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18 Ottobre 2026

Limitazioni a Starshield: impatto sulle forze ucraine e le lezioni per l’Europa

Una modifica di velocità a Starshield ha limitato le comunicazioni militari ucraine, sollevando dubbi sulla dipendenza europea da fornitori extraeuropei.

Limitazioni a Starshield: impatto sulle forze ucraine e le lezioni per l'Europa

Il 15 ottobre una decisione presa a Washington ha introdotto una limitazione di velocità di circa 160 km/h al sistema satellitare militare noto come Starshield. La misura, applicata ai terminali installati su piattaforme mobili, ha ridotto le capacità operative di diverse unità ucraine, dimostrando quanto la dipendenza da infrastrutture digitale gestite all’estero possa diventare un punto vulnerabile in un conflitto.

Le restrizioni operative del 15 ottobre e le loro ripercussioni

Secondo le indagini pubblicate il 15 ottobre, l’ordine di limitare il funzionamento di Starshield è stato emesso da alti funzionari della Casa Bianca. Sebbene non sia stato identificato chi lo abbia firmato, la decisione ha imposto una soglia di velocità di 160 km/h ai terminali satellitari che operano su veicoli e droni. Quando la soglia veniva superata, il collegamento veniva interrotto, costringendo gli operatori a ridurre la marcia o a interrompere temporaneamente le missioni. Il provvedimento è stato poi revocato, ma la limitazione rimaneva in vigore per gran parte delle operazioni critiche.

Starlink, da soluzione di emergenza a asset strategico per l’Ucraina

All’inizio dell’invasione russa, a febbraio 2022, le reti terrestri ucraine sono state gravemente danneggiate, lasciando gran parte del Paese senza comunicazioni. SpaceX guidata da Elon Musk, ha attivato Starlink per fornire connettività satellitare indipendente dalle infrastrutture di terra. Nell’aprile 2022, grazie alla collaborazione con l’agenzia americana USAID sono stati distribuiti 5 000 terminali. Quattro anni dopo, nell’aprile 2025, il Ministero ucraino della Trasformazione digitale ha dichiarato che oltre 50 000 terminali sono operativi su tutto il territorio, di cui 29 500 forniti dalla Polonia. La diffusione capillare di questi dispositivi ha reso possibile il funzionamento di ospedali, servizi di emergenza, amministrazioni pubbliche e, soprattutto, delle forze armate.

Le comunicazioni tra reparti, il coordinamento di unità di terra e di drone nonché la trasmissione in tempo reale di immagini e dati tattici, si sono affidate a una rete a banda larga che ha cambiato radicalmente le modalità di conduzione della guerra. Senza una connessione stabile, la capacità di controllare sistemi senza pilota o di dirigere operazioni di attacco diventa fortemente limitata.

Impatto delle limitazioni sulla capacità militare e il dibattito sulla sovranità digitale

Le restrizioni di velocità hanno colpito direttamente i drone armati e gli intercettori utilizzati contro i razzi Shahed russi. Quando i terminali superavano i 160 km/h, la connessione si interrompeva, comprometendo sia le missioni offensive che quelle difensive. I funzionari ucraini hanno segnalato difficoltà nell’effettuare attacchi a obiettivi russi e nella difesa delle proprie linee logistiche, evidenziando come una modifica tecnica possa trasformarsi in una disparità operativa sul terreno.

Il professor Antonio Pescapè dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha sottolineato che la capacità di continuare a operare è decisiva. secondaria la dipendenza da fornitori esterni, l’Europa deve sviluppare investimenti, competenze e alternative per garantire la propria sovranità digitale. Pescapè distingue tre livelli: la sovranità dell’infrastruttura (satelliti, data-center), la sovranità del servizio (controllo delle funzionalità e delle politiche di accesso) e l’autonomia operativa (capacità di mantenere le funzioni critiche anche in caso di interruzioni).

In risposta a tali vulnerabilità, l’Unione Europea sta portando avanti progetti come IRIS² e GOVSATCOM mirati a creare una costellazione di satelliti gestiti a livello europeo. Sebbene queste iniziative non siano ancora al livello di copertura di Starlink, rappresentano un passo verso la riduzione della dipendenza da fornitori extra-europei e rafforzano la capacità di reagire a pressioni politiche che possono influenzare servizi digitali critici.

Autore

Martina Marchesi

Martina Marchesi ha guidato la squadra che ha coperto il piano urbanistico di Firenze, sostenendo una linea editoriale basata sull'analisi documentale. Vicedirettrice, porta un dettaglio personale riconoscibile: una mappa manoscritta dei rioni fiorentini nella sua agenda.