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31 Maggio 2026

Procurement sanitario basato sul valore: oltre il prezzo di acquisto per decisioni più sostenibili

Una panoramica sul ruolo del value based procurement in sanità: dal limite delle gare incentrate sul prezzo all’importanza di metriche condivise, governance dei dati e partnership con i fornitori per garantire continuità clinica e sostenibilità.

Procurement sanitario basato sul valore: oltre il prezzo di acquisto per decisioni più sostenibili

Negli ospedali e nelle strutture sanitarie spesso manca una valutazione sistematica e comparabile dell’impatto delle tecnologie medicali e dei servizi di manutenzione sull’operatività quotidiana e sugli esiti clinico-organizzativi. In molte realtà le decisioni di acquisto restano ancorate a percezioni, urgenze o vincoli di breve periodo, rendendo difficile individuare dove si genera effettivo valore e dove invece sono presenti inefficienze da correggere.

Perché spostare l’attenzione dal prezzo al valore

I modelli tradizionali di procurement, soprattutto in ambito pubblico, premiano il risparmio immediato e capitolati rigidi, ma faticano a considerare il valore lungo l’intero ciclo di vita degli asset. Questo approccio separa chi decide dall’operatività clinica e favorisce contratti reattivi che rispondono ai guasti anziché prevenirli. Il Value Based Procurement propone invece di rendere il valore un criterio esplicito, misurabile e integrato nelle scelte d’acquisto, tenendo conto di performance operative, contributo agli outcome clinici e sostenibilità economica.

Manutenzione proattiva come garanzia di continuità clinica

Considerare la manutenzione come mera riparazione è limitante: la disponibilità degli apparati influisce direttamente sull’organizzazione dei flussi, sulla produttività del personale e sulla capacità di risposta dell’intero sistema. Gestire le apparecchiature come singoli asset separati non è sufficiente; serve visione d’insieme, dove coerenza, affidabilità e allineamento con le priorità cliniche guidano le attività di manutenzione e i contratti con i fornitori.

Dal reactive al predictive

La transizione verso un modello predittivo richiede dati affidabili e processi che traducano indicatori tecnici in impatti organizzativi. Monitorare l’uptime delle macchine è utile, ma diventa decisivo quando si collega quel dato a ricadute come tempi di attesa, riorganizzazione dei percorsi e qualità delle prestazioni. Il contratto ideale integra livelli di servizio orientati a risultati clinici e operativi, non solo a tempi di intervento.

La sfida dei dati: quantità non significa controllo

Oggi le strutture raccolgono grandi volumi di informazioni: cartelle cliniche elettroniche in standard HL7, immagini in formato DICOM, flussi di telemetria, dati provenienti da wearable e referti testuali. Tuttavia, la sola disponibilità di dati non genera automaticamente capacità decisionale. Il vero punto è la maturità con cui questi dati vengono governati, interpretati e collegati ai processi decisionali. Senza responsabilità chiare, governance definita e processi di analisi, il rischio è incrementare la complessità senza produrre valore.

Governance e strumenti analitici

Per trasformare i dati in orientamento operativo servono piattaforme di analytics e modelli di governance che traducano i segnali tecnologici in indicatori condivisi. Un linguaggio comune, definizioni uniformi e metriche oggettive permettono di confrontare soluzioni alternative e di valutare i fornitori non solo per il prezzo ma per la capacità di contribuire agli obiettivi clinici e organizzativi.

Allineare stakeholder e trasformare le relazioni con i fornitori

All’interno delle organizzazioni sanitarie convivono priorità diverse: i clinici puntano su qualità, sicurezza e continuità; le funzioni operative guardano a efficienza e uptime; l’amministrazione valuta costi e prevedibilità; il management integra queste prospettive in strategia di lungo periodo. Senza un linguaggio comune le visioni restano disallineate. La disponibilità di dati oggettivi e condivisi facilita il confronto basato su evidenze e riduce le asimmetrie informative, mentre il ruolo del fornitore evolve diventando partner strategico nel perseguimento di risultati misurabili.

Il Value Based Procurement non è solo una tecnica di acquisto ma una trasformazione culturale: integra tecnologia, organizzazione e strategia per orientare le scelte verso la sostenibilità e l’efficacia. Rendere esplicito il valore, misurarlo con metriche condivise e costruire contratti e partnership che premiano il contributo agli outcome sono passaggi necessari per governare la complessità della sanità contemporanea.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.