La Commissione europea ha adottato il Cloud and AI Development Act il 3 giugno 2026, inserendolo nel più ampio European Technological Sovereignty Package assieme al Chips Act 2.0, alla strategia open source e a una roadmap per la digitalizzazione dell’energia. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza da fornitori extra-UE e creare condizioni favorevoli per investimenti, infrastrutture e adozione dell’AI nei settori strategici.
Il testo unifica in un unico intervento temi tradizionalmente separati: capacità di calcolo, sviluppo tecnologico e criteri di sovranità. Secondo la Commissione, senza un adeguato ecosistema di data center, energia e procurement pubblico l’Europa rischia di restare subordinata alle piattaforme non europee proprio mentre la domanda di servizi cloud e applicazioni AI cresce.
Tre assi fondamentali della proposta
Il CADA si articola su tre direttrici principali: ricerca e innovazione, capacità e autonomia. Sul fronte della ricerca, il regolamento promuove lo sviluppo di tecnologie cloud e AI di nuova generazione, con particolare attenzione all’AI frontier, all’industrial AI e alla physical AI, e introduce i cosiddetti ‘grand challenges’ per orientare gli investimenti pubblici e privati verso obiettivi concreti.
Ricerca e adozione
Parallelamente, la normativa sostiene l’adozione dell’AI nei settori industriali e pubblici tramite strategie nazionali e la creazione di Experience and Acceleration Centres for AI. Questi centri serviranno a mettere a disposizione competenze, infrastrutture e casi d’uso per accelerare l’integrazione delle soluzioni basate su cloud e intelligenza artificiale.
Capacità: l’obiettivo dei data center
Un punto operativo chiave del pacchetto è la volontà di almeno triplicare la capacità dei data center dell’Unione entro i prossimi 5–7 anni. Per raggiungere questo risultato la proposta mira a semplificare le procedure autorizzative, migliorare l’accesso a risorse essenziali come energia, territorio e finanziamenti, e promuovere progettualità sostenibili che includano raffreddamento efficiente e integrazione nei sistemi energetici locali.
Semplificazione e risorse
La Commissione propone misure per accelerare permessi e investimenti e per favorire soluzioni infrastrutturali compatibili con gli obiettivi di sostenibilità. L’intento è permettere che le imprese e le pubbliche amministrazioni dispongano di capacità di calcolo sufficiente a sostenere addestramento, inferenza e applicazioni AI complesse.
Autonomia e quadro di valutazione della sovranità
Per dare un quadro operativo alla sovranità cloud e AI, il regolamento introduce un unico framework europeo con quattro livelli di assurance, che le amministrazioni pubbliche potranno utilizzare in base alle valutazioni di rischio. I provider possono essere riconosciuti a livello nazionale dopo specifici audit.
I quattro livelli di assurance
Le quattro categorie previste dal framework sono: Level 1 (elaborazione e archiviazione dei dati in infrastrutture localizzate nell’Unione), Level 2 (dimostrazione di indipendenza da paesi terzi e trasparenza della supply chain software), Level 3 (proprietà e controllo da parte di entità europee con requisiti addizionali, incluso il personale) e Level 4 (massima trasparenza e controllo della supply chain software senza interferenze da paesi terzi). Questo schema intende bilanciare esigenze di sicurezza con l’apertura al mercato internazionale.
Un pacchetto integrato: dai chip al procurement pubblico
Il Cloud and AI Development Act è collegato al Chips Act 2.0, che mira a rafforzare la filiera europea dei semiconduttori. La sinergia tra politiche sull’hardware e sull’infrastruttura cloud punta a creare mercati di sbocco per chip progettati e prodotti nell’Unione, supportando iniziative come le AI Gigafactories e le AI Factories già indicate nella strategia continentale.
Inoltre, la proposta prevede un quadro comune di procurement per le amministrazioni pubbliche, per sfruttare la forza d’acquisto con criteri che premiano sicurezza, resilienza e contributi all’innovazione europea. La promozione delle soluzioni open source è un altro elemento pensato per rafforzare la resilienza del sistema digitale europeo.
Complessivamente, il pacchetto presentato a Bruxelles vuole trasformare la discussione sulla sovranità tecnologica da concetto politico a percorso operativo, collegando infrastrutture, ricerca, mercato e regole per supportare la diffusione dell’AI in imprese e servizi pubblici senza perdere di vista la collaborazione internazionale.
