Salta al contenuto
28 Luglio 2026

Nuove regole UE sui contenuti generati dall’intelligenza artificiale

Dal 2 agosto 2026, l'Europa introduce nuove regole per la trasparenza dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale, inclusi deepfake e altri media sintetici.

Nuove regole UE sui contenuti generati dall'intelligenza artificiale

L’avvento dell’intelligenza artificiale ha rivoluzionato il modo in cui creiamo e consumiamo contenuti. Da immagini realistiche a video e audio convincenti, la tecnologia ha reso difficile distinguere il vero dal falso. Un esempio lampante è il deepfake di Papa Francesco con un piumino bianco da trapper, che ha scatenato polemiche in tutto il mondo. Ma non è l’unico caso: anche foto hard di parlamentari italiane, inclusa la premier Giorgia Meloni, si sono rivelate false.

Per contrastare questa minaccia, l’Unione Europea ha introdotto nuove normative. Dal 2 agosto 2026, sarà obbligatorio dichiarare se i contenuti sono stati generati dall’AI, un passo fondamentale per garantire trasparenza e fiducia nel digitale.

L’importanza della trasparenza nell’era dei deepfake

L’Articolo 50 dell’AI Act in vigore dal 2 agosto 2026, mira a tutelare l’integrità dell’informazione. Questa norma si applica a immagini, video, audio e testi, imponendo ai fornitori e agli utilizzatori di sistemi di IA di garantire la totale trasparenza sulle interazioni automatizzate e sui contenuti sintetici.

I Provider ovvero le aziende che sviluppano sistemi di IA, devono:

  • Informare gli utenti quando interagiscono con sistemi automatizzati.
  • Segnalare chiaramente i contenuti generati o manipolati dall’intelligenza artificiale.

Gli Deployer ovvero le organizzazioni che utilizzano sistemi di IA per scopi professionali, devono informare le persone quando queste sono esposte a:

  • Contenuti generati o manipolati dall’intelligenza artificiale.
  • Strumenti di riconoscimento delle emozioni e di categorizzazione biometrica.

Le icone per segnalare i contenuti generati dall’AI

L’applicazione delle icone per segnalare i contenuti generati o manipolati dall’intelligenza artificiale varia in base al grado di intervento dell’algoritmo:

  • Icona verde contenuti generati dall’AI ma con intervento umano significativo.
  • Icona gialla contenuti generati dall’AI con intervento umano limitato.
  • Icona rossa contenuti generati dall’AI senza intervento umano.

Questi obblighi riguardano gli utilizzatori professionali, restano esclusi gli usi personali, la ricerca scientifica, le indagini delle forze dell’ordine e le attività di standard editing. I deepfake a scopo puramente creativo o satirico beneficiano poi di un regime di etichettatura alleggerito per preservare la fruizione dell’opera.

Sanzioni e periodi di transizione

Sono previste sanzioni salate in caso di non adempimento:

  • Fino al 2% del fatturato globale annuo per le violazioni gravi.
  • Fino allo 0,5% del fatturato globale annuo per le violazioni minori.

L’obbligo di marcatura si applica dal 2 agosto 2026 per i nuovi sistemi. I sistemi generativi immessi sul mercato prima del 2 agosto 2026 beneficiano di un periodo di tolleranza fino a dicembre 2026. I deepfake generati prima del 2 agosto non sono assoggetati a marcatura retroattiva.

Questa norma richiede un investimento significativo per l’implementazione di watermark interoperabili e resistenti alle manomissioni. Sul fronte della governance interna, è necessario definire nuovi processi di human in the loop, dove le redazioni e gli uffici di comunicazione devono validare ogni output algoritmico.

Il ritorno di questo investimento è sicuramente reputazionale: la trasparenza consolida il valore del brand ed i consumatori premiano i marchi che dichiarano l’uso etico della tecnologia. Allo stesso tempo, crea una barriera all’ingresso di player non europei, costretti ad adeguarsi.

Confronti internazionali

L’Europa non è la prima ad inserire regole sui deepfake. In Cina, dal 2026, è obbligatorio inserire un watermark per i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, con un sistema a doppio livello: un’etichettatura visibile e un tracciamento tecnico invisibile integrato nei metadati.

Negli Stati Uniti, invece, non esiste una legge federale unica e obbligatoria per il watermarking dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale. La regolamentazione coercitiva si trova a livello statale, con la California nel ruolo di pioniere normativo. Con il California AI Transparency Act (SB 942), da agosto 2026, i fornitori di sistemi generativi dovranno inserire watermark invisibili e visibili, e le grandi piattaforme online dovranno mostrare etichette visibili agli utenti.

Con l’entrata in vigore delle nuove normative, l’Europa si pone all’avanguardia nella lotta contro la disinformazione e i deepfake.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.