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19 Giugno 2026

Sovranità dei dati a rischio: l’impatto dell’AI sulle aziende EMEA

L'adozione dell'AI sta trasformando le imprese, ma crea nuove sfide per la gestione e la protezione dei dati. Scopri i risultati della ricerca di Veeam Software

Sovranità dei dati a rischio: l'impatto dell'AI sulle aziende EMEA

L’adozione dell’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo delle imprese, ma questa accelerazione tecnologica sta creando nuove sfide per la gestione e la protezione dei dati aziendali. Una recente ricerca di Veeam Softwarela Data and AI Trust Companyha evidenziato una crescente disconnessione tra le ambizioni tecnologiche e la capacità di garantire la sovranità dei dati nelle organizzazioni dell’area EMEA.

Secondo i dati raccolti, il 99% dei responsabili decisionali aziendali riconosce l’importanza della sovranità dei dati, ma il 72,5% delle organizzazioni sta relegando questa priorità in secondo piano per accelerare l’adozione dell’AI. Questo divario sta creando punti ciechi significativi, con il 40% dei leader che indica i dati utilizzati per l’AI o l’analytics come il principale punto debole operativo.

Le sfide regionali nella gestione dei dati

La situazione varia da paese a paese, ma la sfida comune è la mancanza di visibilità che non tiene il passo con l’innovazione. Nel Regno Unitoad esempio, il 58% degli intervistati indica la prevenzione delle violazioni dei dati come motivo principale degli sforzi legati alla sovranità, ma il 45% delle organizzazioni ammette di avere punti ciechi nei dati utilizzati per l’AI e l’analytics.

In Germaniale organizzazioni stanno cercando di bilanciare priorità difensive come la sovranità dei dati con l’innovazione basata sull’AI. Tuttavia, l’82% dei leader tedeschi ammette che accelerare lo sviluppo dell’AI ha la precedenza rispetto alla definizione di controlli sui dati. In Franciai leader sono meno propensi a definire la sovranità dei dati ‘critica’ e sono maggiormente motivati dalla protezione della proprietà intellettuale e delle informazioni sensibili.

Le organizzazioni del Medio Oriente e Africa (MEA) sono le più mature nell’esecuzione delle strategie di sovranità dei dati, con il 60% che le ha pienamente operative. Tuttavia, riportano il più elevato ricorso a ecosistemi e fornitori di terze parti, creando significativi punti ciechi nella supply chain.

I principali fattori trainanti e le criticità

Nonostante la sovranità dei dati rimanga una priorità strategica, le azioni immediate sono spesso guidate dalle pressioni legate alla conformità normativa più che da una governance proattiva. I principali fattori trainanti includono la riduzione del rischio di violazioni dei dati (44%) e l’ottenimento di un maggiore controllo sui dati (43%).

Tuttavia, l’attuazione rimane prevalentemente reattiva. Gli audit interni e le revisioni di conformità, insieme all’espansione sul mercato, rappresentano i principali fattori che innescano l’azione. Le organizzazioni stanno inoltre faticando a comprendere il ruolo della sovranità dei dati all’interno di un quadro normativo in evoluzione, mostrando un’elevata fiducia in normative consolidate come il GDPR (90%), ma una chiarezza significativamente inferiore rispetto a regolamentazioni più recenti.

La spinta verso l’AI sta riducendo la visibilità aziendale, con significative lacune in ambiti come gli ambienti cloud pubblici (38%), i flussi di dati transfrontalieri (34%) e i fornitori di terze parti (33%). Inoltre, il 32% delle organizzazioni segnala importanti difficoltà con lo Shadow ITovvero sistemi implementati completamente al di fuori della governance del reparto IT.

“L’AI non deve necessariamente rallentare il business, ma richiede chiarezza operativa”ha dichiarato Andre Troskie, EMEA Field CISO di Veeam. “Se non si riesce a vedere dove stanno andando i dati, chi può accedervi e cosa i sistemi di AI stanno facendo con essi, non si ha il controllo. E senza controllo, l’AI diventa rapidamente una responsabilità a livello di consiglio di amministrazione.”

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.