Le borse europee hanno chiuso una settimana difficile con il segno negativo, influenzate dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle decisioni delle banche centrali. Milano ha limitato i danni con un calo dello 0,3%, mentre Parigi, Francoforte e Londra hanno registrato le performance peggiori.
Il prezzo del petrolio ha registrato un aumento significativo, con il Brent che ha raggiunto i 105 dollari al barile e il Wti a 100,6 dollari. Anche il gas Ttf ha visto un rialzo del 12,5%, raggiungendo 81,50 euro per MWh. Questi aumenti sono stati influenzati dagli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran e dai danni a diverse petroliere.
Le performance delle borse europee
Milano ha chiuso la settimana con un calo dello 0,3%, mentre Parigi ha registrato un -3,6%, Francoforte un -2,2% e Londra un -1,5%. Tra le aziende italiane, Intesa Sanpaolo ha registrato un aumento dello 0,9% dopo il via libera all’aumento di capitale per l’Opas su Mps, che ha visto un rialzo del 3,5%. Bpm ha chiuso in negativo con un -2,6%.
Tra le aziende che hanno performato meglio ci sono Lottomatica, che ha registrato un aumento dell’11,8% grazie alla maxi fusione con la spagnola Cirsa, Tenaris con un +10,2% e Generali con un +4,9%. In difficoltà invece Brunello Cucinelli con un -13,3% e Leonardo con un -11,1%. Avio ha chiuso con un -9,4% nonostante un forte recupero di venerdì dopo la semestrale.
L’obbligazionario sotto osservazione
L’obbligazionario è stato sotto osservazione con il rendimento del Bund tedesco a dieci anni salito dal 3,34% al 3,50% e quello del Btp passato dal 4,14% al 4,36%. Lo spread tra i due titoli si è allargato di circa 5 punti base, da 80,6 a 85,2 punti.
La prossima settimana sarà cruciale per la politica monetaria della Federal Reserve, con gli operatori che aumentano le scommesse su un rialzo del tasso di interesse di riferimento di un quarto di punto percentuale. Il tracker FedWatch del Cme Group ha registrato un aumento della probabilità di un rialzo dei tassi dal 70% al 90%.
Le tensioni geopolitiche e il mercato dei bond
Le tensioni in Medio Oriente continuano a preoccupare i mercati, con alti funzionari americani che hanno discusso con il presidente Donald Trump della possibilità che la guerra si protragga fino alla fine del suo mandato. Le vendite sul mercato dei bond hanno spinto i tassi di interesse di numerosi titoli di Stato ai massimi da anni, con il Bund tedesco a dieci anni che rende oltre il 3,5% e il Treasury decennale con un tasso di oltre il 4,9%.
Wall Street ha chiuso in rialzo dopo gli ultimi dati sull’inflazione, che spingeranno la Fed ad alzare i tassi d’interesse di 25 punti base la prossima settimana. Il Dow Jones è salito dello 0,98%, il Nasdaq dello 0,96% e lo S&P 500 dello 0,86%. L’indice dei prezzi al consumo (Cpi) è cresciuto del 3,4% su base annuale, in linea con le stime.
Il dato sulla fiducia dei consumatori statunitensi è peggiorato a settembre, scendendo dai 51,7 punti del mese precedente a 47,8 punti, contro stime per un dato a 51,4 punti.



