiche. L’obiettivo è iniziare a pensare a una rete logistica ripetibile: trasporto di equipaggi, merci, strumenti, infrastrutture e altri carichi tra Terra, orbita e superficie lunare.

In questa prospettiva, razzi e veicoli spaziali diventerebbero progressivamente equivalenti ai mezzi di una catena logistica extraterrestre.

La strategia compie un ulteriore salto. La NASA dovrà esplorare l’accesso robotico commerciale alla superficie di Marte e studiare architetture commerciali capaci, in futuro, di portare esseri umani sulla superficie marziana e riportarli sulla Terra.

Space Force, Pentagono e spazio commerciale sempre più integrati

La dimensione militare attraversa gran parte della nuova politica. Il Dipartimento della Guerra dovrà perseguire servizi commerciali per missioni attuali e future, comprese logistica spaziale e manutenzione in orbita. Dovrà inoltre considerare i servizi di trasporto nello spazio nella progettazione delle future architetture militari.

Il memorandum cita persino la necessità di massimizzare infrastrutture compatibili con differenti modalità di trasporto, compresi gli aerei spaziali.

Ne emerge una concezione molto ampia del trasporto spaziale: non semplicemente razzi che partono dalla Terra, ma un sistema comprendente lancio, rientro, trasferimento orbitale, manutenzione, logistica, recupero e potenzialmente piattaforme riutilizzabili di nuova generazione.

Sicurezza economica e sicurezza nazionale diventano inseparabili. Una flotta commerciale numerosa significa prezzi più bassi e maggiore capacità industriale. Ma significa anche che, in caso di emergenza, il governo dispone di una base produttiva e logistica molto più ampia dalla quale acquistare servizi.

Allo stesso modo, nuovi spazioporti possono servire operatori commerciali in condizioni normali e diventare risorse strategiche durante una crisi.

È il motivo per cui l’NSPM-17 punta contemporaneamente su concorrenza, capacità produttiva, infrastrutture, sicurezza, forza lavoro e resilienza.

Il governo vuole inoltre evitare una dipendenza eccessiva da una singola piattaforma. NASA e Dipartimento della Guerra sono incaricati, per quanto possibile, di garantire molteplici modalità affidabili per dispiegare i carichi governativi nei principali regimi orbitali.

Raggiungere questa capacità significherebbe arrivare mediamente a quasi tre operazioni al giorno. Una simile frequenza avrebbe conseguenze che andrebbero ben oltre il settore dei lanci.

Richiederebbe una catena industriale capace di produrre motori, strutture, componenti elettronici e veicoli con ritmi molto più elevati; una rete di spazioporti più efficiente; procedure di autorizzazione rapide; sistemi di gestione del traffico aereo integrati e una forza lavoro significativamente più grande.

Soprattutto, potrebbe ridurre il costo marginale dell’accesso allo spazio attraverso economie di scala e maggiore concorrenza.

È su questo meccanismo che si basa buona parte della visione economica della Casa Bianca: più voli generano maggiore domanda, la maggiore domanda sostiene nuovi investimenti e gli investimenti aumentano capacità e concorrenza, contribuendo potenzialmente a ridurre ulteriormente i costi.

La posta in gioco finale è quindi molto più grande. Se la strategia riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi, gli Stati Uniti potrebbero non solo consolidare la loro leadership nello spazio, ma anche aprire nuove opportunità economiche e tecnologiche per il futuro.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.