Neva SGR, il veicolo di venture capital controllato al 100% da Intesa Sanpaolo Innovation Center ha completato la prima uscita dai fondi Neva II e Neva II Italia con la cessione della startup statunitense Phosphorus a Dragos. I due fondi erano stati lanciati alla fine del 2026 e, grazie all’operazione, possono procedere alla prima distribuzione di capitale ai sottoscrittori dopo poco più di un anno e mezzo di attività.
Dettagli sugli indicatori di performance dei fondi dopo l’exit
Nel comunicato di Neva SGR si sottolinea che il fondo Neva II focalizzato su investimenti globali, ha raggiunto un DPI (Distributions to Paid-In Capital) del 11%. Lo stesso veicolo stima un TVPI (Total Value to Paid-In Capital) pari a 1,06x che combina le distribuzioni effettuate con il valore residuo del portafoglio. Per il fondo dedicato agli investitori istituzionali italiani, Neva II Italia il DPI è del 7% mentre il TVPI dichiarato è di 1x.
Dati commentati dalla governance della SGR
L’amministratore delegato e direttore generale di Neva SGR, Mario Costantini ha definito questi risultati “ai massimi livelli internazionali rispetto ai benchmark di fondi con maturità simili“, indicando come gli indicatori rappresentino un avvio favorevole del ciclo di investimento nonostante la giovane età dei veicoli.
Significato dell’exit e limiti delle informazioni disponibili
La vendita di Phosphorus a Dragos consente ai fondi di monetizzare parte del portafoglio e di distribuire liquidità agli investitori, ma nel comunicato non è stato indicato il valore economico della transazione né il multiplo specifico ottenuto sulla singola partecipazione.
Nel contesto del venture capital i primi anni di vita di un fondo sono normalmente caratterizzati da una fase intensa di investimento, costi di gestione e uscite ancora limitate; per questo motivo un TVPI superiore a 1 dopo circa diciotto mesi può essere interpretato come un segnale positivo ma ancora preliminare rispetto alle metriche finali che vengono solitamente valutate su orizzonti di 8-10 anni.
Posizionamento strategico di Neva SGR e composizione dei fondi
Neva SGR si configura come il principale braccio di venture capital del gruppo Intesa Sanpaolo, con una strategia che combina la ricerca di ritorni finanziari e il sostegno a traiettorie tecnologiche ritenute critiche per l’economia reale. I fondi Neva II e Neva II Italia mostrano questa doppia anima: sul fronte internazionale si trovano partecipazioni in società statunitensi inserite in ecosistemi maturi, mentre sul fronte nazionale ed europeo figurano startup in fase di sviluppo sostenute con logiche di costruzione dell’ecosistema dell’innovazione.
La strategia di investimento esplicita un interesse verso settori come la cybersecurity l’intelligenza artificiale, le energie alternative, le biotecnologie e l’aerospazio. In particolare, l’operazione su Phosphorus specializzata nella sicurezza dell’Extended Internet of Things (xIoT) e la sua acquisizione da parte di Dragos — a sua volta recentemente acquisita da Accenture — evidenziano come le partecipazioni internazionali possano generare exit rapide in ecosistemi consolidati.
Il modello operativo di Neva mira a coniugare la presenza nei principali hub globali dell’innovazione con il sostegno a startup italiane, contribuendo a colmare la storica carenza di capitali per le fasi di crescita delle imprese nazionali.
Impatto sul mercato e valore simbolico
L’exit arriva in un momento in cui il mercato del venture capital mondiale sta gradualmente riaprendo il canale delle operazioni straordinarie dopo anni di rallentamento. Per Neva SGR, oltre al valore economico diretto, il risultato ha un significato simbolico: dimostra che i nuovi fondi possono generare liquidità per gli investitori in tempi relativamente rapidi e rafforza la credibilità della strategia perseguita dal gruppo.
Tuttavia, fino a quando non saranno resi noti dettagli sulla valutazione dell’operazione, gli investitori dovranno basarsi sui parametri aggregati comunicati dalla SGR, che descrivono un avvio promettente ma ancora lontano dal giudizio finale che verrà espresso alla chiusura completa del ciclo di vita dei fondi.



