La discussione pubblica su tasse e sanità in Italia si sviluppa su due piani correlati: da un lato i numeri nazionali del 2026 mostrano una struttura del prelievo fortemente sbilanciata; dall’altro, a livello regionale, la Liguria ha approvato una variazione di bilancio per fronteggiare un disavanzo sanitario che ha alimentato polemiche politiche e richieste di interventi straordinari. Questi due elementi offrono un ritratto delle tensioni tra esigenze di equità fiscale e necessità di garantire servizi essenziali come la salute pubblica.
I numeri del gettito 2026 e il problema della progressività
Nel complesso delle entrate tributarie del 2026, il totale si attesta intorno ai 662 miliardi di euro. Di questi, l’Irpef ha contribuito per circa 227 miliardicon un aumento prossimo ai 10 miliardi rispetto all’anno precedente. È importante sottolineare che circa il 90% di questo carico grava su lavoratori dipendenti e pensionati, mentre imposte come le cosiddette imposte sostitutive (legate a plusvalenze finanziarie e a cedolari sugli affitti) hanno prodotto solo 21 miliardi. L’Iresinvece, è ferma intorno ai 60 miliardimentre i tributi locali aggiungono circa 17 miliardi.
Le imposte indirette pesano notevolmente: complessivamente ammontano a circa 270 miliardidi cui 230 miliardi derivano da Iva e accise. Questo mix fiscale porta a una distribuzione del carico tributario che molti descrivono come squilibrata: la prevalenza delle tasse sui consumi e la loro natura regressiva riducono la capacità di redistribuzione del sistema, contraddicendo il principio costituzionale di progressività del prelievo.
Proposte di cambiamento sulla tassazione dei redditi e dei patrimoni
Per riequilibrare la base imponibile sono state avanzate tre proposte principali. La prima mira a ricondurre le plusvalenze finanziarie e le cedolari nell’ambito dell’Irpefconsentendo il cumulo dei redditi e limitando le agevolazioni che premiano i contribuenti più abbienti. La seconda suggerisce un aumento dell’aliquota Ires per specifici settori come banche, energetiche e industria della difesa, portando la tassazione effettiva intorno al 35%. Infine, si propone l’introduzione di una imposta patrimoniale esclusiva per grandi patrimoni: l’1% oltre i 4 milioni di euro e il 2% oltre gli 8 milioni, con esclusione della prima casa. Secondo i sostenitori, queste misure dovrebbero finanziare riduzioni dell’Iva sui beni essenziali e maggiori investimenti in sanità, scuola e welfare.
Variazione di bilancio in Liguria: 119 milioni per colmare il buco sanitario
Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato una variazione al bilancio triennale per il periodo 2026-2028 che prevede la copertura di 119 milioni destinati a sanare il disavanzo del 2026 nel settore sanitario. La delibera ha registrato una spaccatura politica: 17 voti a favore provenienti dal centrodestra e 12 contrari tra centrosinistra e Movimento 5 Stelle. Il disavanzo originario delle diverse Asl e degli enti ospedalieri era stato stimato intorno ai 130 milionipoi ridotto grazie a riassegnazioni e riconti su voci già destinate alla sanità.
Le opposizioni hanno denunciato una gestione ritenuta insufficiente, sottolineando come lo squilibrio di bilancio sia aggravato dall’aumento di pazienti che non riescono ad accedere alle cure pubbliche e che si rivolgono al privato. Per questo motivo è tornata alla ribalta la richiesta di un rafforzamento complessivo del finanziamento sanitario nazionale, con alcuni attori che richiedono l’istituzione di un fondo sanitario più consistente rispetto agli stanziamenti correnti.
Dati operativi e rivendicazioni politiche in Liguria
Nel dibattito regionale sono emerse sia critiche sia difese sull’operato della giunta: una parte ha evidenziato miglioramenti nella gestione delle liste d’attesa e nei servizi territoriali, segnalando incrementi nell’assistenza domiciliare integrata e nella realizzazione delle case della comunità. Dall’altra, le forze critiche hanno posto l’accento sulla dimensione del disavanzo e sulla necessità di risorse aggiuntive per evitare tagli a servizi essenziali collegati alla cura e alla prevenzione.
Nel complesso, i due temi — la riforma fiscale su scala nazionale e la variazione di bilancio regionale in Liguria — mettono in luce tensioni tra scelte redistributive, capacità di spesa pubblica e priorità del welfare. Il confronto rimane aperto: da un lato i numeri del 2026 indicano la necessità di ripensare la progressività del sistema tributario; dall’altro le emergenze regionali richiedono risposte finanziarie tempestive e mirate per garantire la stabilità dei servizi sanitari.



