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Il mercato della connettività è in profonda trasformazione, con implicazioni dirette per imprese e operatori. I dati emersi dall’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano segnalano trend positivi e un aumento della maturità dell’offerta, delineando uno scenario in cui la convivenza tra reti terrestri e non terrestri diventa la norma. In questo contesto, la gestione dello spettro radio e l’introduzione dell’intelligenza artificiale per l’automazione rappresentano leve decisive per ottimizzare processi industriali e nuovi servizi.
Le scelte tecnologiche e quelle normative si intrecciano sempre più con portata sovranazionale: dall’evoluzione degli standard fino alle politiche sullo spettro, ogni decisione influenza la capacità di ospitare una molteplicità di applicazioni. Questo articolo ricostruisce le novità principali emerse dalle analisi degli esperti, mettendo in luce modelli di business, casi pratici e le sfide di sicurezza che caratterizzeranno il prossimo periodo.
Standard e integrazione tra reti terrestri e non terrestri
Un passaggio cruciale è stato il consolidamento degli standard a livello 3GPP, con l’integrazione della componente non-terrestrial networks (NTN) all’interno delle specifiche. Questa apertura riguarda non soltanto i sistemi satellitari tradizionali, ma qualsiasi piattaforma in grado di fornire copertura, anche temporaneamente. Le architetture tecniche sono oggi flessibili: si va dall’installazione di base station a bordo dei satelliti fino all’uso del satellite come riflettore per le stazioni di terra, permettendo configurazioni sia per 4G che per 5G a seconda delle esigenze.
Attori e dinamiche di mercato
Il numero di operatori che gestiscono costellazioni è in aumento: accanto ai protagonisti storici come Iridium e OneWeb, operano realtà europee come Kinéis e Sateliot e iniziative di mercato come l’acquisizione di Swarm da parte di Starlink (SpaceX). In parallelo emergono modelli innovativi, come operatori virtuali che assemblano servizi per terzi senza possedere una costellazione propria, ampliando l’offerta per l’IoT globale.
Spettro radio e decisioni regolatorie
La disponibilità dello spettro a 6 GHz si è rivelata cruciale per la crescita delle reti mobili in Europa. Il Radio Spectrum Policy Group ha indicato di destinare metà della banda mobile, una scelta che diverge dall’approccio statunitense orientato prevalentemente al Wi-Fi. Per gli esperti, senza questa risorsa sarà complicato evolvere l’ecosistema 5G e sostenere l’aumento della densità di dispositivi connessi. Sul piano comunitario, inoltre, la direttiva che apre l’uso locale delle frequenze tra 38 e 42 GHz sblocca l’opportunità di creare reti private con spettro dedicato, cambiando le regole del gioco per le imprese.
Impatto sulle reti private e sull’industria
L’accesso a bande locali elimina molte barriere legate alle licenze nazionali degli operatori, favorendo la nascita di reti private industriali e riducendo i costi infrastrutturali per progetti IoT. In aggiunta, la scadenza delle licenze a 2 GHz prevista per il 2027 e le discussioni legate al Digital Networks Act sottolineano la necessità di una governance europea più centralizzata dello spettro, con ricadute strategiche per imprese e operatori.
Infrastrutture, casi d’uso e sicurezza
Le infrastrutture fisiche restano il terreno su cui si costruisce l’ecosistema: aziende come Cellnex svolgono un ruolo abilitante gestendo migliaia di torri e offrendo soluzioni per coperture sia indoor che outdoor, come i Distributed Antenna Systems (DAS). L’uso di droni per creare digital twin delle torri e l’installazione di sensori per monitorare consumi e accessi mostrano come l’IoT possa migliorare l’operatività stessa delle infrastrutture, supportando manutenzione predittiva e sicurezza.
Esempi pratici e verticali
Numerose applicazioni concrete dimostrano il valore della connettività: la collaborazione tra Cellnex e Acquedotto Pugliese ha digitalizzato la rete idrica attraverso una rete LoRaWAN, mentre soluzioni come il sistema Teze affrontano la connettività nelle gallerie autostradali. In ambito culturale, sensori installati nella Basilica di San Pietro contribuiscono a monitorare i flussi di visitatori. Sul piano delle soluzioni verticali, aziende come IoTicontrollo sviluppano progetti per il monitoraggio dell’umidità nelle cantine, la gestione dei rifiuti e dei sistemi di pagamento meccanici, occupandosi del cosiddetto primo miglio dell’IoT: hardware, firmware e integrazione.
Sicurezza e responsabilità
Con la crescita di dispositivi connessi, la cybersecurity diventa prioritaria, soprattutto per le infrastrutture critiche. L’adozione di normative come il Cyber Resilience Act spinge le aziende a un approccio proattivo. Rimangono però questioni complesse sul retrofit di impianti esistenti e su una «zona grigia» normativa dove non sempre è chiaro chi definisca il livello di rischio e le responsabilità. Per una diffusione piena delle tecnologie sarà fondamentale chiarire questi aspetti e rafforzare le partnership tra system integrator, sviluppo software e clienti finali.

