Salta al contenuto
4 Novembre 2026

Come Planckian riduce il cablaggio nei chip quantistici

Planckian vuole trasformare il modo di pilotare i qubit, tagliando i cavi e abbattendo le barriere alla scalabilità del quantum computing.

Come Planckian riduce il cablaggio nei chip quantistici

Il panorama del quantum computing sta rapidamente evolvendo, ma la vera sfida non è solo aumentare il numero di qubit. La difficoltà più calda riguarda la gestione di un numero crescente di unità senza far lievitare i cablaggi, il consumo di energia criogenica e il rumore elettromagnetico.

Planckian, spin-off nato a Pisa nel 2023 dall’Università di Pisa e dalla Scuola Normale Superiore, ha scelto di intervenire proprio su questo punto debole. La startup punta a un controllo globale dei qubit, condividendo le linee di comando tra più elementi per mantenere la precisione e la scalabilità dei processori superconduttivi.

Il modello di controllo globale di Planckian

Nel design proposto, i segnali a microonde vengono inviati contemporaneamente a un’intera rete di qubit. La selettività non nasce dall’aggiunta di cavi dedicati, ma dalla modulazione delle interazioni fra i qubit e i coupler che li collegano. Una delle topologie sperimentate prevede un anello omogeneo in cui l’informazione può essere spostata verso un sito localmente indirizzabile, riducendo drasticamente il numero di linee di controllo.

Dimostrazione sperimentale: “dynamical blockade”

Nel gennaio 2026 il team ha mostrato su un transmon la soglia dinamica (“dynamical blockade”), evidenziando che il controllo globale può diventare selettivo senza sacrificare la piattaforma superconduttiva. Questo risultato ha confermato la fattibilità della condivisione delle linee su chip reali.

Finanziamenti, partnership e la strada verso il fault-tolerant

Il progetto è stato avviato con un round pre-seed da 2,7 milioni di euro, guidato da Eureka! Venture e sostenuto da Tech4Planet di CDP Venture Capital, Exor Ventures e diversi business angel. La leadership dell’azienda è affidata a Michele Dallari (CEO), Marco Polini (CSO) e Vittorio Giovannetti (Chief Architect).

Nel 2025 Planckian ha stretto un accordo con il QTLab dell’Università Federico II di Napoli, che mette a disposizione un sistema superconduttivo da 25 qubit. A maggio 2026 Seth Lloyd, professore al MIT e pioniere del controllo globale dei qubit, è entrato come founding fellow per guidare la roadmap di correzione degli errori. Luglio ha visto la nascita di una collaborazione con Quantum Elements, finalizzata a creare digital twin e modelli di rumore specifici per l’architettura di Planckian.

Nel agosto 2026 è stato pubblicato il lavoro “Quantum error correction with global control”, che propone una famiglia di codici ciclici compatibili con le operazioni condivise, eliminando la necessità di qubit ausiliari dedicati al controllo. Se la teoria si tradurrà in hardware funzionante, tutti i qubit fisici potranno contribuire al registro computazionale e rimanere protetti dallo stesso schema.

Settembre 2026 ha segnato un altro traguardo: Planckian è stata selezionata per la fase 1 del EuroHPC Quantum Grand Challenge. Tra le 13 realtà europee ammesse, è l’unica italiana e riceverà 300 mila euro per sviluppare il progetto SQALE, una roadmap tecnica e finanziaria verso un sistema fault-tolerant su scala industriale. Il secondo round prevede finanziamenti fino a 30 milioni di euro dalla Banca europea per gli investimenti, subordinati al superamento della fase iniziale.

Planckian sceglie di intervenire sul costo fisico della scalabilità, proponendo un controllo globale che riduce cablaggio, calore e rumore. Il vero test sarà dimostrare che tale approccio mantenga alta fedeltà, velocità e capacità di correzione degli errori su chip più grandi, aprendo la strada a una filiera europea più competitiva nel quantum computing.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.