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18 Luglio 2026

Commissione Europea e AI: verso un sistema centralizzato per le riserve di copyright

Un nuovo studio esplora l'istituzione di un registro UE per l'opt-out nel TDM, affrontando le criticità degli attuali meccanismi e proponendo un modello ibrido per una maggiore interoperabilità

Commissione Europea e AI: verso un sistema centralizzato per le riserve di copyright

Nel panorama sempre più complesso dell’intelligenza artificiale e del Text and Data Mining (TDM) la Commissione Europea sta valutando l’istituzione di un registro centralizzato per l’espressione delle riserve di copyright. Questo strumento, se implementato, potrebbe rivoluzionare il modo in cui i titolari dei diritti gestiscono le loro opere protette e come gli sviluppatori di AI rispettano queste riserve.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di affrontare la frammentazione e l’inefficacia degli attuali meccanismi di opt-out, che spesso rendono difficile sia l’esercizio che la verifica delle riserve di diritti. Un registro centralizzato potrebbe offrire un punto di riferimento unificato, migliorando la trasparenza e la certezza giuridica per tutti gli attori coinvolti.

L’articolo 4 della Direttiva copyright e l’opt-out nel TDM

Al centro del dibattito sull’utilizzo delle opere protette da copyright per l’addestramento delle piattaforme di AI generativa c’è l’articolo 4(3) della Direttiva copyright 790/2019. Questa norma stabilisce che gli Stati membri possano introdurre eccezioni o limitazioni ai diritti di riproduzione ed estrazione, a condizione che l’utilizzo delle opere non sia stato espressamente riservato dai titolari dei diritti.

L’articolo 4(3) è diventato ancora più rilevante con l’introduzione dell’AI Act che all’articolo 53 impone ai fornitori di modelli di AI per finalità generali di rispettare le riserve di diritti espresse in conformità con la direttiva sul diritto d’autore. Questo riferimento è stato ulteriormente sottolineato dalla recente legge italiana sull’AI, la 132/2026.

I limiti degli attuali meccanismi di opt-out

Uno studio commissionato dalla Commissione Europea ha evidenziato i limiti degli attuali meccanismi di opt-out. Basandosi su interviste con stakeholder, un’indagine e un workshop multi-stakeholder, lo studio ha rilevato che i segnali basati sulla fonte, come il file robots.txt, mancano di granularità e persistenza. Inoltre, i metadati associati alle opere, come TDMRep o IPTC, vengono frequentemente rimossi o non sono elaborati in modo affidabile.

Questi problemi rendono difficile per i titolari dei diritti esercitare o verificare le proprie riserve, mentre gli sviluppatori di sistemi di AI non dispongono di un punto di riferimento affidabile per dimostrare la conformità alle norme. Un registro centralizzato potrebbe risolvere queste criticità, offrendo un meccanismo durevole, interoperabile e trasparente per segnalare le riserve al TDM.

Il modello proposto per il registro opt-out TDM AI

Lo studio valuta il valore aggiunto di un registro e propone un’architettura ibrida che combina un livello centrale autorevole di risoluzione con nodi distribuiti per l’adesione e la registrazione. Questo modello è tecnicamente realizzabile, operativamente scalabile e concepito per integrarsi con le infrastrutture di settore, gli identificatori e gli ecosistemi di licenza già esistenti.

Il registro non sarebbe un sistema di gestione dei diritti o di concessione di licenze, ma un meccanismo complementare utile per segnalare le riserve al TDM. Esso fornirebbe segnali di opt-out unificati e leggibili automaticamente dalle macchine, la possibilità di effettuare registrazioni/autenticazioni supportate da prove verificabili dell’avvenuta consultazione e strumenti di tracciabilità a fini di audit e monitoraggio.

Per garantire un’implementazione efficace, il registro dovrebbe tenere conto delle differenze tra i vari settori e seguire un percorso di integrazione fondato sui flussi di lavoro e sulle infrastrutture già esistenti. In queste condizioni, un registro potrebbe rafforzare l’efficacia dell’articolo 4(3) DSM, contribuendo al contempo a ridurre la frammentazione e le ambiguità tra i diversi settori, oltre ad aumentare la trasparenza sia per i titolari dei diritti sia per gli sviluppatori di sistemi di intelligenza artificiale.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.