Negli ultimi giorni l’Europa sta vivendo una vera e propria ondata di attacchi ibridi che, senza alterare direttamente i sistemi informatici, riescono a destabilizzare servizi considerati essenziali. La catena di eventi, partendo da messaggi minacciosi inviati via e-mail, ha provocato atterraggi d’emergenza, interventi di forze armate e una chiusa momentanea di alcuni segmenti della rete logistica.
Il fenomeno non è limitato al settore dei trasporti. Supermercati, strutture sanitarie e persino le catene del freddo che conservano sangue o prodotti deperibili sono diventati bersagli di manomissioni digitali e di campagne di disinformazione. Le autorità stanno così facendo i conti con una realtà in cui la continuità operativa deve essere garantita non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello psicologico e comunicativo.
Attacchi ibridi alle infrastrutture critiche: supermercati, sanità e trasporti
Luisa Franchina, presidente dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche, ha sottolineato come la vulnerabilità dei frigoriferi per alimenti e di quelli destinati alle sacche di sangue sia diventata un punto di ingresso privilegiato per operazioni di pressione psicologica. “Quando un attacco colpisce le catene del freddo, l’intero sistema sanitario può subire ritardi critici”, ha affermato Franchina, evidenziando la necessità di piani di resilienza che vadano oltre il semplice backup dei dati.
Nel settore dei trasporti, le conseguenze sono state più visibili: a breve distanza dagli aeroporti di Roma, le forze dell’aeronautica hanno dovuto lanciare caccia per intercettare voli citati in messaggi terroristi, pur senza trovare alcun ordigno. L’effetto collaterale è stato un aumento del numero di voli deviati, che ha gravato sui costi operativi delle compagnie aeree e ha messo in luce le lacune nella gestione delle emergenze aeronautiche.
Allarmi bomba falsi sui voli europei: il caso degli aeroporti italiani
Il 6 novembre 2026, a seguito di venti e-mail contenenti minacce di bombe a bordo, sono stati attivati 20 allarmi bomba su voli europei. Alessandro Curioni, fondatore di DI.GI Academy e autore di “Guerre Diffuse”, ha precisato che non si trattava di un attacco informatico al sistema di controllo del traffico aereo, ma di un uso manipolato dei protocolli di sicurezza: bastavano poche parole per attivare le procedure di emergenza.
Le prime segnalazioni sono state inviate alle 7.26, con messaggi che recitavano: “Oggi il vostro cielo sarà rosso…”. I dipendenti di Aeroporti di Roma e di una società di logistica aeronautica hanno inoltrato le email alle autorità, scatenando il lancio di caccia per intercettare gli aerei AY1751 Helsinki-Roma e EI402 Dublino-Roma. Pierluigi Paganini, analista di cyber security e CEO di Cybhorus, ha definito il fenomeno un chiaro esempio di guerra ibrida, dove la pressione psicologica viene sfruttata per testare la rapidità di risposta delle difese.
Meccanismo di swatting e impatto economico
Le indagini preliminari suggeriscono una possibile operazione di swatting, ovvero l’invio di false segnalazioni di emergenza per provocare un sovraccarico delle risorse di sicurezza. Dal primo giorno di novembre sono stati registrati 31 allarmi, una cifra ben superiore alla media storica di due al mese per tutta la rete aerea continentale, che gestisce circa 36-37 mila voli al giorno secondo Eurocontrol. Il costo medio di un volo deviato è stimato tra 55 e 75 mila euro, facendo scattare spese per decine di migliaia di euro per singolo caso.
Conseguenze per le aziende e le autorità: la spinta verso la resilienza operativa
Il risultato di questi eventi è una crescente consapevolezza tra le imprese che la sicurezza non può più essere valutata esclusivamente in termini di difesa informatica. Le organizzazioni devono investire in piani di continuità operativa che includano procedure di comunicazione, simulazioni di emergenza e esercitazioni con le forze dell’ordine.
Le autorità, dal canto loro, stanno rivedendo le linee guida di risposta agli allarmi, puntando a ridurre i falsi positivi senza compromettere la prontezza. La sfida è tradurre le norme e gli investimenti in capacità di ripristino rapido, garantendo che il settore dei trasporti, della sanità e della grande distribuzione possa funzionare senza interruzioni anche sotto pressione psicologica.



