Salta al contenuto
10 Ottobre 2026

Revolut conquista 6 milioni di utenti italiani e sogna una trasformazione in Big Tech

Revolut supera i 6 milioni di clienti in Italia, punta a 7 milioni e ambisce a trasformarsi in una Big Tech globale.

Revolut conquista 6 milioni di utenti italiani e sogna una trasformazione in Big Tech

La fintech britannica Revolut continua a guadagnare terreno nel mercato italiano: ha appena superato la soglia dei 6 milioni di clienti diventando il quarto mercato più grande al mondo per l’azienda. Il ritmo di crescita supera quello della Spagna e si sostiene soprattutto grazie a due leve strategiche, l’Iban italiano e la remunerazione della liquidità per i nuovi utenti.

Revolut supera i 6 milioni di clienti in Italia: i driver della crescita

Il Iban italiano ha reso più semplice l’accredito dello stipendio direttamente sull’app, consentendo a milioni di dipendenti di gestire il proprio salario senza passare per la filiale tradizionale. Parallelamente, la policy di remunerazione della liquidità ha incentivato l’apertura di nuovi conti, poiché gli utenti guadagnano interessi sui fondi depositati. Secondo il direttore generale italiano, Nicola Vicino, questi due fattori hanno spinto il numero di correntisti a crescere di oltre il 116 % in un anno, con i depositi che hanno raggiunto i 1,2 miliardi di euro, quasi quattro volte rispetto all’anno precedente.

Iban italiano e remunerazione della liquidità

L’introduzione dell’Iban nazionale ha semplificato l’attivazione del conto, eliminando la necessità di documenti cartacei e riducendo i tempi di verifica. La remunerazione, invece, è calcolata in base al saldo medio giornaliero, incoraggiando gli utenti a mantenere liquidità sull’app e a utilizzare Revolut come conto corrente principale per pagamenti, trasferimenti e spese quotidiane. Il passaparola resta il canale più efficace per l’acquisizione di nuovi clienti: più gli utenti usano la piattaforma come “account di riferimento”, più l’effetto moltiplicatore si rende evidente.

Obiettivi futuri: verso i 7 milioni e la trasformazione in Big Tech

Vicino ha dichiarato che il prossimo traguardo – 7 milioni di clienti – sarà raggiunto nei primi mesi del 2027. L’ambizione a lungo termine è diventare la prima banca digitale in Italia entro il prossimo decennio, ampliando l’offerta con nuove funzionalità come gli sportelli ATM (già attivi in Spagna) e, in una fase successiva, i mutui. Parallelamente, la fintech sta puntando sulla conversione verso piani a pagamento, che quest’anno sono aumentati del 60 %, migliorando la marginalità. L’obiettivo dichiarato è quello di convincere gli italiani a usare Revolut come conto principale per tutti gli aspetti della vita finanziaria.

La visione di Nik Storonsky: da fintech a piattaforma tecnologica globale

Nel contesto dell’evento Wave a Torino, il co-fondatore e CEO Nik Storonsky ha ribadito la volontà di trasformare la realtà in una Big Tech globale. Storonsky ha sottolineato che la società non deve limitarsi a fornire servizi finanziari, ma deve evolversi in una piattaforma capace di accompagnare l’utente in molteplici aspetti della quotidianità, dalla gestione delle spese alle soluzioni di investimento, fino a offerte non ancora definite. Il CEO ha anche evidenziato l’importanza del mercato statunitense per una crescita globale, affermando che “gli Stati Uniti rappresentano un’opportunità cruciale per le aziende tecnologiche europee”.

Strategia di internazionalizzazione

Per penetrare il mercato americano, Revolut intende adattare i propri prodotti alle specifiche esigenze locali, investendo in infrastrutture, partnership e supporto clienti dedicato. L’obiettivo è creare un prodotto universale, capace di competere con i colossi del fintech statunitense, mantenendo al contempo la flessibilità e la velocità d’innovazione che hanno contraddistinto il percorso in Europa. La combinazione di crescita organica in Italia e ambizione internazionale costituisce il motore della nuova fase di espansione.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.