Wind Tre sceglie Ericsson per aggiornare la core network e sostenere il 5G

Wind Tre affida a Ericsson la modernizzazione della core network con un piano fino al 2032 per sostenere 4G, 5G NSA e 5G SA migliorando automazione e costi

Wind Tre avvia un aggiornamento rilevante della sua infrastruttura di rete, con Ericsson scelta come partner per la modernizzazione della core network. L’accordo, firmato durante il World Mobile Congress di Barcellona, prevede un impegno operativo triennale esteso nel tempo. La durata contrattuale copre il periodo 2026-2032 ed è riconducibile a un percorso avviato nel 2026.

L’intervento mira a rendere la rete più flessibile e scalabile per gestire l’aumento del traffico mobile e abilitare servizi di nuova generazione. L’operazione interessa utenti in 4G, 5G Non-Standalone (NSA) e 5G Standalone (SA), mediante una soluzione dual-mode pensata per armonizzare esigenze correnti e future. Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva: “Nella mia esperienza in Deutsche Bank, la transizione verso architetture dual-mode riduce lo spread operativo tra legacy e innovazione e facilita la due diligence tecnologica”. I numeri parlano chiaro: la scelta punta a migliorare capacità, resilienza e readiness per servizi a bassa latenza.

Perché la modernizzazione della core network è cruciale

I lavori proseguono dopo la scelta del partner, con l’obiettivo di convertire risorse legacy in capacità scalabile e resiliente. La core network rimane centrale nel controllo del traffico dati, nella gestione della mobilità e nell’abilitazione di servizi a bassa latenza. L’aggiornamento introduce livelli superiori di automazione, riducendo l’intervento manuale e accelerando i rilasci operativi.

Dal punto di vista industriale, la modernizzazione mira a migliorare l’efficienza operativa e a comprimere il costo totale di proprietà. Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, evidenzia che la transizione verso architetture più automatizzate riduce gli sprechi di risorse e facilita la due diligence tecnologica necessaria per investimenti successivi. I numeri parlano chiaro: la misura della capacità e della resilienza determinerà la readiness per servizi avanzati e l’impatto sui margini operativi.

Un approccio dual-mode per la transizione

La scelta tecnica prevede l’adozione dell’intera dual-mode 5G Core fornita da Ericsson, basata su Ericsson Cloud Native Infrastructure. Questa architettura mantiene la compatibilità con le architetture legacy 4G e con le implementazioni 5G NSA, mentre abilita le funzionalità del 5G Standalone, necessarie per servizi a bassa latenza e alta affidabilità. Nella sua esperienza in Deutsche Bank, Marco Santini osserva che un approccio dual-mode riduce lo spread operativo tra sistemi esistenti e nuove capacità. Chi lavora nel settore sa che la convivenza controllata tra stack consente una transizione meno rischiosa e più misurabile.

Impatto operativo e benefici attesi

La modernizzazione è progettata per supportare la crescita del traffico fino al 2032, con benefici su più livelli. L’automazione della rete ottimizza la gestione quotidiana, riduce gli errori e accorcia i tempi di intervento. La migrazione verso infrastrutture cloud-native migliora la scalabilità e riduce i costi operativi rispetto alle soluzioni tradizionali. I numeri parlano chiaro: la riduzione dei tempi di recovery e l’aumento della capacità influiranno direttamente sui margini operativi e sulla qualità del servizio.

Dal punto di vista regolamentare, la scelta facilita le attività di due diligence tecnologica e compliance. La fase successiva prevede test di integrazione e validazione delle performance in ambiente reale, passaggio cruciale per verificare la readiness per servizi avanzati e l’impatto sui costi unitari.

Riduzione dei costi e maggiore resilienza

La fase successiva prevede la validazione in ambiente reale dopo i test di laboratory e pilot, passaggio essenziale per misurare l’effetto sui costi unitari. Adottando componenti cloud-native e processi automatizzati, Wind Tre mira a ridurre il total cost of ownership. Una core più moderna amplia la capacità di orchestrare risorse in modo dinamico e migliora la resilienza della rete. In presenza di picchi di traffico o guasti, questa configurazione riduce l’impatto sugli utenti e consente un ripristino più rapido dei servizi.

Contesto e tempistiche del progetto

Il progetto prosegue il percorso avviato nel 2026 con la partnership strategica per integrare la 5G Core nella rete Wind Tre. La firma al World Mobile Congress ha confermato la tabella di marcia operativa: il contratto copre il periodo 2026-2032 e include progettazione, implementazione e ottimizzazione continua della rete centrale. Marco Santini, ex Deutsche Bank ed esperto di fintech, osserva che chi lavora nel settore sa che la progressiva automazione e le architetture cloud-native possono portare a risparmi operativi misurabili, ma richiedono rigorosa due diligence e controlli di compliance lungo tutto il ciclo di vita della piattaforma.

Ruolo di Ericsson e collaborazione a lungo termine

Dopo la due diligence e i controlli di compliance, Ericsson fornirà la soluzione completa e l’infrastruttura di base. Le attività si svolgeranno in stretta collaborazione con i team di Wind Tre. L’accordo prevede trasferimento di competenze e aggiornamento dei processi operativi. L’obiettivo è una architettura modulare capace di accogliere evoluzioni tecnologiche senza interventi invasivi. Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva che “Nella mia esperienza in Deutsche Bank, la capacità di trasferire competenze riduce il rischio operativo nelle fasi successive”.

Conseguenze per il mercato e per gli utenti

Per gli utenti finali la modernizzazione dovrebbe tradursi in servizi più performanti e affidabili. Si prevedono miglioramenti per applicazioni che richiedono bassa latenza, come giochi in cloud, comunicazioni critiche e soluzioni IoT. Sul piano competitivo, l’investimento rafforza la posizione di Wind Tre nel mercato italiano. Ciò consentirà risposte più rapide all’aumento della domanda di connettività e una migliore gestione dello capacity planning. I numeri parlano chiaro: una rete più automatizzata tende a ridurre i costi operativi unitari nel medio termine, pur richiedendo investimenti iniziali e adeguati processi di governance.

Dal punto di vista regolamentare, l’implementazione richiede controllo continuo della compliance e verifiche su sicurezza e privacy dei dati. Chi lavora nel settore sa che tali controlli sono essenziali per evitare interruzioni e sanzioni. È atteso un roll-out graduale in aree selezionate, con monitoraggio dei KPI per validare le prestazioni prima della scalabilità nazionale.

Il piano di modernizzazione affidato a Ericsson conferma la strategia di Wind Tre per sostenere la crescita del traffico mobile e le esigenze del 5G. Nella mia esperienza in Deutsche Bank, gli investimenti in infrastrutture richiedono una governance rigorosa e controlli periodici. Chi lavora nel settore sa che l’approccio graduale riduce il rischio operativo durante la transizione del core network. I numeri parlano chiaro: il monitoraggio continuo dei KPI sarà determinante per validare prestazioni, costi e scalabilità prima delle fasi successive. Dal punto di vista regolamentare, la due diligence già completata e le verifiche di compliance costituiranno le basi per la prosecuzione del programma. Il prossimo sviluppo atteso è l’espansione progressiva delle aree coperte, subordinata ai risultati delle verifiche tecniche e ai parametri di performance.

Scritto da Marco Santini

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