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17 Luglio 2026

L’inchiesta che svela il cyber-spionaggio russo contro le tecnologie militari italiane

Due ex agenti dei servizi segreti italiani sono stati arrestati per aver passato informazioni riservate alla Russia. Scopri come Mosca ha infiltrato i sistemi di difesa italiani e perché l'Italia è un obiettivo strategico.

L'inchiesta che svela il cyber-spionaggio russo contro le tecnologie militari italiane

L’Italia è al centro di una guerra ibrida che va oltre i confini fisici, coinvolgendo infrastrutture critiche e tecnologie militari. Recenti indagini hanno svelato un cyber-spionaggio su larga scala orchestrato dal GRU il servizio segreto militare russo, che mira a compromettere la sicurezza nazionale.

Il caso è emerso il 7 luglio a Roma dove due ex agenti dei servizi di intelligence italiani, Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale sono stati arrestati per spionaggio e accesso abusivo a sistemi informativi. Secondo le indagini, i due avrebbero collaborato con altre cinque persone tra cui quattro militari italiani in servizio per passare informazioni riservate a un presunto agente del GRU con immunità diplomatica in Italia.

L’operazione mirata di cyber-spionaggio

L’operazione scoperta dai Carabinieri del ROS non è stata un furto generico, ma un’attività mirata di cyber-spionaggio diretta alle tecnologie militari e alle infrastrutture critiche nazionali. Il principale obiettivo della Russia era rappresentato dai droni sottomarini (UUV) di Leonardo azienda tecnologica che sta sperimentando nuovi modelli di queste strumentazioni.

Le intercettazioni dei ROS rivelano che l’addetto militare russo Mikhail Astakhov faceva riferimento esplicito a “apparati senza guida, senza pilota, con esplosivo”, indicando un interesse specifico per i dettagli tecnici, la capacità di carico bellico e i sistemi di guida autonoma dei droni sottomarini.

I reparti italiani colpiti

Ad essere stati colpiti dall’attività di spionaggio sono stati il reparto Cyber della Difesa al cui interno i quattro militari finiti sotto indagine operavano indisturbati come talpe, e il reparto Cybersicurezza della Polizia. Da quest’ultimo sono state prelevate schede tecniche e planimetrie di alcuni alloggi e strutture logistiche sensibili, trasmesse ai russi tramite schede SD sequestrate.

L’operazione ha permesso alla Russia di accedere al programma di riarmo italiano e NATO dettagli sulle armi destinate all’Ucraina e segreti industriali delle tecnologie in sperimentazione dei nuovi modelli di drone sottomarino di Leonardo.

La strategia russa e le implicazioni per l’Italia

Secondo il Ministro della Difesa Guido Crosetto l’Italia è immersa in un “conflitto ibrido quotidiano“, che dimostra la necessità di focalizzarsi non solo sul fronte fisico, ma sempre più su quello digitale. “Non può esserci alcuna tolleranza a maggior ragione quando sono coinvolti soggetti con ruoli di responsabilità, nei confronti di chi compromette o mette a rischio la sicurezza della Repubblica”, ha sottolineato il Ministro.

Il professor Luigi Sergio Germani direttore dell’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici, ritiene che la vicenda sottolinei “la scarsa cautela degli agenti operativi del GRU“. Secondo Germani, gli apparati di intelligence russi hanno sempre sottovalutato le agenzie italiane, dimostrando un modus operandi incauto e aggressivo.

La vicenda rivela che la Russia considera l’Italia un obiettivo informativo di interesse strategico inserito in una strategia di raccolta sistematica di informazioni militari, operative e tecnologiche riguardanti l’Italia e, più in generale, l’Alleanza Atlantica.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.