Nel pomeriggio di Bruxelles è giunta una comunicazione formale alla società KKR contenente una serie di addebiti preliminari. L’organo europeo contesta, infatti, che le informazioni fornite nel corso dell’istruttoria del 2024 sull’acquisizione di NetCo – la parte della rete fissa di Tim ora aggregata in FiberCop – sarebbero state inesatte o fuorvianti. La vicenda mette in luce il delicato equilibrio tra operazioni di concentrazione e la tutela di un mercato della banda larga competitivo.
La comunicazione degli addebiti della Commissione europea
Il provvedimento, notificato il 24 luglio 2025 nasce dalle segnalazioni di diversi operatori terzi che hanno denunciato aumenti unilaterali dei prezzi di accesso all’ingrosso alla rete FiberCop. Bruxelles ritiene, in via preliminare, che KKR abbia presentato dati errati circa la possibilità di modificare unilateralmente gli accordi a lungo termine, sostenendo che tali contratti fossero vincolanti salvo diverso accordo tra le parti.
Le accuse di informazioni inesatte
Secondo la Commissione, le dichiarazioni inviate da KKR nel aprile 2024 unitamente alle risposte fornite nel corso dell’indagine, avrebbero indicato che gli accordi in essere non sarebbero potuti subire variazioni unilaterali. Tuttavia, le denunce successive hanno suggerito che FiberCop avrebbe aumentato i corrispettivi senza il consenso degli operatori, violando così le condizioni dichiarate. La Commissione ricorda che, nell’autorizzazione rilasciata il 30 maggio 2024 la valutazione si era basata proprio su tali garanzie fornite da KKR.
Risposta di KKR e possibili conseguenze
Un portavoce di KKR ha respinto con fermezza gli addebiti, ribadendo la correttezza delle informazioni presentate durante l’esame del 2024. La società ha annunciato l’intenzione di presentare osservazioni scritte e, se necessario, richiedere un’audizione per dimostrare che non vi siano state omissioni o elementi fuorvianti. Contestualmente, KKR ha sottolineato la volontà di mantenere un dialogo costruttivo con la Commissione europea precisando che la comunicazione degli addebiti non equivale a una decisione definitiva.
Impatto sul mercato della banda larga
Il contesto italiano dipende fortemente da un accesso trasparente e a costi stabili alle infrastrutture passive. Un eventuale aumento dei prezzi di FiberCop potrebbe ridurre la capacità competitiva degli operatori all’ingrosso, con ripercussioni sui prezzi finali per gli utenti domestici. La Commissione, inoltre, richiama il regolamento UE sulle concentrazioni (EUMR), che prevede sanzioni fino all’1% del fatturato mondiale per le imprese che forniscono informazioni errate in maniera intenzionale o per negligenza.
Il procedimento è ancora in corso e non prevede una scadenza fissa. Una decisione finale dipenderà dalla capacità di KKR di dimostrare la veridicità delle proprie dichiarazioni e dalla valutazione della Commissione sull’effettivo impatto delle presunte variazioni contrattuali. L’esito avrà rilevanza non solo per la relazione tra FiberCop e gli operatori wholesale, ma anche per la percezione di stabilità degli investimenti nel settore della fibra ottica in Italia.



