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5 Novembre 2026

Nuovo patto tra Federmanager e MIMIT per sostenere le piccole imprese

Un nuovo accordo pubblico‑privato e gli investimenti tecnologici delle PMI del Nord‑Est delineano la strada verso un’Italia più competitiva.

Nuovo patto tra Federmanager e MIMIT per sostenere le piccole imprese

L’Italia intende rafforzare la capacità di attrarre capitali, superare gli ostacoli burocratici e valorizzare le competenza manageriali come volano per lo sviluppo industriale. In questo contesto, Federmanager ha siglato, insieme all’Unità di Missione Attrazione e Sblocco degli Investimenti (Umasi) del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, un protocollo d’intesa della durata di due anni.

Il patto mira a creare un ponte operativo tra le istituzioni e il tessuto produttivo, facilitando la realizzazione di progetti di investimento nazionali e stranieri. La strategia prevede una maggiore diffusione delle politiche di semplificazione amministrativa e l’accelerazione dei tempi di autorizzazione, con l’obiettivo di trasformare le semplici dichiarazioni di investimento in risultati concreti.

Accordo tra Federmanager e Umasi: obiettivi e meccanismi

Il documento prevede una serie di azioni coordinate: diffusione di informazioni su fondi e opportunità, condivisione di dati riservati nel rispetto della normativa sulla privacy, e organizzazione di eventi congiunti – seminari, tavoli tecnici e workshop – dedicati alle politiche di investimento. Inoltre, le parti collaboreranno per accompagnare le imprese straniere già presenti sul territorio, facilitandone l’espansione e l’integrazione nel mercato locale.

Il ruolo delle competenze manageriali

Federmanager offrirà alle aziende una cadenza di professionisti del management industriale selezionati per competenze tecniche specifiche. Attraverso attività di formazione, tutoring e affiancamento, questi esperti aiuteranno le imprese a orientarsi tra gli strumenti disponibili, a individuare soluzioni per gli ostacoli burocratici e a strutturare piani di sviluppo sostenibili. La Federmanager Academy valuterà, inoltre, la creazione di nuovi percorsi formativi dedicati alla pianificazione e al monitoraggio di strategie d’investimento.

Le PMI del Triveneto: investimenti tecnologici e necessità di talenti

Un’indagine condotta su 444 aziende del Nord-Est – 418 in Veneto, 89 in Friuli-Venezia Giulia e 93 in Trentino-Alto Adige – rivela che il 70 % delle imprese ha già sostenuto investimenti in tecnologia negli ultimi cinque anni. Tuttavia, una su quattro segnala una carenza di competenze come principale ostacolo, indicando un’emergenza formativa soprattutto nel campo dell’intelligenza artificiale.

Priorità di spesa e livelli di adozione

Tra le tecnologie adottate, i software gestionali risultano i più richiesti (56,4 %), seguiti da macchinari interconnessi (49,8 %) e programmi di formazione (46,2 %). Altri ambiti in crescita includono l’efficienza energetica (36 %), l’automazione (34,8 %) e la cybersecurity (30,7 %). Al contrario, l’intelligenza artificiale è ancora in fase sperimentale, con solo il 10,7 % delle imprese che ne riconosce un impatto significativo.

Questi dati evidenziano che, se da un lato le PMI stanno investendo in strumenti avanzati, dall’altro la mancanza di capitale umano qualificato rischia di rendere inefficaci le innovazioni. L’accordo Federmanager-Umasi, fornendo supporto manageriale e semplificando le procedure, offre al tessuto imprenditoriale un’opportunità concreta per colmare il divario tra tecnologia e competenza.

La sinergia tra la politica di semplificazione amministrativa e le esigenze operative delle PMI del Triveneto rappresenta un modello replicabile a livello nazionale. Solo con procedure certe, tempistiche prevedibili e professionisti manageriali al fianco delle imprese, gli investimenti potranno tradursi in crescita occupazionale, sviluppo industriale e competitività globale.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.