Nel biennio fiscale FY2025-FY2026 gli Stati Uniti hanno registrato una flessione storica nei disborsi dell’assistenza estera: i pagamenti sono passati da $47,84 miliardi a $11,75 miliardi, un decremento pari al 75 %. Il dato, più di due terzi del quale è imputabile a USAID, ha generato un vuoto di circa $36 miliardi nella fase di pagamento.
Il rinculo non è stato mitigato dal trasferimento dei programmi residui di USAID al Dipartimento di Stato. Anche le sole cifre di quest’ultimo mostrano una contrazione significativa, dimostrando che la sola riorganizzazione amministrativa non è riuscita a preservare l’ampiezza del flusso di aiuti.
Il calo globale del 75 % nei versamenti di assistenza
Nel FY2025 le autorità americane avevano programmato quasi $48 miliardi di pagamenti, ma nel FY2026 la cifra è scesa a poco più di $11,7 miliardi. Questo risultato equivale a una perdita di $36 miliardi, ossia tre quarti del volume previsto. Il calo riguarda tutti gli organi responsabili del finanziamento, ma il peso maggiore è stato sostenuto da USAID, che ha visto una riduzione del 95 %.
USAID e Dipartimento di Stato: due agenzie, un unico crollo
Secondo i dati preliminari, USAID ha visto i propri pagamenti scendere da $24 miliardi a $1 miliardo (-95 %). Il Dipartimento di Stato, pur absorvendo le funzioni residue di USAID, ha registrato una diminuzione da $16 miliardi a $9 miliardi (-45 %). Insieme, le due entità rappresentano circa l’83 % del totale della riduzione riferita alle agenzie gestori.
Altri canali federali non hanno compensato la perdita. Il Treasury è passato da $1,86 miliardi a quasi zero (-99 %), mentre il Department of Health and Human Services (HHS) è sceso da $1,72 miliardi a $560 milioni (-68 %). Anche il Dipartimento della Difesa ha registrato un calo drastico, da $1,21 miliardi a $110 milioni (-91 %). La Millennium Challenge Corporation (MCC) ha ridotto i pagamenti di $440 milioni, pari al 56 % dell’importo precedente.
Settori più colpiti: salute, umanità ed economia
Analizzando la ripartizione per settori, il più grande decremento in valore assoluto è avvenuto nella salute, con una perdita di $7,28 miliardi (da $10,94 miliardi a $3,65 miliardi). Il settore umanitario ha ceduto $5,12 miliardi, passando da $9 miliardi a $3,86 miliardi (-57 %). L’sviluppo economico è diminuito dell’84 %, arrivando a $1,27 miliardi.
Salute: la perdita più consistente in valore assoluto
Con una riduzione del 67 %, la salute mantiene ancora $3,65 miliardi di fondi, ma la contrazione di $7,28 miliardi rende difficile mantenere progetti di digital health, telemedicina o sistemi di tracciamento epidemiologico. Le organizzazioni devono rivedere urgentemente i piani di finanziamento e considerare fonti alternative.
Democrazia, diritti umani e governance: quasi azzerati
Questo ambito è stato ridotto del 95,5 %, lasciando solo $76 milioni di pagamenti. Le iniziative di civic tech, trasparenza e diritti digitali hanno subito una quasi totale scomparsa, richiedendo una rapida ricerca di partner non governativi.
La contrazione dell’assistenza estera statunitense non è stata compensata dal semplice spostamento dei programmi da USAID al Dipartimento di Stato. Il flusso di denaro è più concentrato, più piccolo e più vulnerabile. Le organizzazioni attive nei settori della salute, dell’aiuto umanitario e dello sviluppo economico devono rivalutare i loro scenari di finanziamento, mentre chi opera in ambiti di governance e diritti umani deve riconoscere la quasi totale scomparsa del supporto federale.



