Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha raggiunto un traguardo significativo, e per i territori montani è tempo di fare i primi bilanci. Tra scuole, infrastrutture, servizi pubblici e transizione ecologica, emerge con forza la questione della connettività digitale e del digital divide.
Uncem, l’Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani, ha pubblicato un’analisi dettagliata il primo settembre, evidenziando come tra gli interventi destinati ai territori figurino 6,3 miliardi di euro per le reti ultraveloci (banda larga e 5G). Questi fondi sono pensati per estendere la copertura anche nelle zone più remote, arrivando a tutte le scuole e alle case sparse.
La sfida della connettività nelle aree interne
Le infrastrutture digitali sono parte integrante di una strategia più ampia per permettere anche ai territori montani di partecipare alla trasformazione digitale. La disponibilità di reti ad alta capacità è direttamente collegata all’accesso ai servizi e alle opportunità economiche e sociali delle aree interne.
Nel novembre 2021, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva sottolineato l’importanza di ridurre i divari tra realtà urbane e zone rurali, evidenziando la necessità di diffondere le reti ultra-veloci sia nelle aree interne che nei centri urbani. Questo obiettivo è stato inserito nel quadro degli investimenti necessari per la mobilità sostenibile, lo sviluppo digitale e la transizione energetica.
Il nodo del 5G e le difficoltà dei piccoli Comuni
Dai Comuni montani arrivano segnali significativi. Secondo il questionario Uncem, i piccoli enti devono fare i conti con ritardi digitali marcati come il nodo del 5G che rischiano di ampliare i divari territoriali invece di ridurli. Le difficoltà includono carenza di personale tecnico, complessità amministrativa, problemi di cassa e capacità limitata di gestire procedure e investimenti.
L’indagine rileva che il Pnrr ha prodotto forti differenze territoriali nella capacità degli enti di intercettare e utilizzare le risorse, soprattutto nelle realtà montane e nelle aree interne. Questo ha reso evidente la necessità di un approccio più mirato per garantire una distribuzione equa delle risorse.
Digitalizzazione della PA: un investimento strategico
La componente digitale del Piano non si limita alle infrastrutture di rete. La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione è stata uno dei principali ambiti di investimento nei Comuni, attraverso interventi come la migrazione al cloud, il rifacimento dei siti istituzionali e l’attivazione di nuovi servizi online. In alcuni casi, questi progetti hanno rappresentato gli unici finanziamenti Pnrr ottenuti dall’ente.
Uncem include la digitalizzazione, insieme a edilizia scolastica, servizi per l’infanzia e sicurezza del territorio, tra i settori sui quali si è concentrata maggiormente l’attuazione del Piano a livello locale. Questi investimenti sono fondamentali per modernizzare i servizi pubblici e migliorare la qualità della vita nei territori montani.
Il dossier non fornisce un consuntivo specifico sull’avanzamento dei piani per banda ultralarga e 5G, né quantifica quanta parte dei 6,3 miliardi sia stata effettivamente tradotta in nuove coperture nei territori montani. Tuttavia, offre una fotografia qualitativa dell’esperienza dei Comuni, mostrando come la disponibilità di connettività avanzata continui a essere percepita come una condizione essenziale per ridurre lo svantaggio delle aree interne.
È su questo terreno che si giocherà anche la valutazione dell’eredità del Pnrr: capire quanto gli investimenti destinati alle infrastrutture digitali siano riusciti concretamente a restringere la distanza tra i grandi centri e i territori più difficili da servire.



