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16 Maggio 2026

Obbligo di targa per i monopattini: regole, costi e criticità pratiche

Una guida chiara alle nuove disposizioni per i monopattini elettrici: contrassegno dal 16 maggio 2026, assicurazione dal 16 luglio 2026, criticità amministrative e consigli pratici

Obbligo di targa per i monopattini: regole, costi e criticità pratiche

L’entrata in vigore delle modifiche al codice della strada segna un punto di svolta per la micromobilità urbana: per i monopattini elettrici si aprono obblighi che incidono su comportamenti, costi e responsabilità. Dal 16 maggio 2026 è previsto l’obbligo di esporre un contrassegno identificativo, mentre dal 16 luglio 2026 scatterà l’obbligo di sottoscrivere una assicurazione RC. Chi non si adegua si espone a una sanzione amministrativa compresa tra 100 e 400 euro, con possibili misure aggiuntive per i mezzi più potenti.

Questo nuovo quadro normativo, maturato con interventi normativi come la Legge 160/2019 e la sua modifica con la Legge 177/2026, ha generato immediatamente tensioni operative: associazioni di consumatori, operatori e cittadini hanno segnalato ritardi nella gestione delle pratiche e chiesto proroghe sull’entrata in vigore. In molti casi la discrepanza tra i tempi tecnici di rilascio e le scadenze imposte dalla norma crea rischi concreti di multa per utenti che hanno comunque avviato le procedure nei termini.

Cosa prevedono le nuove regole

Il pacchetto di adempimenti per i monopattini elettrici comprende più livelli: l’obbligo di casco omologato, già in vigore dal 14 dicembre 2026; il contrassegno adesivo identificativo richiesto dal 16 maggio 2026 e la copertura assicurativa RC obbligatoria dal 16 luglio 2026. Per i mezzi con potenza superiore a 1 kW è prevista anche la possibilità di confisca in caso di mancata esposizione del contrassegno. La normativa stabilisce che il codice del contrassegno debba essere riportato sulla polizza per garantirne la validità, come previsto dal Codice delle Assicurazioni (D.Lgs. 209/2005) e dalle norme del Codice Civile.

Tempi, costi e riferimenti normativi

La richiesta del contrassegno si effettua tramite il Portale dell’Automobilista con autenticazione tramite SPID o CIE, pagamento di tasse e diritti (il costo indicativo per produzione, diritti e bollo si aggira intorno a 35 euro) e ritiro fisico presso la Motorizzazione della provincia. Per chi preferisce delegare, le agenzie pratiche auto offrono il servizio con costi aggiuntivi medi attorno agli 80 euro. L’adesivo deve essere installato in posizione ben visibile e permanente, idealmente sul parafango posteriore o, se assente, sul piantone dello sterzo, in orientamento verticale e leggibile.

Criticità operative e richiesta di proroga

Fin dalle prime settimane di attuazione sono emerse difficoltà organizzative: gli sportelli della Motorizzazione in molte città hanno mostrato ritardi nella pianificazione degli appuntamenti per il ritiro del contrassegno, con calendari che, in diversi casi, posizionano il ritiro oltre il termine del 16 maggio 2026. Associazioni come Consumerismo No Profit hanno formalmente chiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una proroga, sottolineando lo squilibrio tra il dettato normativo e la capacità operativa degli uffici pubblici.

Impatto sulle amministrazioni e sugli utenti

Il problema non è solo individuale ma anche collettivo: ritardi nelle pratiche espongono a rischio sanzioni migliaia di utenti diligenti, penalizzando la mobilità sostenibile e creando potenziali ripercussioni per i servizi di sharing che potrebbero subire una paralisi temporanea nelle grandi città. Nonostante il confronto in corso, al momento l’obbligo del contrassegno rimane fissato a partire dal 16 maggio 2026, mantenendo alta l’attenzione sulle possibili decisioni ministeriali correttive.

Rischi pratici e consigli per non incorrere in multe

Le sanzioni previste per la circolazione senza contrassegno vanno da 100 a 400 euro e sono analoghe per la mancata assicurazione RC a partire dal 16 luglio 2026. Per mezzi oltre 1 kW è prevista anche la confisca. Per ridurre il rischio, è consigliabile avviare subito la procedura sul Portale dell’Automobilista, conservare le ricevute di pagamento e prenotare il ritiro con anticipo: evitare l’ultimo minuto diminuisce la probabilità di appuntamenti oltre la scadenza. Dove necessario, valutare l’affidamento a un’agenzia per accelerare il processo ma considerare il costo aggiuntivo.

Infine, è opportuno monitorare eventuali comunicazioni del Ministero sulle proroghe o chiarimenti operativi e ricordare che in questo periodo si sovrappongono altri adempimenti amministrativi come l’accesso al modello 730/2026, rendendo l’organizzazione dei tempi un fattore cruciale per chi deve gestire più scadenze contemporanee. Nell’incertezza, la prudenza e la documentazione delle attività svolte possono fare la differenza in caso di contestazioni.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.