Il 7 ottobre le porte dell’ex officina ferroviaria di OGR Torino si sono aperte a Wave by Vento un evento che si propone di trasformare un luogo storico in un vero hub di innovazione. Organizzato da Vento, il programma di tre giorni ha richiesto la presenza di più di 200 relatori internazionali, investitori, fondatori di startup e rappresentanti culturali, creando un crocevia unico tra tecnologia, venture capital e arti visive.
Durante la prima giornata, Diyala D’Aveni, CEO di Vento, ha sottolineato che l’intelligenza artificiale non sostituirà le persone ma che saranno le reti di talenti, imprese e capitali a determinare chi vincerà nella nuova economia. Il suo intervento ha ribadito che l’Italia possiede le competenze per costruire giganti tecnologici, ma ha anche evidenziato la necessità di ambienti capaci di farle convergere.
Un’ex officina ferroviaria diventa hub d’innovazione
Il sito di OGR Torino, una struttura industriale attiva per più di un secolo, è stato riconvertito in una piattaforma di connessione per startup, scale-up, corporate, ricercatori e investitori. Davide Canavesio, amministratore delegato di OGR, ha ricordato il motto “Buildings don’t die when they get old. Buildings die when they stop being connected”, dimostrando come la stessa logica che una volta muoveva locomotori ora alimenti ecosistemi digitali. In questo contesto, la missione di OGR è favorire “incontri di persona” che, nonostante la diffusione della tecnologia, aumentano il valore della collaborazione.
Il ruolo di OGR come infrastruttura di rete
OGR Torino ospita 16 programmi dedicati a startup e scale-up e più di 80 partner corporate e finanziari. Questi numeri non sono semplici statistiche: rappresentano le possibilità concrete di far incrociare la ricerca con il capitale trasformando un’idea in un prodotto sul mercato. Il modello è quello dell’ecosistema aperto, dove università aprono laboratori, aziende diventano primi clienti e venture capital accompagna la crescita.
Wave by Vento: connessioni fra startup, investitori e cultura
Il cuore della manifestazione è stato proprio il dialogo tra startup e venture capital. Vento, con il fondo Exor e il programma di venture building Reef, è impegnata a colmare il divario tra talento italiano e opportunità internazionali. Il messaggio di D’Aveni – “Il talento non è il vero problema. Il problema sta nella capacità di trasformarlo in ambizione, capitale e aziende globali” – ha messo in luce la necessità di un ecosistema capace di trasformare le idee in realtà su scala globale.
Intelligenza artificiale e arte: il contributo di Beeple
Il celebre artista digitale Mike Winkelmann, meglio noto come Beeple, ha aperto l’evento parlando di come intelligenza artificiale e robotica stiano ridefinendo la creazione artistica. Ha osservato che, se l’AI rende disponibili strumenti avanzati a milioni di persone, la vera risorsa diventa la capacità umana di scegliere una direzione e di dare un senso a quelle tecnologie. La sua affermazione “AI non sostituirà le persone – le persone e gli ecosistemi non connessi saranno quelli sostituiti” ha ribadito il ruolo cruciale delle reti nel valorizzare l’innovazione.
Numeri e prospettive: più di un miliardo di dollari raccolti
Dal 2019, le startup che hanno attraversato i percorsi di accelerazione di OGR Tech hanno raccolto, secondo i dati presentati sul palco, più di un miliardo di dollari. Questo risultato dimostra che la combinazione di capitale, talenti e spazi fisici può generare performance finanziarie straordinarie. L’intervento di Davide Canavesio ha sottolineato che il valore non risiede solamente nei numeri, ma nelle opportunità concrete generate quando un founder incontra una corporate o un investitore internazionale.
L’evento ha chiuso con la promessa di continuare a costruire connessioni capaci di trasformare talenti locali in realtà globali.



