Negli ultimi anni la crescita dei datacenter AI ha sollevato non solo il tema del consumo energetico complessivo, ma anche quello, spesso meno visibile, della qualità della fornitura elettrica. A Bologna, il 19 maggio 2026il Consorzio Esperienza Energia Scrl ha messo in luce come la stabilità della rete e la resistenza alle perturbazioni siano elementi decisivi per garantire continuità operativa alle infrastrutture di calcolo intensive.
Durante il confronto è stato ribadito che non basta produrre energia: occorre assicurarne la qualità in tempi brevissimi per evitare interruzioni o degrado delle prestazioni. Fabio Zambelli ha partecipato alla discussione evidenziando le implicazioni pratiche per le imprese e la complessità dell’integrazione tra rete pubblica e sistemi interni dei datacenter.
Il confronto del Consorzio Esperienza Energia a Bologna il 19 maggio 2026
Il meeting organizzato dal Consorzio Esperienza Energia Scrl a Bologna il 19 maggio 2026 ha affrontato temi concreti: l’evoluzione dei consumi dovuta ai carichi AI, la resilienza delle reti e il ruolo delle tecnologie di mitigazione. È emersa con chiarezza la necessità di strategie tecniche e organizzative per gestire sia le perturbazioni interne ai datacenter sia quelle provenienti dalla rete elettrica nazionale. Tra i punti discussi sono stati messi in evidenza i profili di carico tipici del deep learningcapaci di passare da zero al 100% di carico in pochi millisecondi, e le ricadute operative per le imprese che adottano infrastrutture di calcolo ad alta densità.
Caratteristiche dei carichi AI e impatto sulla rete
I carichi tipici dei sistemi AI generano step loads e spike istantanei che producono armoniche, distorsioni della forma d’onda e cadute di tensione locali. In questo contesto i rack moderni possono assorbire potenze molto elevate: si passa da valori storici di circa 5-10 kW per rack a livelli attuali di 40-100 kW. Questi numeri spiegano perché la risposta temporale delle contromisure sia cruciale: le fluttuazioni in millisecondi richiedono soluzioni diverse rispetto a quelle pensate per eventi di durata maggiore.
Soluzioni tecniche per il Power Quality nei datacenter AI
Per mitigare gli effetti degli spike e delle perturbazioni esterne, i datacenter impiegano una combinazione di dispositivi e architetture ridondanti. A livello interno si usano Filtri Attivi delle Armoniche (AHF) per correggere la forma d’onda e sistemi di accumulo locali montati a rack per assorbire picchi immediati. Questi accumulatori spesso combinano supercondensatori e batterie al litio a scarica rapida per fornire energia istantanea e mantenere la stabilità elettrica locale prima che la richiesta si propaghi verso la rete centrale.
Supercondensatori, DRUPS e batterie per risposte temporali diverse
Il confronto tecnico tra le tecnologie mostra un comportamento complementare in funzione della durata dell’evento: i gruppi di supercondensatori sono efficaci per micro-eventi di pochi millisecondi, grazie a un avviamento praticamente immediato e alla capacità di erogare grandi picchi istantanei. Per finestre temporali da 1 a 5 millisecondi entrano in gioco i DRUPS (UPS dinamici rotanti) e i banchi di batterie agli ioni di litio/LFP, che offrono una copertura rapida e robusta. Per blackout prolungati si utilizzano sistemi rotanti abbinati a generatori diesel o alternative, con tempi di sincronizzazione che possono includere procedure di avviamento e preriscaldamento degli apparati.
Combustibili alternativi e conservazione: il ruolo dell’HVO
Un aspetto pratico e spesso trascurato riguarda il carburante di riserva per i gruppi di continuità. Il Consorzio ha evidenziato la diffusione di soluzioni non tradizionali come l’HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), apprezzata per la stabilità chimica: l’HVO può restare conservato per anni senza degradare significativamente, riducendo rischi di intasamento dei filtri e malfunzionamenti al primo avvio dei motori. Questa scelta è coerente con le esigenze di durabilità richieste dai datacenter e con le norme ambientali applicate nel contesto europeo.
Oltre agli accorgimenti hardware, è fondamentale l’approccio sistemico: ridondanza delle linee di alimentazione, doppie PSU per server e strategie di bilanciamento del carico elettrico sono pratiche consolidate per eliminare punti singoli di guasto e garantire commutazioni istantanee. Questo mix di strumenti elettrici, meccanici e logistici definisce oggi il perimetro operativo della resilienza dei datacenter AI.
Il filo che lega tutte queste soluzioni è la gestione della variabile temporale: dalle reazioni in millisecondi dei supercondensatori fino alle procedure di avviamento dei generatori. Per le imprese e per i provider infrastrutturali, la capacità di orchestrare queste tecnologie è ciò che determina la continuità del servizio e la sostenibilità operativa a lungo termine.
